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LA CRISI FINANZIARIA USA

Banche, titoli sull'altalena a Piazza Affari
Premier e Tesoro: "Pronti a difenderle"

Berlusconi: "Non consentirò attacchi speculativi". Usa: c'è l'accordo al Senato, attesa per il voto. Sarkozy organizza un 'G4': la Francia vorrebbe proporre un piano di salvataggio da 300 miliardi di euro

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Borsa, foto generica Washington, 1 ottobre 2008 - Banche italiane nel mirino delle vendite. A Milano i titoli dei due maggiori istituti del Paese sono rimasti sospesi alcune ore per eccesso di scostamento al ribasso rispetto al prezzo d'apertura, mentre altri titoli, come Banco Popolare e Ubi Banca hanno marcato durante la giornata consistenti ribassi. Poi Unicredit è rimbalzato a doppia cifra; insomma un'altalena. Il tutto in un contesto dei mercati europei che vede invece rimbalzare il settore del credito. Una situazione sulla quale il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha ritenuto di dover intervenire.

 

Da Napoli il premier ha affermato: "Non consentirò attacchi speculativi alle nostre banche e non accetterò che i cittadini italiani perdano neanche un euro dei loro depositi". Per frenare gli eccessi speculativi la Consob ha deciso di adottare ulteriori misure restrittive per quanto riguarda le vendite allo scoperto. Il provvedimento prevede che la vendita di azioni di banche e imprese di assicurazioni quotate nei mercati regolamenti italiani e ivi negoziate "deve essere assistita, oltre che dalla disponibilità, anche dalla proprietà dei titoli da parte dell'ordinante al momento dell'ordine e fino alla data di regolazione dell'operazione".

 

La delibera, che ha affetto dalle 14.00 di oggi e vale per l'intero mese di ottobre, stabilisce altresì che "non si considerano utili ai fini della proprietà e disponibilità i titoli rivenienti da operazioni di prestito titoli, in qualsiasi forma tecnica realizzate".

 

Il Tesoro ha fatto sapere che è "pronto a a garantire la stabilità del sistema bancario ed a difendere i risparmiatori". In una nota, il ministero dell'Economia rileva che "le tensioni che si sono verificate sul mercato borsistico italiano in questi ultimi giorni prendono le mosse dalla crisi del mercato immobiliare negli Stati Uniti, che ha di recente contagiato anche istituzioni finanziarie europee. Queste tensioni sono del tutto ingiustificate alla luce della solidità patrimoniale e della soddisfacente situazione di liquidità di tutte le principali banche italiane, come anche testimoniato dagli indicatori di solvibilità elaborati dal mercato e da esso continuamente aggiornati".

 

Il ministero conclude affermando che "al fine di proteggere il mercato italiano da attacchi di natura speculativa che trovano alimento dal perdurante clima di incertezza del sistema finanziario internazionale, il Ministro dell'Economia e delle Finanze d'intesa con il Governatore della Banca d'Italia si impegna ad adottare le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario ed a difendere i risparmiatori, secondo le indicazioni del Presidente del Consiglio".

 

USA, ACCORDO SUL PIANO DI SALVATAGGIO

Il Senato Usa ha raggiunto un accordo per votare oggi il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari, che includerà la proposta, caldeggiata da Obama e McCain, di aumentare da 100 mila a 250 mila dollari le geranzie sui depositi bancari della Fdic. Il leader democratico Harry Reid ha ricevuto un consenso unanime per procedere oggi al voto del piano.

 

MONITO DALL'EUROPA

Dopo quello di Bush, un sollecito al Congresso americano ad approvare il piano arriva anche dall'Europa. ''Deve passare - ha detto il presidente della Banca centrale europea Jean Claude Trichet - per la salvaguardia degli Stati Uniti e per la salvaguardia del sistema finanziario globale''. Trichet afferma di ''avere fiducia'' sul fatto che il piano possa essere approvato ma aggiunge che si tratta chiaramente di una decisione del Congresso americano. Il presidente della Bce fa anche presente che una decisione analoga non potrebbe essere presa in Europa: ''Non siamo una vera e propria federazione con un budget federale. Ogni Paese deve mobilitarsi dal canto suo ma certamente c'è uno spirito europeo che è lo spirito del mercato comune''.

 

Anche il presidente della Commissione europea Josè Manuel Durao Barroso lancio un appello: "Gli Usa devono prendere le loro misure ed il piano Bush deve essere adottato". Barroso ha affermato che solo un "governo mondiale del sistema finanziario" può portare al superamento della crisi dei mercati. "Abbiamo i mezzi per superarla - dice -, cooperando con i nostri partner mondiali".

 

VERTICE A PARIGI

Sabato nella capitale francese avrà luogo la riunione dei quattro paesi europei membri del G7 convocata dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell'Unione europea. Lo ha annunciato il primo ministro del Lussemburgo, Jean-Claude Juncker, durante un intervento alla radio Europe 1.

 

Sarkozy aveva annunciato l'intenzione della riunione preparatoria di un vertice per la ''rifondazione del sistema finanziario internazionale'' da tenere a Parigi con i quattro paesi europei del G8 (Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna), più Josè Manuel Barroso (presidente della Commissione europea), lo stesso Juncker (che è anche presidente dell'Eurogruppo) e Jean-Claude Trichet.

 

Secondo quanto apprende l'agenzia France Presse da "fonti governative europee" la Francia vuole proporre ai suoi partner europei uno piano di salvataggio per un importo di 300 miliardi di euro per il settore bancario.

 

PUTIN: "COLPA DELL'IRRESPONSABILITA' DI WHASINGTON"

La colpa della crisi economica globale è da attribuire all'irresponsabilità degli Usa "incapaci" di utilizzare i mezzi necessari a frenarla. Lo ha affermato il premier russo, Vladimir Putin. "Tutto quello che sta accadendo ora nella sfera economica e finanziaria - ha detto Putin - è iniziato negli Usa. Non si tratta dell'irresponsabilità di un solo individuo ma di un sistema che manca di leadership".

 

Putin, parlando durante una riunione del governo russo sul piano di sviluppo del paese fino al 2020, ha anche assicurato che la crisi finanziaria non diventerà una ragione per riconsiderare i piani a lungo termine dello sviluppo socioeconomico del paese. «La Russia - ha detto Putin - è diventata parte dell'economia globale tanti anni fa. È profondamente integrata nei mercati finanziari e dell'energia ed è per questo che la crisi si manifesta anche sui nostri mercati azionari azionari e dei cambi». La Russia comunque, ha ribadito Putin "non cancellerà né rinvierà i suoi piani". Il sistema americano - ha aggiunto, "sta dimostrando la sua totale inadeguatezza a prendere le misure adeguate per superare la crisi".
 










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