Lo ha scritto il ministro della Giustizia in un intervento pubblicato dal Sole 24 Ore. "Per risolvere questo problema "non soltanto abbiamo toccato gli ingranaggi del processo, che vengono oliati e razionalizzati, ma abbiamo puntato a responsabilizzare tutti protagonisti"
Milano, 4 ottobre 2008 - Il processo civile "è il vero presidio delle libertà economiche" ed è per questo "che è stata una scelta saggia mettere la riforma del processo civile al primo posto dell'agenda giustizia". Lo ha scritto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in un intervento pubblicato dal Sole 24 Ore.
La grande lentezza dei processi civili produce effetti dannosi verso"il cittadino e la qualità della sua vita quotidiana", verso "il settore imprenditoriale" e verso "lo Stato". Per risolvere questo problema "non soltanto abbiamo toccato gli ingranaggi del processo, che vengono oliati e razionalizzati, ma abbiamo puntato a responsabilizzare tutti protagonisti del processo" ha scritto il ministro.
La prima innovazione sarà l'introduzione di internet, "un grande passo in direzione del fascicolo informatico e delle notifiche via email. Il processo telematico è più veloce e meno costoso". Per le cause più semplici ci sarà "un procedimento parallelo a quello ordinario, in cui il giudice arriverà alla decisione senza formalità nell'arco di una o due udienze". Infine la riforma prevede un filtro "per i ricorsi davanti alla Corte di Cassazione" che è "sommersa da cause di scarso rilievo".