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LA VISITA DEL PAPA AL QUIRINALE

Benedetto XVI: "Chiesa e Stato
per la solidarietà e la legalità"

Il Santo Padre è stato accolto dal Presidente della Repubblica nella ricorrenza di san Francesco patrono d'Italia. È la nona volta dalla fine del 'potere temporale' che un Papa sale al Colle

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Napolitano riceve la visita di Bendetto XVI al Quirinale Roma, 4 ottobre 2008 - Benedetto XVI al Quirinale per l'incontro ufficiale con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. È la nona volta dalla fine del 'potere temporale' che un papa sale al Colle.

La visita di Ratzinger al Capo dello Stato e' l'occasione per restituire quella fatta da Napolitano in Vaticano in 20 novembre 2006. È la seconda volta pero' che Benedetto XVI va in visita al Quirinale, la prima fu sotto la presidenza Ciampi.
 

Il papa e' arrivato nel cortile d'onore del Quirinale scortato dai corazzieri su un Lancia nera decappottabile, con a fianco il segretario personale Padre Georg. Ha attraversato l'intero cortile d'onore con la macchina e arrivato davanti alla Vetrata dove ad attenderlo c'era Giorgio Napolitano.

Benedetto XVI e' sceso e gli e' andato incontro e i dui si sono stretti la mano. Poi con le spalle alla Vetrata il Capo dello Stato e il papa hanno ascoltato gli inni nazionali pontificio e italiano suonati dalle bande dell'esercito, della marina e dell'aeronautica.

Contemporaneamente la bandiera dello Stato Vaticano e' stato issata sul Torrino del Quirinale al fianco delle bandiere italiana ed europea.

Al Quirinale sono giunti anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, il ministro dell'interno Roberto Maroni. È infatti consuetudine per le visite ufficiali tra i papa e il Capo dello Stato ci siano anche gli esponenti del governo. Sono arrivati anche i presidenti delle Camere Gianfranco Fini e Renato Schifani

Il colloquio tra Ratzinger e Napolitano avverra' pero' privatamente. Sara' un faccia a faccia di circa mezz'ora al termine del quale il presidente della repubblica e il Santo Padre terranno un discorso nel Salone delle Feste.
 

Contemporanemante ai colloqui tra il papa e il Presidente della Repubblica in un altra sala si è tenuto un incontro bilaterale tra il premier Berlusconi e il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone. Quest'ultimo e' arrivato al Colle con il segretario per i rapporti con gli stati della Santa Sede, Monsignor Dominique Mamberti e il sostituto alla segreteria di Stato Fernando Filoni, che e' il ministro degli esteri dello stato vaticano.

 

BENEDETTO XVI: "CHIESA E STATO PER SOLIDARIETA' E LEGALITA'"

La Chiesa continua a dare all'Italia il suo contributo per "costruire una società solidale, realmente animata dal senso della legalità". E lo fa impegnandosi in particolare nell'educazione, "chiave indispensabile per consentire l'accesso ad un futuro ispirato ai perenni valori dell'umanesimo cristiano". È questo il messaggio che Bendetto XVI ha voluto dare nella sua visita al Quirinale.

Il Papa, accolto con grande cordialità dal presidente Napolitano, ha affermato infatti che "la formazione dei giovani èimpresa nella quale anche la Chiesa si sente coinvolta, insieme con la famiglia e la scuola", ed ha rinnovato "l'auspicio che le comunità cristiane e le molteplici realtà ecclesiali italiane sappiano formare le persone, in modo speciale i giovani, anche come cittadini responsabili ed impegnati nella vita civile".

Non ha affrontato invece direttamente (ma solo elencato) i temi più caldi del confronto tra laici e cattolici in Italia, offrendo però un modello da seguire in San Francesco, il simbolo di una Chiesa libera e collaborativa. "In questo Santo, la cui figura attrae credenti e non credenti, possiamo scorgere l'immagine della perenne missione della Chiesa, pure nel suo rapporto con la società civile", ha detto infatti la coincidenza tra la visita e "il giorno in cui l'Italia celebra con grande solennità il suo Protettore".

"La Chiesa - ha affermato - nell'epoca attuale di profonde e spesso sofferte mutazioni, continua a proporre a tutti il messaggio di salvezza del Vangelo e si impegna a contribuire all'edificazione di una società fondata sulla verità e la libertà, sul rispetto della vita e della dignità umana, sulla giustizia e sulla solidarietà sociale".

 

ALLARME RAZZISMO

La "comunanza" di vedute e la "naturale sintonia" tra Quirinale e Vaticano sulle crisi che attraversano il mondo trova nella prima visita ufficiale di Benedetto XVI a Giorgio Napolitano un punto di sintesi sulla preoccupazione e sull'allarme per il riproporsi di episodi di razzismo. E' molto chiaro il monito che il capo dello Stato lancia cogliendo l'occasione dell'incontro con il Pontefice: in Italia c'è una "emergenza educativa", si stanno perdendo valori "fondamentali", valori di solidarietà e di accoglienza che stanno alla base della convivenza civile. E' "comune responsabilità" di Stato e Chiesa superare questa emergenza.


Da laico Napolitano mette in primo piano l'attenzione ai più deboli e ai poveri nel tentativo di scongiurare i rischi di uno 'scollamento' della società italiana nella quale sono sempre più frequenti i fenomeni di intolleranza e di violenza soprattutto verso il diverso. Il "valore supremo che ci deve guidare - ha ribadito il capo dello Stato - è il rispetto della dignità umana in tutte le sue forme e in tutti i suoi luoghi". E questo vale per chi è nato in Italia e per gli immigrati. Il rispetto della dignità, rilancia Napolitano, "implica più che mai anche la coscienza e la pratica della solidarietà cui non possono restare estranee, anche dinanzi alle questioni più complesse, come quella delle migrazioni verso l'Europa, le responsabilità e le scelte dei governi".


Non a caso il presidente cita le parole
pronunciate di recente dal Pontefice a Castelgandolfo, spiegando che "il rispetto della dignità umana si è tradotto nella grande conquista del 'superamento del razzismo'" e per questo, avverte Napolitano, le nuove manifestazioni di discriminazione razziale destano "allarme". Tema molto presente, questo, anche nel colloquio privato durato circa mezz'ora nello Studio alla Vetrata e caratterizzato da quella cordialità che si è vista anche in un protocollo ridotto al minimo.

 

LA CURIOSITA'

Pochi minuti dopo la partenza di Benedetto XVI, al termine della visita di Stato di stamane, un nubifragio si è scatenato su Roma ed un fulmine si è abbattutto sul Torrino del Quirinale.
 

Un tempo marzolino ha fatto da sfondo a tutta la visita papale: quando il Pontefice ha lasciato il territorio vaticano il barometro, fino ad allora sul bello, si è messo a pioggia.
 

Quando però il Papa è stato ricevuto nel Cortile d'Onore da Giorgio Napolitano la pioggia era cessata. Addirittura, nel corso dei colloqui e soprattutto durante il commiato, sole e tepore quasi primaverile, o almeno da ottobrata romana.
 

Ma non appena il Pontefice ha lasciato, a bordo di una Lanchia Thema nera, il Portone principale del palazzo è tornata la pioggia, insistente, con un brusco calo della temperatura. Ed un fulmine, accecante ed improvviso, ha colpito il pennone del Torrino - il punto più alto del Colle più alto di Roma - dove pochi momenti prima ancora sventolava lo stendardo bianco e giallo con le Chiavi di Pietro. Non si registrano danni alle cose.










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