Così Chantal ricorda l'importanza dell'amichevole che mercoledì, allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, Fiorentina e Milan giocheranno per raccogliere fondi per la Fondazione, che porta il nome dello sfortunato marito, che nascerà per impegnarsi nella ricerca sulla SLA
Roma, 6 ottobre 2008 - "Mio marito sarà allo stadio mercoledì. Nessuna condanna al calcio: prima troviamo le cause della malattia, poi si potrà parlare. Stefano interrogato da Procura Torino nel 2006, poi più nessun contatto". Così Chantal Borgonovo, moglie di Stefano, parla ai microfoni dell'Agenzia Radiofonica GRT dell'amichevole che mercoledì, allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, Fiorentina e Milan giocheranno con lo scopo di raccogliere fondi per la costituzione e la vita della Fondazione Borgonovo, che nascerà per impegnarsi nella ricerca sulla SLA.
"Stiamo assistendo ad una bellissima risposta sia da parte del mondo del calcio, che da parte della gente e questo fa molto piacere a me e soprattutto a Stefano perchè vuol dire che c'è molto affetto per lui al di là di quella che è stata sua la figura calcistica: probabilmente ha lasciato un segno anche come persona". "Questa disponibilità delle persone, questo dargli una mano - afferma la signora Borgonovo - esula da quello che è stato lui come giocatore, si rivolge alla persona, perchè Stefano è sempre stato una persona molto corretta e positiva e lo sta dimostrando anche nella malattia. Sicuramente Stefano sarà allo stadio mercoledì: non vuole mancare".
La sclerosi laterale amiotrofica ha colpito l'ex giocatore di Milan e Fiorentina come diversi calciatori, ma da parte della signora Borgonovo nessuna condanna al mondo del calcio: "Non ci sono prove certe di una correlazione tra calcio e SLA - sottolinea a GRT - quindi io direi che adesso per noi è il momento di darci da fare, di cercare le cause di questa malattia, poi quando si sarà trovata la causa, spero il più presto possibile, si potrà parlare". Ad indagare sui rapporti tra SLA e il mondo del calcio è il procuratore di Torino, Raffaele Guariniello: "Mio marito è stato interrogato dalla Procura di Torino nel luglio 2006 - conclude - poi non abbiamo più avuto contatti".