L'Istituto nazionale di fisica nucleare: "Kobayashi e Mascawa hanno come unico merito la generalizzazione, per altro semplice, di un'idea centrale la cui paternità è da attribuire al nostro scienziato"
Roma, 7 ottobre 2008 - Nella coppia giapponese che si è aggiudicata il Nobel per la Fisica - Makoto Kobayashi, Toshihide Maskawa e Yoichiro Nambu - manca un altro fisico di rilievo che ha tanto contribuito alle loro ricerche. Si tratta di Nicola Cabibbo (nella foto), presidente della Ponteficie Accademia delle Scienze. Il nome dell'italiano è legato, in particolare ai fisici Kobayachi e Maskawa. I tre fisici hanno infatti dato il nome alla matrice 'Ckm' (Cabibbo-Kobayachi-Maskawa), che nel Modello Standard della fisica delle particelle è una matrice unitaria che contiene informazioni sulla forza del 'flavour changing weak decays'.
Tecnicamente specifica l'accoppiamento non adatto degli stati quantici dei quark quando si propagano liberamente e quando sono coinvolti nelle interazioni deboli. Essa è importante nella comprensione delle violazioni Cp, ovvero della più piccola violazione di una simmetria fisica nota in natura, e come tale rappresenta uno dei campi di ricerca più attivi nella fisica delle particelle elementari. Questa matrice è stata introdotta per tre generazioni di quark da Kobayashi e Maskawa, aggiungendo una generazione alla matrice introdotta precedentemente da Nicola Cabibbo.
IL FISICO ITALIANO NON COMMENTA
"No. Grazie. Non ho nulla da commentare". Risponde fermo il fisico italiano Nicola Cabibbo che, a pochi minuti dall'assegnazione del Nobel, oppone un cortese 'No comment' alla decisione annunciata a Stoccolma dell'Accademia reale svedese delle Scienze. Nicola Cabibbo, fisico delle particelle elementari presso l'Università di Roma dal 1969, a capo dell'Infn e dell'Enea tra gli anni '80 e '90, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze dal 1993 e Accademico dei Lincei, è considerato dalla comunità scientifica di fisici il pioniere, il padre del filone di ricerca per cui oggi è stato assegnato il Nobel a Kobayashi e Maskawa.
DELUSIONE TRA GLI SCIENZIATI
Roberto Petronzio, presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), non ci sta. "Sono lieto che il premio Nobel sia stato attribuito a questo settore della fisica che sta avendo sempre più attenzione da tutto il mondo e dal quale ci aspettiamo fondamentali scoperte che aumenteranno la nostra comprensione sull'Universo. Tuttavia, non posso nascondere che questa particolare attribuzione mi riempie di amarezza: Kobayashi e Mascawa hanno come unico merito la generalizzazione, per altro semplice, di un'idea centrale la cui paternità è da attribuire al fisico italiano Nicola Cabibbo che, in modo autonomo e pionieristico, ha compreso il meccanismo del fenomeno del mescolamento dei quark, poi facilmente generalizzato dai due fisici premiati. Il contributo di Nambu, d'altra parte, è fondamentale per la fisica delle particelle e i suoi lavori sulla rottura spontanea di simmetria sono uno dei pilastri dell'attuale Modello Standard".
DELUSIONE DEI FISICI ITALIANI
"Penso che questo Nobel sia stato un grosso errore". C'è più che altro delusione nelle parole di Giorgio Parisi, docente di Fisica Teoretica all'Università di Roma 'La Sapienza', interpellato da Apcom per avere un suo parere sulla dichiarazione di Roberto Petronzio, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che si è detto amareggiato dell'assegnazione del premio Nobel ai giapponesi dell'Università di Kyoto. Secondo Petronzio è stato ingiustamente dimenticato Nicola Cabibbo.
"La cosa naturale sarebbe stato darlo a Nambu per aver proposto la "carica di colore" nella cromodinamica quantistica e a Nicola Cabibbo perché, effettivamente, come dice Petronzio, il lavoro di Kobayashi e Maskawa è una generalizzazione abbastanza semplice dell'idea assolutamente nuova del 1963 di Nicola Cabibbo nella quale descriveva per la prima volta le forze nucleari che sono alla base delle interazioni deboli".
Come spiega Parisi i due neolaureati Nobel hanno generalizzato la complicata formula di Cabibbo mettendoci dentro anche la violazione di CP, nella tabella in cui viene spiegato il comportamento dei quark la prima riga è di Cabibbo, la la seconda da Iliopoulos, Glashow e Maiani e la terza da Kobayashi e Maskawa . "Una formula nella quale tante persone ci hanno messo le mani, ma mi sembra assurdo che il primo che ci ha messo le mani, Cabibbo, sia stato escluso. Il Nobel andava diviso anche con Cabibbo o solo a Cabibbo".