Dow Jones è sceso sotto quota 9.000 punti per la prima volta dall'agosto del 2003. Piazza Affari perde l'1,63%. Francoforte -2,53%, Parigi -1,55%, Londra -1,21%. Bce: "Ricadute sull'economia reale". Il premier preoccupato per il fatto che le "banche potrebbero" limitare l'ossigeno alle imprese per "un eccesso di prudenza" LA BORSA
Milano, 9 ottobre 2008 - I mercati Usa non credono nell'efficacia delle misure messe a punto dal Tesoro e il Dow Jones è sceso sotto quota 9.000 punti per la prima volta dall'agosto del 2003.
Wall Street ha vissuto un'altra giornata di perdite pesantissime, dove l'indice Dow Jones è crollato di oltre 675 punti, oltre il 7%, scendendo sotto i 9000 punti per la prima volta dal 2003. Esattamente un anno fa il Dow Jones stabilì il suo record assoluto, a quota 14.164,53 punti.
Alla fine della seduta e dopo le operazioni di compensazione a Wall Street, il Dow Jones ha ceduto 678,91 punti (-7,33%), a quota 8.579,19 punti, mentre il Nasdaq è arretrato di 95,21 punti (-5,47%), a 1.645,12 punti. In calo anche lo S&P 500, che è sceso di 75,02 punti (-7,62%), a 909,91 punti.
L'ondata di perdite è arrivata negli ultimi minuti di contrattazioni, dopo che S&P ha reso noto che prenderà in considerazione la possibilità di abbassare il rating su titoli del colosso di Detroit General Motors e della sua affiliata di servizi finanziari Gmac. Esiste così almeno una probabilità del 50% che il rating delle due società cali nei prossimi tre mesi.
S&P ha messo sotto osservazione per un possibile downgrade anche il titolo Ford. L'agenzia di rating ha detto che Gm e Ford hanno per ora sufficiente liquidità, ma questo potrebbe cambiare nel 2009. Il titolo Gm ha perso il 31%, mentre Ford è caduta di 58 centesimi, pari al 22%, a 2,08 dollari.
"E' come il film `Ricomincio da capo'", ha detto Arthur Hogan, capo delle analisi di mercato di Jefferies & co. Hogan. indicando come causa i mercati del credito ancora congelati, e il Libor, il tasso di interesse per i prestiti tra le banche, che rimane altissimo nonostante recente taglio ai tassi di interesse della Fed. "Tutto ciò che vediamo è storico. Il problema è storico., le soluzioni sono storiche, e sfortunatamente, l'ondata di vendite è storica", ha detto Hogan.
EUROPA
Chiusura di seduta in calo per la Borsa valori, che inverte la tendenza proprio nel finale di riflesso all'andamento negativo di Wall Street, e vanifica i buoni rialzi registrati in precedenza. L'indice Mibtel termina con un -1,63%, a 16.519 punti, mentre l'S&P/Mib cede l'1,81% e l'All Stars sale dello 0,91%. Scambi in calo, a 4 miliardi di euro.
Piazza Affari come gli altri mercati europei ha tentato il rimbalzo già in avvio, riuscendo a mantenere un progresso dell'1-2% fino al pomeriggio, e toccando anche un massimo del 3,2% in concomitanza con l'apertura a New York. Poi il brusco declino di Wall Street ha compromesso tutto, e i nervi sono tornati a fior di pelle. In calo oggi Enel e gli altri titoli energetici, deboli in tutt'Europa; molto venduta Intesa, giù anche Bpm, in recupero Unicredit. Ancora in calo a nuovi minimi Telecom, tiene Fiat, male i titoli del lusso.
I listini del Vecchio Continente, che nel corso della giornata avevano rialzato la testa, dopo il crollo di ieri, diventano negativi nell'ultima mezzora di contrattazioni. Lo scivolone viene procurato da Wall Street, partita bene e poi calata strada facendo. I mercati tornano a temere la crisi finanziaria, mentre gli operatori, che avevano fatto incetta di titoli il cui valore era sceso a precipizio dopo i recenti ribassi, hanno poi allentato la presa sugli acquisti. A Londra l'indice Ftse cala dell'1,21% a 4.313,80 a punti. A Francoforte il Dax perde il 2,53% a 4.887 punti. A Parigi il Cac 40 cede l'1,55% a 3.442.70 punti. Tra i bancari Barclays lascia sul terreno il 13% e il Santander il 4,3%, tra i petroliferi Royal Dutch Shell giù del 3,2% e BP in calo dell'1,8%.