Il responsabile dell'Economia contro la modifica inserita nel decreto di Alitalia. La norma avrebbe un impatto anche nelle vicende Cirio e Parmalat, nei quali sono coinvolti anche Calisto Tanzi e Sergio Cragnotti. Ma i relatori smentiscono: "Non si applica a questi casi"
Roma, 9 ottobre 2008 - L'emendamento salva manager al decreto Alitalia sarà ritirato alla Camera. Lo riferiscono fonti governative dopo che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nel corso dell'informativa al Senato, ha detto: "O va via l'emendamento o va via il ministro dell'Economia".
''Se si immagina che la linea del Governo sia quella prevista da un emendamento che prevede la riduzione della soglia penale per alcune attività di amministratori si sbaglia'' ha spiegato il ministro Tremonti. Il riferimento è ad una notizia lanciata da Report e ripresa oggi da 'la Repubblica' nella quale si afferma che nel decreto per l'Alitalia - varato dal Governo, approvato dal Senato e ora all'esame della alla Camera - ci sarebbe anche una norma che, estendendo la garanzie previste per commissario di Alitalia Augusto Fantozzi, di fatto avrebbe un impatto anche sui casi Cirio e Parmalat, nei quali sono coinvolti anche Callisto Tanzi e Sergio Cragnotti.
I FIRMATARI DELL'EMENDAMENTO
L'emendamento già ribattezzato 'salva-manager' è un provvedimento di carattere generale che non si apllica ai crack Cirio e Parmalat. Lo puntualizzano i senatori del Pdl Angelo Maria Cicolani e Antonio Paravia "in riferimento a alcune interpretazioni riportate dagli organi di informazione sull'emendamento approvato in Senato nel corso della conversione del decreto che disciplina la modifica della legge Marzano per le grandi aziende operanti nei servizi pubblici esenziali, ora all'esame della Camera".
"L'emendamento - dichiarano Cicolani e Paravia - è mirato esclusivamente a tutelare le difficili scelte da parte dei commissari, operate in momenti oggettivamente straordinari, come è ad esempio nel caso di Fantozzi, che hanno l'esigenza di agire in modo certamente responsabile, ma discrezionale e flessibile, tendendo in primo luogo a garantire la continuità di un pubblico servizio. Riteniamo che l'emendamento proposto affronti un tema reale e ineludibile, in modo appropriato e, in Aula, la stessa opposizione, nelle sue varie articolazioni, pur votando in modo contrario all'intero provvedimento, non ha eccepito sulla forma nè sulla sostanza dell'emendamento".
"La formulazione generale e non mirata al singolo caso Alitalia -proseguono i due esponenti del Pdl - si rende necessaria per ovvie ragioni di costituzionalità della norma stessa. La norma esclude dalla sua applicabilità i casi di 'accertata falsità' dei documenti posti a base della procedurà, quindi non si applica ai casi citati da affrettate dichiarazioni di alcuni dirigenti politici e ad alcuni organi di informazione (Parmalat, Cirio, ecc)".
"Qualora nel corso dell'iter alla Camera si riesca a trovare formulazioni in grado di migliorare in ogni caso il testo dell'intero provvedimento, anche per quel che riguarda questa parte, saremmo in presenza di un ordinario percorso legislativo e l'intero Senato ne prenderà atto con favore e noi per primi ne saremo soddisfatti", concludono i due relatori del provvedimento Cicolani e Paravia.