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Obama in vantaggio su McCain

Secondo la media dei sondaggi il favorito per la vittoria nello Stato è il democratico Barack Obama. Se le elezioni si tenessero oggi il senatore nero di Chicago avrebbe almeno 277 Grandi Elettori, contro i 163 del rivale repubblicano

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Barack Obama (Ansa) New York, 9 ottobre 2008 - A meno di quattro settimane dalla scelta del prossimo presidente degli Stati Uniti la Virginia, una ex roccaforte repubblicana, ha cambiato colore: secondo la media dei sondaggi il favorito per la vittoria nello Stato è il democratico Barack Obama.

E per la prima volta, tenendo conto della media delle rilevazioni nei cinquanta Stati dell'Unione, Obama avrebbe i numeri per arrivare alla Casa Bianca. Se le elezioni si tenessero oggi il giovane senatore nero di Chicago avrebbe almeno 277 Grandi Elettori, contro i 163 del rivale repubblicano John McCain. Il numero magico per la vittoria è 270.


Nel conto non sono inclusi sette 'swing states', ovvero Stati dove il risultato del voto è incerto. Sono il Nevada, il Colorado, il Missouri, l'Indiana, l'Ohio, la Carolina del Nord e la Florida. La Virginia, da oggi, a dar retta alla media dei sondaggi, non è più uno 'swing state' ma vede Obama favorito.
 

Il democratico Barack Obama è in testa anche nei sondaggi nazionali: tenendo conto degli ultimi dieci, ha un vantaggio su McCain di 5,6 punti percentuali, in flessione di quasi un punto rispetto alla settimana scorsa. Nel sistema americano non è tuttavia il voto popolare a decidere il vincitore: ne sa qualcosa il democratico Al Gore che nel 2000 perse la Casa Bianca anche se aveva ottenuto più voti di George W. Bush. In questo senso il trend nazionale è poco più che un'indicazione sull'andamento della campagna elettorale.
 

Il voto è deciso dalla somma dei risultati nei singoli confronti locali. In ciascuno dei 50 Stati dell'Unione sono in palio un certo numero di Grandi Elettori (formalmente, l'elezione è indiretta e sono questi grandi elettori a scegliere il presidente). Chi vince il voto popolare in ogni Stato conquista tutti i Grandi Elettori in palio, che sono 538.
 

Ad ogni Stato corrisponde un peso elettorale che riflette solo parzialmente il numero di abitanti. New York e California, ad esempio, consegnano al candidato che ottiene la maggioranza dei voti un bottino di 'Grandi Elettori' molto ghiotto, ma a Stati semideserti come il Kansas o il Wyoming corrisponde un peso elettorale sproporzionato, a confronto. La costituzione americana, con lo sguardo alla rappresentatività di tutti gli Stati, popolosi o meno, premia l'America profonda, in prevalenza repubblicana, rispetto alle grandi città, generalmente roccaforti democratiche.
 

Obama, per la prima volta dall'era Clinton, è riuscito ad ampliare la base di consenso dei democratici in alcuni stati del sud, come la Virginia, il Nevada e il New Mexico e in Colorado, un'altra roccaforte repubblicana.










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