L'imprenditore cinematografico finito in carcere per bancarotta è tornato in libertà. Durante la conferenza stampa, a sorpresa, è arrivata anche la sua ex compagna Valeria Marini: da lei fiducia e solidarietà
Roma, 10 ottobre 2008 - Lotterà sempre "petto in fuori", senza aver paura di "mettere la mano al portafoglio", sicuri del fatto che alcuni nemici ce li avesse anche in casa. Vittorio Cecchi Gori parla per oltre due ore, nel corso di una affollata conferenza stampa, e ripete, affiancato dai suoi avvocati civilisti, tutta la sua verità. L'imprenditore cinematografico finito in carcere per la bancarotta della Safin è tornato in libertà da pochi giorni. Ma dice aver ritrovato la forza di sempre.
"Quando stavo a Regina Coeli, Valeria (Marini, ndr.) mi disse che lottavo come Rambo e che dovevo stare attento alla salute". In merito alle vicissitudini "degli ultimi 7 anni", Cecchi Gori spiega: "Dobbiamo avere soldi dalla Telecom, per la cessione di Tmc diventata La7, dalla Merryl Linch, dalla Figc e Coni per quel che riguarda l'esclusione della Fiorentina". I rimborsi chiesti alle diverse istituzioni e società, supererebbero 1 miliardo di euro. "Ma bisogna avere ragione in tutti i procedimenti", ha spiegato l'avvocato Giovanni Nappi.
Le società del gruppo "cinematografico che ha fatto la storia culturale italiana" sono state "trattate male" in questi ultimi 4 mesi. Vittorio Cecchi Gori non lo manda a dire. "Avrò anche fatto degli errori, ma nessuno può esser paragonato a quello che hanno fatto i curatori, i gestori, delle aziende. Quello che hanno fatto i custodi cautelari in questo periodo è terribile. Io l'ho sempre detto alla Procura: datemi una mano, ma lasciatemi fare cinema, perché non lo sanno fare tutti". E poi l'imprenditore assicura: "Ho mezzi finanziari molto superiori agli eventuali debiti. Quelli verso il fisco, poi è ipotetico".
I problemi non devono riguardare i dipendenti dei cinema. "Non ho mai licenziato nessuno. Ci ho rimesso di mio, ma quando abbiamo dovuto chiudere una cosa, si è cercato di aiutare tutti - ha continuato Cecchi Gori - Abbiamo resistito a tutto e resisteremo anche a questi ultimi guai". In merito alla natura dei diversi guai, lo stesso produttore aggiunge: "Sono perseguitato da un gruppo di infiltrati. Certo avrei dovuto allontanare qualcuno, ma non ci sono mai riuscito. Non credo, per natura, ai complotti, alle cattive azioni. E non sono portato a parlare male dei magistrati. Le procure, i giudici, si occupano tutti di pezzettini piccoli, separati, non guardano l'insieme".
VALERIA MARINI
Arriva contornata di fotografi, in una nuvola di profumo. Valeria Marini entra nella sala proiezione di Palazzo Borghese. "Sono passata per salutare Vittorio", dice subito l'attrice quasi a scusarsi con tutti i presenti. Il manager, emozionato, subito aggiunge: "Tra me e Valeria c'è un affetto vero. Mentre ero in carcere hanno detto e scritto che siamo in causa. Invece è una cosa talmente vecchia che io nemmeno me la ricordavo".
La show girl, reduce dall'Isola dei famosi, puntualizza: "Tutto passa, c'è voglia di ricominciare". La rappresentanza dei lavoratori delle aziende Cecchi Gori, in sala, appaludono convinti. "Il mio sostegno e la solidarietà a Vittorio non mancherà mai. Sono certa che questo momento passerà", continua la Marini. La visita finisce nel breve volgere di alcuni minuti. Fuori i cronisti la rincorrono chiedendole della querela, per cui è stato incardinato il processo, lei spiega: "L'ho ritirata, è una cosa vecchia". In ogni caso, entrambe dovranno comparire in aula, davanti al giudice del tribunale di Roma, per comporre la questione. In ogni caso alla Valeria sottolina: "Vittorio sei forte".
"LA FIORENTINA? SOLO UNA AMANTE"
"Dal 1950 sono stato simpatizzante della Roma. Ma la Fiorentina è stato l'amore di papà e mamma e quando c'è stato bisogno non potevamo tirarci indietro". Vittorio Cecchi Gori, che è stato presidente della squadra viola, ammette di non essere mai stato tifoso del team toscano. "Ho sempre vissuto a Roma, Firenze è una amante direi". In ogni caso la battaglia per il riconoscimento dei propri diritti non è conclusa.
"Abbiamo citato il Coni e la Figc davanti al tribunale civile. C'è la seconda udienza a dicembre", ha spiegato un legale del produttore. "La Covisoc ha commesso un illecito quando ha messo fuori dal campionato la Fiorentina - ha continuato l'avvocato - perché dopo, per altre squadre, è stato adottato il decreto 'spalma debiti', si è fatto di tutto". Cecchi Gori aggiunge: "I miei genitori si conobbero in occasione di un incontro tra Fiorentina e Juventus, per questo ho fatto tanto per la Viola, anche se sono stato trattato come tutti sapete. E' un'altra delle pagine sanguinanti della mia vita".