Washington, 11 ottobre 2008 - Crisi globale, perdite a catena, fallimenti. In quello che è considerato il maggiore shock dell'economia mondiale dalla Grande Depressione alcune parole sono diventate ormai familiari e ricorrenti nei discorsi dei leader mondiali, che però sembrano avere individuato una possibile via d'uscita nella collaborazione internazionale.
E' questo il filo conduttore dei lavori del Fondo Monetario Internazionale e del G7, in corso a Washington, e il tema su cui ha insistito anche il presidente degli Stati Uniti George W. Bush al termine di un incontro alla Casa Bianca con i ministri delle Finanze dei sette paesi più industrializzati del mondo.
"Tutti riconoscono che questa è una crisi seria e globale, che quindi richiede risposte globali", ha detto Bush dopo l'incontro a cui ha partecipato, unico tra i governatori, anche il numero uno di Bankitalia Mario Draghi, presidente del Financial Stability Forum. "Sono convinto che le economie mondiali supereranno la crisi in corso", ha detto Bush puntando sul "ruolo importante" degli Stati Uniti in una partita che va risolta in fretta, soprattutto alla luce del collasso delle Borse internazionali. A Wall Street il Dow Jones ha bruciato 2.300 punti negli ultimi otto giorni e lo S&P 500 ha messo a segno la peggiore settimana dal 1933.
La crisi, partita dal settore immobiliare americano con il collasso del mercato dei mutui subprime di un anno fa, ha costretto l'amministrazione Bush a prendere provvedimenti consistenti e straordinari, in particolare il piano di soccorso da 700 miliardi di dollari approvato dal Congresso e trasformato in legge con la firma del presidente Bush. "Si continua a lavorare per apportare miglioramenti nel modo più rapido ed efficace possibile", ha detto Bush, ammettendo che "i benefici non si percepiranno in una notte, ma quando cominceranno a vedersi contribuiranno a ridare stabilità ai mercati e fiducia nelle istituzioni finanziarie".
Il dipartimento del Tesoro sta inoltre lavorando a un piano per rilevare quote azionarie delle banche in difficoltà e, come ha detto ieri il segretario al Tesoro Henry Paulson, "si sta continuando a lavorare a questo progetto", senza però specificare quanti dei 700 miliardi di dollari previsti dal piano saranno destinati all'acquisto di asset in cattive condizioni e quanti saranno usati per rilevare quote. Si sa però che il dipartimento del Tesoro comprerà azioni privilegiate senza diritto di voto, fatto che dovrebbe dare la garanzia che il Governo non avrà potere decisionale nella vita delle società.
"Bisogna lavorare in modo coordinato, le strategie di ogni stato non devono essere in contraddizione con quelle degli altri paesi", ha detto Bush, rinnovando l'appello alla collaborazione espresso più volte nel corso del G7 e del Fmi. "Siamo entrati in questa crisi insieme e ne usciremo insieme", ha detto il presidente americano.