L'associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro presenta i dati degli incidenti: l'anno scorso 1200 vittime, quasi 700 dall'inizio di quest'anno: "Un numero inaccettabile per un Paese civile"
Roma, 12 ottobre 2008 - Tre morti al giorno, 27 permanenti invalidi in 2.500 incidenti. Sono queste le cifre rese note oggi dall'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro che ricordano come, sulla base dei dati Inail, le morti bianche nel 2007 siano state circa 1.200: "Un numero inaccettabile - scrive l'Anmil - per un Paese civile". L'Associazione, nel giorno della 58esima giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro, ricorda come queste cifre testimonino "la persistente gravità del fenomeno infortunistico che resta una delle principali cause di morte e provoca quasi il doppio dei decessi rispetto agli omicidi".
La giornata di oggi, ha spiegato il presidente dell'associazione Pietro Mercandelli, vuole essere "una occasione fondamentale per denunciare le drammatiche condizioni di vita degli oltre 800mila invalidi del lavoro e dei quasi 130mila superstiti di caduti sul lavoro, tra vedove ed orfani". Per questi, secondo l'Anmil, è necessario "arrestare il progressivo deterioramento dei livelli di tutela indennitaria, interrompendo la deriva assistenzialistica verso cui il sistema si sta spingendo negli ultimi anni".
Il problema principale, spiega l'Associazione, è che "i titolari di rendita attendono dal 2000 il semplice adeguamento Istat delle loro prestazioni, con una perdita del valore economico del 16%. Basti pensare - ricorda Mercandelli - che una vedova percepisce in media una rendita di appena 700 euro al mese".
L'Anmil "si impegna a non abbassare la guardia chiedendo nell'immediato alcuni ritocchi parziali ma significativi a questo sistema"; in un secondo momento promuovendo "una proposta di legge di iniziativa popolare per un nuovo testo unico sull'assicurazione infortuni che sostituisca - spiega il presidente Mercandelli - l'attuale anacronistica normativa risalente al 1965". L'Anmil non si fermerà a questo e, infatti, annuncia che porterà avanti una "attività di rivendicazione affinchè gli infortunati sul lavoro possano godere di tutte le cure necessarie per il recupero dell'integrità fisica e della capacità lavorativa oltre che - conclude il presidente - dell'altrettanto fondamentale sostegno psicologico".
Sono 679 le vittime degli incidenti sul lavoro in Italia nel periodo gennaio-agosto, rispetto alle 822 dello stesso periodo del 2007. E' quanto emerge dai dati Anmil, su fonte Inail, da cui emerge che nel solo mese di agosto sono stati 66 i morti sul lavoro, rispetto ai 73 dello stesso mese del 2007. I dati del 2008, spiega l'associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro, non sono consolidati e, soprattutto per i casi mortali, occorrerà attendere ulteriori acquisizioni di dati.
Quanto agli infortuni, in Italia, nei primi otto mesi si registrano 583.436 casi, nel 2007 erano 612.363 con un calo del 4,7%. Nel solo mese di agosto si sono verificati 53.205 incidenti, rispetto ai 59.306 dello stesso periodo del 2007, con una diminuzione del 10,3%. E' la Lombardia (105) la regione con più vittime nei primi 8 mesi del 2008, seguita dall'Emilia Romagna con 73 e dalla Puglia con 53.
Considerando i primi sette mesi del 2008 (gennaio-luglio), i casi di incidente mortale sono stati 683 contro i 719 del 2007. Secondo le elaborazioni Anmil sui dati Inail, sono 620 i morti nel settore industriale e 63 nel settore agricoltura contro i rispettivi 656 e 63 dello stesso periodo dell'anno scorso.
Sono 832.037 gli invalidi del lavoro in Italia al 31 dicembre 2007, mentre quelli con grado di disabilità assoluta sono 7.761. È quanto si evince dai dati Anmil, elaborati su fonte Inail, che sottolineano come gli invalidi di grado medio siano 588.222, quelli di grado grave 208.588 e quelli con grado molto grave sono 27.466.
Considerando le rendite ai superstiti (familiari dei morti sul lavoro, ndr) agli oltre 830mila segnalati vanno aggiunte 125.013 unità che portano il totale a 957.050. Il maggior numero di invalidi si registra nella classe oltre i 65 anni (478.483), mentre sono 232.776 quelli tra i 50 e i 64 anni.
NAPOLITANO
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invita a "tenere alta l'attenzione" sul fenomeno delle morti bianche e a "non demordere nell'allarme sulla sua gravità sociale", sottolineando che occorre "applicare e migliorare le norme legislative". Nel suo messaggio inviato all'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, il capo dello Stato ha ricordato "i preoccupanti dati diffusi dall'Anmil e le cronache di questi giorni che confermano - scrive Napolitano - quanto cruciale sia la questione della prevenzione sul lavoro".
"Si è levato naturalmente un indignato 'basta', sinceramente condiviso, di fronte a tragedie che per la loro dimensione - prosegue il presidente della Repubblica - suscitano il clamore dei media e il coinvolgimento dell'opinione pubblica, ma la realtà quotidiana ci propone casi drammatici (persino ripetitivi nella loro dinamica), storie personali e familiari di dolore e sofferenze che la vostra associazione aiuta ad affrontare con un impegno concreto di solidarietà che è giusto riconoscere e valorizzare".
"C'è indubbiamente - conclude Napolitano - anche un problema di risorse: è decisivo qualificare quelle disponibili perchè si investa in formazione ed informazione, si persegua con determinazione l'obiettivo dell'abbattimento degli incidenti sul lavoro, si rafforzino le tutele dei lavoratori e si sostengano le famiglie delle vittime sul lavoro". In particolare, secondo il presidente della Repubblica, assumono in questo senso "particolare significato" le iniziative promosse "in ambito scolastico per una più diretta presa di coscienza da parte dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro".