Firenze, 12 ottobre 2008 - Il "delinquente da esportazione" forse era l’unica cosa che mancava al nostro calcio e sinceramente non ne sentivamo la mancanza. Per la prima volta ci va di mezzo la Nazionale e se questi sono i sostenitori degli Azzurri campioni del mondo vien voglia di dimettersi da italiani. Intanto, però, a dimettersi dovrebbe pensarci il presidente dell’Osservatorio del Viminale sulla sicurezza delle manifestazioni sportive Domenico Mazzilli secondo il quale "i cori Duce-Duce e il braccio teso durante l’Inno di Mameli in Bulgaria non sono reato".
Non possono esistere zone franche per la coscienza e la civiltà: queste parole sono sinceramente inaccettabili se pronunciate da un uomo delle istituzioni. Come inaccettabili sono tutte le strumentalizzazioni politiche arrivate come sempre puntualissime. I delinquenti non hanno colore, spesso la politica diventa soltanto un pretesto per coagulare e far scatenare il branco. L’unico dato certo è che la già traballante immagine del nostro Paese all’estero per questi 150 delinquenti ha subìto un altro grave colpo. E allora dobbiamo interrogarci sul come mai questo gruppo organizzato con tanto di bandiere e striscioni sia arrivato indisturbato a Sofia.
La Federcalcio vende e controlla i biglietti, sicuramente qualcuno ha sbagliato forse confuso dalla marea di tagliandi-omaggio che deve distribuire per ogni partita dell’Italia. Comunque un fatto è certo: l’organizzazione preventiva anti-violenza che circonda la Nazionale con fior di funzionari, si è fatta prendere in contropiede e qualcuno dovrà pagare. Non è possibile che gli ultrà protagonisti degli incidenti in Bulgaria non fossero schedati dal Viminale: i biglietti sono tutti nominativi. Certe leggerezze in campo internazionale sono assolutamente intollerabili e poi ci lamentiamo quando Blatter ci giudica calcisticamente immaturi.
A proposito di maturità, in mezzo al fiorire di tante parole inutili, ci sembra concreta la proposta di condannare questi fascisti dell’ultima ora ai servizi sociali nel campo di concentramento di Auschwitz avanzata dai senatori Gentile e Procaccini. Vedere per credere.
di Enzo Bucchioni