La ricapitalizzazione avviene a condizione che gli istituti non paghino ai dirigenti esecutivi super bonus in contanti. Il governo avrà anche diritto alla nomina dei vertici e alle decisioni sull'eventuale pagamento dei dividendi
Londra, 13 ottobre 2008 - Il governo britannico immetterà 37 miliardi di sterline (47,7 miliardi di euro) in tre grandi banche del Regno Unito per ricapitalizzarle. La Royal Bank of Scotland effettuerà un aumento di capitale da 20 miliardi di sterline, di cui 15 saranno sottoscritte dall'esecutivo, il quale prenderà anche 5 miliardi di sterline di azioni privilegiate, diventando così il principale azionista della banca. Anche Hbos e Loyds parteciperanno al programma di iniezione di capitali del governo, mentre Barclays procederà da sola e senza aiuti governativi ad un aumento di capitale da 6,5 miliardi sterline.
Dopo l'annuncio del piano britannico, il ministro dell'Economia, Alistair Darling sostiene che "questo è il modello che anche altri paesi adotteranno perchè dobbiamo affrontare una crisi globale". Darling fa sapere che la partecipazione del governo in Rbs sarà "appena sopra il 60% e ci sarà una combinazione di azioni ordinarie e privilegiate". Inoltre il ministro assicura che quest'anno i bonus ai top manager non saranno pagati. In Rbs il governo nominerà tre membri del cda.
La ricapitalizzazione avviene a condizione che le banche non paghino ai dirigenti esecutivi super bonus in contanti. Il governo avrà anche diritto alla nomina dei vertici e alle decisioni sull'eventuale pagamento dei dividendi. ''Il governo - spiega il Tesoro nella nota - non sarà un investitore permanente nelle banche britanniche. L'intenzione, nel tempo, e' di disporre degli investimenti che sta effettuando come parte di questo schema in modo ordinario''.
Per quanto riguarda in particolare Rbs, banca fondata nel 1727, il passaggio sotto controllo pubblico prevede anche l'allontanamento dell'amministratore delegato, Fred Goodwin, che sarà sostituito da Stephen Hester. Quella di Goodwin, tuttavia, non sarà l'unica testa a cadere: lascia la banca anche il capo della divisione investment e corporate banking Johnny Cameron, nonché il presidente, Tom McKillop, che resterà al suo posto solo fino all'assemblea degli azionisti del prossimo aprile.