Roma, 16 ottobre 2008 - Secondo i dati parziali rilevati alle 17 dal ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, la partecipazione allo sciopero generale di oggi indetto da Cobas/scuola, Cub/scuola, Cobas, Cub, Sdl intercategoriale e Usi/ait nel comparto scuola è stata pari al 4,43%. In particolare, nelle 5.015 scuole rilevate (su 10.753) hanno scioperato 21.136 dipendenti sui 476.826 tenuti al servizio.
CORTEO A ROMA: "SIAMO IN 300MILA"
Sono circa trecentomila - secondo le stime degli organizzatori - i partecipanti al corteo che ha sfilato per le strade di Roma, in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati autonomi.
Un successo secondo Marco Rizzo, eurodeputato del Pdci, che partecipa alla manifestazione. "L'adesione alla mobilitazione del sindacalismo di base - sostiene Rizzo in una nota - è stata altissima e la manifestazione di Roma enorme". "Un unico sciopero generale di queste proporzioni - prosegue l'esponente del Pdci - dovrebbe far riflettere la Cgil che invece di subire le pressioni del Pd farebbe meglio a scegliere la via dell'opposizione di classe al governo Berlusconi".
Nel corteo anche un gruppo di vigili del fuoco. Trasportano una barella sulla quale hanno adagiato un manichino in divisa, alle cui spalle è stata posta una foto del ministro della Funzione Pubblica Brunetta, intento a succhiare il sangue. ''Siamo qui perché chiediamo la stabilizzazione dei precari e salari più dignitosi'', dice Giovanni Muccarino coordinatore nazionale dei vigili del fuoco della Rdb.
I ministri Gelmini e Brunetta sono i bersagli dei cori dei manifestanti. Studenti universitari, delle scuole superiori e anche qualche piccolissimo alunno delle scuole elementari: tutti in corteo per dire no alla riforma Gelmini e alle iniziative del governo in tema di istruzione.
''Oggi termina la nostra occupazione - dicono gli studenti del liceo romano Mamiani - E' stata un'iniziativa simbolica, ma la nostra lotta continua: il futuro è nostro e ce lo vogliamo prendere''. Cori a tutta voce contro il ministro Gelmini: ''Guarda quanti siamo, la pioggia non ci spegne''.
Proprio gli studenti hanno deviato dal percorso prestabilito, sfondando sul lungotevere il cordone dei carabinieri, e si sono diretti verso il ministero dell'Istruzione a viale Trastevere. I ragazzi degli istituti scolastici e universitari hanno deciso di lasciare il corteo dei sindacati di base, dopo che questo era arrivato a piazza San Giovanni. Nessuna bandiera di partito, precisano gli studenti, "ma solo la nostra voce" per dire no alle privatizzazioni di scuola e università, ai tagli ai fondi per la ricerca e alle riforme adottate dal governo. Molti i disagi creati al traffico della Capitale.
GELMINI: "NON CAPISCO LE RAGIONI DELLA PROTESTA"
"Le ragioni della protesta francamente non le comprendo e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza non hanno letto il provvedimento". Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, questa mattina a 'Panorama del giorno' di Maurizio Belpietro, in onda su Canale5. "Protestano nelle università e nelle scuole secondarie quando il provvedimento non li tocca minimamente perché - ha aggiunto Gelmini - riguarda prevalentemente la scuola elementare e media, introduce la valutazione del comportamento, lo studio dell'educazione civica, il ritorno ai voti come meccanismo di valutazione ma certo non tocca le università e la scuola".
Quanto al tema specifico del tempo pieno, "noi sappiamo che la scuola svolge una funzione sociale quella di mantenere i ragazzi a scuola il pomeriggio quindi non c'è alcuna volontà di ridurre questo servizio. La sinistra sta facendo disinformazione -ha accusato Gelmini - creando un allarmismo nel Paese che non ha ragion d'essere, sta dicendo che verrà meno il tempo pieno e gli aggiuntivi, ovvero informatica e inglese, questa è una grande bugia. Non saranno toccati anzi nella scuola media passeremo da tre opre d'inglese a cinque ore o di lingua straniera, si tratterà di scegliere se saranno cinque ore d'inglese o tre d'inglese più due di un'altra lingua. E per il tempo pieno, grazie al maestro unico o prevalente avremo la possibilità di potenziare il tempo pieno, le famiglie non hanno nulla da temere dal provvedimento".
A chi legge la scelta del maestro unico come causa di licenziamenti, Gelmini ribatte poi che "intanto nel Pubblico impiego non si possono licenziare le persone quindi chi parla degli 87mila taglia dice una cosa non vera e soprattutto non precisa che oggi gli occupati nella scuola sono un milione e 300mila se il governo non intervenisse contenendo la spesa da un milione e 300mila si passerebbe a un milione e 400mila . Chi protesta ci dica dove trovare i soldi per occupare altre centomila persone nella scuola, purtroppo non è possibile".
I risparmi verranno reinvestiti? "Certo lo farò -afferma Gelmini- la Finanziaria che è legge dello Stato prevede che i risparmi effettuati vengano reinvestiti in edilizia scolastica, nella costruzione di laboratori, nell'aggiornamento per gli insegnanti e anche nella premialità degli insegnanti, perchè oggi gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati d'Europa. Credo sia inutile aumentare il numero degli insegnanti per poi dare degli stipendi da fame".