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LA LETTERA

Scuola, non riforma ma intervento finanziario (con alcune buone idee)

Bene il ritorno del voto al posto del giudizio, bene riportare l’educazione civica tra le materie di studio, bene la stretta sulla condotta. Ma non è una riforma. E resta il grande dubbio sul tempo pieno (o doposcuola) di Pierluigi Visci

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 CHI COME me ha sofferto per la progressiva distruzione della scuola pubblica ad opera della sinistra anarco-marxista, non può non plaudire allo sforzo del giovane ministro Gelmini di riportarvi serietà e rigore. Ritengo che questo ministro, dalle idee chiare, vada sostenuto e incoraggiato nella sua meritoria azione fino al varo di una organica e completa riforma.
Amerigo Baruffaldi,
Vigarano Mainarda (Ferrara)
 


Pierluigi Visci I LETTORI seguono da settimane l’infuocato dibattito su scuola e università, con le contestate e contrastate iniziative del ministro Gelmini. La nostra posizione è stata di apprezzamento per il lavoro del ministro, anche se non abbiamo nascosto dubbi e avanzato perplessità.

Caro lettore, è del tutto evidente - come lei stesso nota - che questa della scuola non è una riforma, ma un intervento finanziario. Passare dal maestro plurimo al maestro unico - con tutti i pro e contro evidenziati, io stesso non mi sono scandalizzato ricordando l’esperienza dei miei figli - serve a «razionalizzare la spesa» (ovvero, tagliare).

Per unanime giudizio la nostra scuola elementare è tra le migliori del mondo e ci si è chiesto: perchè non trovare risorse colpendo gli sprechi (autentici) delle Università? Per il resto, al di là del grembiulino, questione peraltro non presente nel decreto, bene il ritorno del voto al posto del giudizio. Bene riportare l’educazione civica tra le materie di studio per aiutare i ragazzi di oggi a diventare cittadini consapevoli della società in cui vivono.

Bene la stretta sulla condotta con un voto che incida sul rendimento. Ma non è una riforma. E resta il grande dubbio sul tempo pieno (o doposcuola), che il decreto non affronta. Un problema per gli insegnanti che restano a spasso, ma soprattutto per le famiglie.

di PIERLUIGI VISCI

  • 26/10/2008 12:42
    secondosalvatore
    La storia della scuola, nella Repubblica Italiana, è stata, da sempre, molto travagliata. "La bufera infernal che mai non resta". Ogni governo succedutosi, nel tempo, fin dall’inizio della giovane Repubblica: dal Ministro Gonnella 1947, in poi, ha cercato di lasciare con più o meno successo, la sua impronta, il suo stile. Molti i D.L. raffazzonati alla meglio, in modo approssimativo e frettoloso. Ogni volta, il consenso degli impegnati in questo importantissimo “massimo decretare” è stato dettato da interessi di parte, di disegno politico ed economico. Mai nella giusta misura. Mai c’è stata unanimità di convinzione, o per interessi di rivalsa politica o per sofisma. Mai, se n’è avvantaggiata, l’istruzione, l’erudizione, l’ammaestramento, l’educazione civile degli studenti. Le sole,…ad avvantaggiarsi di tutte le querelle,… sono sempre state le filippiche uscite dalle “ore stultorem”dei politicanti. (continua nel post che segue....)
  • 26/10/2008 12:46
    secondosalvatore
    ...(continua)...Ora… sarebbe utile, l’insegnamento degli “Onesti”; trarne le dovute conseguenze e, far perire nell’istruzione, nell’educazione, ogni e qualsivoglia interesse politico di parte. Non più di destra…ne di sinistra… nella scuola di ogni ordine e grado, ma … soltanto, e precipuamente, istruzione e sana educazione di coloro che, nel futuro, si avvicenderanno nella difficile Arte di governare, democraticamente, senza alcuna demagogia, il popolo di questo “Grande Paese”. "Quot homines, tot sententiae" (ogni persona, una opinione)
  • 31/10/2008 16:28
    Claudia Biagini
    mi piacerebbe sapere dove era il sindacato quando il ministro Fioroni ha imposto il saldo del debito nelle scuole superiori senza neanche un decreto legge. Ha dato obbligo alle scuole di organizzare corsi di recupero ma gli insegnanti non erano obbligati , ha imposto un mortificante blocco del giudizio per gli alunni. Non uno sciopero allora perchè, si diceva, la scuola ha bisogno di serietà..... Solo dopo che ci sono state le elezioni il sindacato si è svegliato e... ha chiesto di ritirare il blocco del giudizio... Che dire poi della cosidetta prova INVALSI alle scuole secondarie di primo grado che ha elevato a cinque le prove scritte per sostenere l'esame di stato.Si è detto che serviva a uniformare i saperi in uscita ma non c'è stato nessun confronto; la prova è stata calata dall'alto ma anche quì i sindacati zitti perchè era stato tutto organizzato da un governo di sinistra... non è con la demagogia che si fa scuola, i nostri ragazzi hanno bisogno di coerenza e di serietà....
  • 02/11/2008 18:38
    pierluigi
    caro Direttore condivido in gran parte ciò che lei dice.Da insegnante e giornalista ricordo che é stato proprio il governo a spacciare per riforma i tagli alla scuola presenti nella finanziaria e che tutto , nella sostanza ,a poco di "razionale "e tanto di conti della serva.
  • 02/11/2008 21:59
    gianpaolo rossetti
    il sig. Baruffaldi di Vigarano ha perfettamente ragione. anch'io ho vissuto personalmente la distruzione sistematica a Bologna della scuola media e direi anche elementare. Negli anni 80. Si è voluto fare della scuola una fonte di clientele e di impiego per bidelle, bidelli e insegnanti. Anche il famoso tempo pieno non è stato che un contenitore per parcheggiare i figli che altrimenti non trovavano collocazione.Però oltre ai cosidetti comunisti di allora , una responsabilità rilevante l'hanno avuta anche i cosidetti cattolici democratici o di sinistra, i benpensanti , progressisti che si sono supinamente accodati a questo orientamento. Non la scuola per il bambino, ma il bambino per la scuola e i suoi dipendenti insegnanti, bidelli, direttori scolastici.
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