Il presidente di Cai Roberto Colaninno spiega che l'azienda è pronta ad assumere chiunque voglia lavorare: "Anche piloti Ryanair"
Roma, 4 novembre 2008 - I piloti e le hostess si arrendano: non ci sarà nessuna nuova trattativa. E se non dovessero firmare l’accordo, il loro posto potrebbe essere preso dai dipendenti di Ryanair. Questo è il messaggio inequivocabile lanciato dal presidente di Cai, Roberto Colaninno, al ‘fronte del no' che ieri, riunito in assemblea, ha chiesto di essere riconvocato a un tavolo per rivedere l’intesa siglata dai confederali a Palazzo Chigi. "Non c’è nessuna convocazione: il problema è finito, chiuso", ha spiegato Colaninno.
L’obiettivo di Cai, ora, è andare avanti e l’azienda è pronta ad assumere chiunque sarà interessato a lavorare: l’offerta, cioè, è aperta a tutti, "anche ai piloti Ryanair", ha precisato Colaninno. Un’ipotesi che ha fatto scattare subito la replica di Massimo Notaro, presidente dell’Up: "Colaninno, se vuole prendere i piloti di Ryanair, dovrebbe farsi spiegare che non volano con nessuno dei modelli di aeroplani che attualmente ha in forza Alitalia e che i piloti della Ryanair sono quasi tutti pensionati o ragazzi di pochissima esperienza".
Per il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, "quello di Colaninno è un delirio anti-sindacale, evidentemente pensa a salvare una compagnia low cost e non Alitalia". Dall’Sdl Francesco Staccioli, responsabile nazionale Sdl degli assistenti di volo, ribadisce la necessità di "riaprire l’accordo. Questo vuol dire rispettare gli impegni presi a Palazzo Chigi, ma non possiamo accettare diktat sempre e comunque. Chiediamo il rispetto delle regole e dei contratti, compresa la parte economica, e una diversità dei criteri di assunzione. Non stiamo chiedendo niente di più di quello sottoscritto".
Ma che per la Nuova Alitalia non ci sia più spazio per altre trattative è convinto anche il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, che avverte piloti e hostess: "Coloro che si oppongono al contratto potrebbero perdere la cassa integrazione. La regola è molto chiara - ha precisato il ministro - se uno è in cassa integrazione e dice no a un contratto di lavoro non può più usufruirne". Secondo Matteoli già oggi potrebbe esserci "un incontro tra il commissario straordinario Augusto Fantozzi e la nuova società per stabilire il nuovo percorso che dal primo dicembre possa far decollare la Nuova Alitalia".
A escludere la possibilità di nuovi tavoli è anche il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola: "Non c’è spazio per altro se non per accelerare il decollo. Tutto ciò che era trattativa, consultazione, opera di mediazione è stato fatto. E ora - ha concluso - qualsiasi cosa si facesse anche solo per ritoccare una virgola, potrebbe compromettere in via definitiva la nuova Alitalia".