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SVOLTA NEGLI USA

Obama: "L'America ha mandato un messaggio al mondo"

Il primo discorso del neo presidente degli Stati Uniti d'America è durato 17 minuti davanti a 100mila persone a Chicago tornando allo slogan che ha sintetizzato la sua campagna del cambiamento: "Yes, we can"

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Barack Obama (Ansa) Chicago, 5 novembre 2008  -"Questa notte l'America ha mandato un messaggio al mondo". Con queste parole Barack Obama, il senatore democratico dell'Illinois e ora il presidente in pectore degli Stati Uniti, ha commentato la sua vittoria. "L'ora del cambiamento è arrivata". "Se c'è ancora qualcuno che ha dubita che l'America sia un posto dove tutto è possibile, che ha dubbi sul potere della democrazia, questa notte ha avuto la risposta". Una risposta che non ha bisogno di parole, si descrive con "Code che non si sono mai viste ai seggi, di persone che hanno votato per la prima volta nella loro vita, convinti che questa volta le loro voci saranno ascoltate". Obama lo ha detto di fronte a una folla di decine di migliaia di persone riunite a Grant Park, a Chicago, che lo ha accolto con un boato e un applauso interminabile.

"Yes we can": sì possiamo è "Il credo americano". Un Barack Obama compreso e commosso ha chiuso i 17 minuti del suo discorso da presidente eletto davanti a 100mila persone a Chicago tornando allo slogan che ha sintetizzato la sua campagna del cambiamento. L'America può, perché è un paese unito; l'America può, perché sa sognare. "Ho pensato stanotte a una donna che ha votato a Atlanta" ha detto Obama. "Somiglia molto ai milioni di persone che si sono messe in fila per far sentire la loro voce in questa elezione, salvo un dettaglio: Ann Nixon Cooper ha 106 anni". E' stato un discorso pieno di accenni alla lunga storia dei diritti civili che ha condotto all'elezione del primo presidente nero, incluso un accenno a Martin Luther King, il "predicatore di Atlanta che disse 'we shall overcome

LA FAMIGLIA

Barack Obama ha ringraziato per il loro amore e il loro sostegno la moglie Michelle («la prossima first lady degli Usa»), le figlie Sasha e Malia e la nonna materna, scomparsa proprio il giorno prima del voto. La moglie e le figlie lo hanno accompagnato sul palco, vestite di rosso e nero, poi, dopo un bacio, lo hanno lasciato solo per il suo primo discorso da presidente eletto degli Usa.

GLI AVVERSARI

"America siamo arrivati così lontano, ma resta ancora così tanto da fare". Nel suo discorso della vittoria Barack Obama, il prossimo presidente degli Stati Uniti, ha chiesto l'aiuto agli americani, anche quelli che non lo hanno votato. "Come Lincoln disse a una nazione più divisa della nostra, non siamo nemici, ma alleati - ha detto alla platea di Grant Park, a Chicago - E per tutti gli americani dei quali non ho ancora conquistato la fiducia, forse non ho avuto il vostro voto, ma ascolterò la vostra voce, e ho bisogno del vostro aiuto, sarò anche il vostro presidente".

 L'ECONOMIA

Nell'America di Barack Obama non ci potrà «essere una Wall Street che si arricchisce mentre Main Street (la genete comune) soffre». Il neo presidente degli Stati Uniti da Chicago ha spiegato che il mondo della finanza, all'origine della crisi che ha messo in ginocchio l'economia reale non può vivere come un corpo distaccato dal resto della nazione: «Cresciamo o cadiamo come una nazione , come un popolo». «Un nuovo giorno per la leadership americana è a portata di mano», ha aggiunto Obama intimando tra gli applausi «a quanti vogliono abbattere il mondo, noi vi sconfiggeremo. A quanti cercano pace e sicurezza, noi vi sosterremo». Obama ha chiarito che gli Usa hanno provato che «la forza autentica della nostra nazione non proviene dall'entità del nostro benessere ma dal potere dei nostri ideali: opportunità, democrazia, libertà e speranza».










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