Lo riferisce la presidenza polacca. Il neopresidente Usa ha anche parlato al telefono con il primo ministro polacco Donald Tusk. E l'Iran reagisce allo stop al nucleare
Varsavia, 8 novembre 2008 - Prime mosse di Obama in politica estera: sullo scudo antimissile in Polonia il neopresidente si sarebbe impegnato ad andare avanti, mentre sul nucleare dell'Iran l'altolà di Obama è piaciuto molto poco al regime degli ayatollah.
SCUDO ANTIMISSILE
Il neopresidente Usa si sarebbe impegnato a proseguire il progetto per il collocamento di uno scudo antimissile in Polonia, nel corso di una conversazione telefonica avuta ieri con il presidente polacco Lech Kaczynski. Lo ha riferito oggi la presidenza polacca.
“Barack Obama ha sottolineato l’importanza del partenariato strategico tra la Polonia e gli Stati Uniti ed ha espresso la speranza di proseguire la cooperazione politica e militare tra i due paesi. Ha anche informato che il progetto di scudo antimissile avrà un seguito”, si legge in un comunicato della presidenza polacca.
Il presidente degli Stati Uniti ha anche parlato al telefono con il primo ministro polacco Donald Tusk, in particolare della partecipazione della Polonia alla forza della Nato in Afghanistan (Isaf), secondo quanto riferito dall’ufficio stampa di Tusk.
Washington ha appena fatto nuove proposte alla Russia allo scopo di replicare alle riserve di Mosca sul progetto di scudo antimissile. Il negoziatore americano John Rood ha precisato giovedì che la proposta sullo scudo è stata inviata “a inizio settimana”, prima che il presidente russo Dmitri Medvedev minacciasse l’intenzione di dispiegare missili nella zona franca di Kaliningrad per spingere Washington a rinunciare al progetto.
Washington ha recentemente firmato con Praga e Varsavia degli accordi per la collocazione entro il 2013, di un radar potente in Repubblica Ceca e di dieci intercettori in Polonia, per difendersi da eventuali attacchi con missili balistici di lunga portata. Il progetto ha suscitato la collera di Mosca, che vede nel piano statunitense un pericolo per la propria sicurezza nazionale.
IRAN
Non è piaciuto al regime degli ayatollah l’altolà lanciato da Barack Obama che ha definito "inaccettabile" il fatto che l’Iran si doti di un’arma nucleare. Sollecitato a fare un commento in proposito, il presidente del parlamento di Teheran, Ali Larijani, ha detto che le parole del presidente-eletto Usa «indicano un proseguimento della stessa erronea politica del passato». E ha aggiunto che «se gli Stati Uniti vogliono cambiare la loro situazione nella regione, dovrebbero mandare segnali positivi».
Nel corso della sua prima conferenza stampa da neo-presidente Obama ha anche aggiunto che il sostegno di Teheran al terrorismo deve cessare. Quanto alla lettera di congratulazioni inviatagli dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, ha annunciato di volerla «rileggere», per «rispondere adeguatamente, e non in maniera semplicistica e troppo rapida».