L’uomo, 48 anni, residente a Mugnano di Napoli, è pregiudicato per reati contro il patrimonio, falso documentale e favoreggiamento
Napoli, 8 novembre 2008 - Avrebbe aiutato i due latitanti dei Casalesi, Antonio Alluce e Davide Granato, a trovare rifugio nella villetta di Villaricca, in provincia di Napoli, nella quale sono stati scovati e arrestati ieri. Con l’accusa di favoreggiamento personale, aggravato dalla finalità di agevolare un organizzazione di stampo camorristico, ricettazione, possesso e uso di documenti falsi, è stato arrestato Domenico Quarto.
L’uomo, 48 anni, residente a Mugnano di Napoli, è pregiudicato per reati contro il patrimonio, falso documentale e favoreggiamento.
Dopo l’irruzione compiuta ieri dai poliziotti della Squadra Mobile di Caserta, che ha portato all’arresto dei due esponenti del `gruppo di fuoco’ del gruppo Bidognetti, gli agenti hanno finto di allontanarsi, effettuando però un servizio di appostamento nei pressi del ‘covo’ in attesa di possibili favoreggiatori o di altri affiliati al clan. I poliziotti hanno così notato un’autovettura Nissan Micra a bordo della quale vi era una persona che, con atteggiamento circospetto, si avvicinava al condominio. L’uomo è stato fermato e ha esibito dei documenti con evidenti segni di alterazione. Tessera sanitaria, patente di guida e carta d’identità, infatti, riportavano nome di battesimo e data di nascita falsi.
In seguito a una perquisizione sono state anche rinvenute le chiavi, i contratti di locazione e di erogazione di corrente elettrica e gas relativi all’abitazione nella quale si nascondevano Alluce e Granato intestati proprio a Quarto.
Circostanze che hanno avvalorato il favoreggiamento dell’uomo nei confronti dei due esponenti del clan dei Casalesi. L’arresto di Quarto dimostra, ancora una volta, come il gruppo facente capo a Giuseppe Setola e al clan Bidognetti, possa servirsi di una serie di fiancheggiatori anche nelle aree del Napoletano contigue al litorale domizio. La riprova è stata offerta anche dagli arresti di Salvatore Santoro detto `Salvaturiello’ e di Massimiliano Napolano, affiliato al clan Mallardo di Giugliano.