Giornata difficile per le piazze europee: Francoforte -5,25%, Parigi -4,83%. NewYork lascia sul terreno il 2,01%. Il colosso statunitense dell'auto a rischio bancarotta: mai così male dal 1943
Roma, 11 novembre 2008 - Chiusura in forte ribasso per le Borse europee in scia alle vendite che stanno colpendo Wall Street e ai timori sempre più reali che la crisi finanziaria abbia ripercussioni sui risultati delle società. A Parigi il Cac40 ha perso il 4,83%, a Francoforte il Dax il 5,25%, a Londra il Ftse100 il 3,57%, a Milano il Mibtel il 5,13%, a Zurigo lo Smi il 3,45%, a Madrid l’Ibex35 il 4,11%. Le piazze del Vecchio Continente hanno bruciato oggi oltre 200 milardi. È quanto emerge dai dati del Dow Jones Stoxx600, l’indice che riunisce i 600 principali titoli europei.
WALL STREET
Chiusura in calo per Wall Street. Il Dow Jones scende del 2,01% a 8.692,13 punti, il Nasdaq cala del 2,22% a 1.580,90 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,22% a 898,79 punti.
Continua la caduta libera di Gm che oggi cede il 13,10% a 2,92 dollari dopo aver già lasciato sul terreno ieri il 22%. Ai livelli attuali, Gm è sui minimi degli ultimi sessantacinque anni. Per trovare un valore così basso, bisogna addirittura risalire alla seconda guerra mondiale, anno 1943. Ieri l’analista di Deutsche Bank, Rod Lche, ha tagliato il rating sul titolo a 'Sell' con obiettivo di prezzo zero. Quanto varrà a suo giudizio se Gm non dovesse riuscire a ottenere finanziamenti d’urgenza dall’amministrazione Bush. Venerdì Gm ha riportato risultati trimestrali nettamente inferiori alle attese e ha avvisato che potrebbe non avere la liquidità sufficiente per continuare le attività oltre la fine dell’anno in corso.
"Le autorità devono intervenire d’urgenza" senza attendere l’insediamento del presidente eletto Barack Obama il prossimo 20 gennaio, afferma il presidente e amministratore delegato Richard Wagoner in un’intervista ad Automotive News, nella quale esclude la possibilità di sue eventuali dimissioni. ’’Mi chiedo se l’industria americana nel suo insieme può sopravvivere senza sostegno’’, aggiunge Wagoner, secondo il quale anche con i tanto attesi finanziamenti pubblici i costruttori di auto statunitensi saranno costretti a proseguire sulla strada di una drastica ristrutturazione se le vendite si manterranno basse. Per Detroit, capitale dell’auto americana, si prospettano cosi’ tempi duri e sfide importanti, forse le piu’ importanti per la sua sopravvivenza. Secondo alcune stime il numero di auto vendute quest’anno negli usa sara’ il 25% inferiore al 2007, cioè ai minimi dagli anni ‘80.
Gm, insieme a Ford e Chrysler, chiede che vengano stanziati 25 miliardi di dollari, ai quali il Congresso ha dato il proprio via libera ma che sono bloccati per ragioni burocratiche. Tale cifra, comunque, sarebbe gia’ ritenuta insufficiente e i vertici delle tre case automobilistiche premerebbero per ottenere 50 miliardi di dollari. Obama si e’ espresso favorevolmente sull’ipotesi di aiutare l’industria automobilistica e avrebbe - secondo indiscrezioni - fatto pressioni anche sul presidente uscente George W. Bush affinché si impegni a sbloccare i tanto attesi 25 miliardi di dollari. Bush, da parte sua, avrebbe accolto la richiesta di Obama ma ponendo - secondo le indiscrezioni riportate dal New York Times - alcune condizioni.
BORSE ASIATICHE NEGATIVE
È durata solo 24 ore l’iniezione di fiducia dato dal piano di stimolo all’economia varato domenica dal governo di Pechino per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei dei 225 titoli guida alla chiusura ha perso 272,13 punti, pari al 3 per cento, scendendo a 8.809,30 punti, di nuovo sotto la soglia psicologica dei novemila punti.
La chiusura in rosso di Wall Street e i dati di ottobre sull’inflazione cinese e l’export giapponese, che alimentano nuovamente i timori di recessione, conducono i mercati asiatici a terminare la sessione in territorio negativo. Il ribasso della borsa di New York ha fatto scivolare le quotazioni di blue chip nipponiche come Canon e Mitsubishi. Lascia sul terreno il 3% anche l’indice Topix, a 889,36 punti.
In Cina l’Hang Seng di Hong Kong termina la sessione in ribasso del 4,77% a 14.040,90 punti, mentre la borsa di Shanghai finisce la seduta in ribasso dell’1,66% a 1.843,607 punti. Arretra del 2,06% il Kospi di Seul, a 1.128,73 punti. A quota 4.638,7 punti il Taiex di Taipei, che perde il 2,2%.