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CASO ENGLARO

Il Pg: "Ricorso inammissibile"
Il Vaticano: "Non ammazzate Eluana"
A Obama: "No a staminali embrionali"

Attesa per la sentenza della Cassazione su Eluana, la donna in stato vegetativo da oltre 16 anni. I legali di Beppino: "E' il momento di lasciarla morire come chiede suo padre"

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Eluana Englaro (foto Ap/LaPresse) Roma, 11 novembre 2008 - Sono riuniti in camera di consiglio i giudici della Corte di Cassazione che devono decidere sul caso Englaro, la donna in stato vegetativo da sedici anni. Il procuratore generale presso la Cassazione, durante l’udienza di questa mattina, ha chiesto di respingere il ricorso presentato dal procuratore generale di Milano. Se venisse accolta questa indicazione dunque Eluana potrebbe morire, perchè verrebbe autorizzato il distacco del sondino naso-gastrico che la alimenta e idrata.

 

È giunto il momento "di lasciare morire Eluana come chiede suo padre". Due brevi arringhe da parte degli avvocati di Beppino Englaro, il padre di Eluana, davanti ai giudici delle sezioni unite penali ma entrambi con un’unica conclusione: bisogna staccare la spina. L’avvocato Vittorio Angiolini, nel chiedere la bocciatura del ricorso della Procura di Milano, cita il vangelo di Giovanni, in particolare il passo su Lazzaro. Una citazione che al legale serve per affermare che "nemmeno Gesù, come uomo, può compiere miracoli e disporre della vita altrui. Lo stesso discorso vale per i medici che non possono disporre all’infinito della vita altrui".

 

Il legale, ricorda ancora che la Corte di Cassazione il 16 ottobre del 2007 aveva già stabilito i principi di diritto ai quali attenersi e che ora la Procura chiede "un accertamento perenne contrario ai principi epistemiologici e agli stessi principi giuridici dettati un anno fa dalla Cassazione che ha sottolineato che se la vita è un diritto indisponibile non ci può essere qualcun altro che la prolunga all’infinito".

 

Da parte sua la curatrice di Eluana, l’avvocato Franca Alessio, rileva che trascinare ad oltranza la situazione sarebbe "una cosa del tutto impietosa nei confronti di Eluana. La Procura - ha affermato - si è lasciata trascinare da chi la pensa diversamente ma è ora di lasciare morire Eluana come chiede suo padre".

 

A quanto si apprende da fonti del Palazzaccio, dall’importanza e la particolarita’ dell’argomento, e’ molto probabile che una decisione venga presa in tempi brevi ma non oggi. Potrebbero passare due o tre giorni, ma anche una settimana. Di norma le sezioni unite civili dopo la camera di consiglio devono depositare la decisione con le motivazioni in cancelleria.

 

La sentenza, quindi, non viene letta pubblicamente da un giudice ma viene comunicato il deposito del dispositivo in cancelleria agli avvocati che potranno consultarla non appena avranno il via libera dalla Cassazione. Dal Palazzaccio si sottolinea l’esigenza di prendere una decisione in tempi brevi ma si esclude una comunicazione immediata agli organi di stampa e ai legali in giornata. Di solito le sezioni unite dopo il deposito in cancelleria di una sentenza rendono pubblico l’esito anche sul sito internet della Cassazione.

 

L'ALTOLA' DEL VATICANO

 

"Privare dell’idratazione e dell’alimentazione una persona in stato vegetativo significa ammazzarla, è una cosa mostruosa”: lo ha detto il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute (una sorta di ministro vaticano della sanità) interpellato sulla sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro.










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