Quasi un terzo degli italiani soffre di più per l'infedeltà di un amico. Meno gravi gli sgarbi di colleghi o datori di lavoro
Roma, 11 novembre 2008 - Forse perché, come si dice, al cuor non si comanda, o perché quando c'è di mezzo il sesso non è facile mantenere la mente lucida. Oppure perché i grandi amori finiscono, mentre i grandi amici di solito restano per tutta la vita. Fatto sta che per una buona fetta di italiani - per l'esattezza il 27%, quasi un terzo - è più grave e fa più male il tradimento nell’amicizia che quello in amore.
Lo si evince da un sondaggio dell'associazione ‘Donne e Qualità della Vita’ della condotto su un campione di 860 uomini e donne di età compresa tra i 25 e i 55 anni.
Secondo lo studio - che sta per essere pubblicato su "Diva e donna’ - “il tradimento di un amico/a rappresenta uno smacco ben peggiore di quello del proprio partner (giudicato odioso, comunque, dal 25% del campione) o di un familiare (24%). Meno gravi, invece, le offese perpetrate sul piano professionale da colleghi (10%) o dal famigerato datore di lavoro (9%)”.
Ma cosa fa più male nel tradimento degli amici? Nel 26% dei casi è il classico intreccio amoroso. Non aver avuto il proprio amico vicino nel momento del bisogno rappresenta, per il 23% del campione, un grave esempio d’infedeltà. E’ giudicata altrettanto negativa - si legge in una nota - l’assenza di un amico in un momento importante della propria vita (16%), come la nascita di un figlio, la laurea, il matrimonio, un compleanno. Considerata meno importante, invece, la menzogna (15%), paragonata, in quanto a gravità, al fatto che il proprio ‘compagno di merende’ abbia preferito recarsi in vacanza con un altro gruppo di conoscenti (14%).
Che fare, allora? Solo un 13% di integralisti preferiscono spezzare l’amicizia, anche se di lunga durata. Il 28% medita e applica una qualche forma di vendetta tradendo la fiducia dell’amico. Il 24% del campione preferisce, invece, tenere sulle spine il traditore, facendo capire di sapere, pur senza toccare direttamente la questione. Il 17% preferisce una bella scenata per poi dimenticare tutto, mentre il 12% crede giusto andare raccontare le malefatte dell’amico a tutto il gruppo di conoscenti.