Milano chiude a +1,60%. New York cede il 4,03%, nonostante l’indice sulla fiducia dei consumatori si sia rivelato migliore delle attese. Il Pil italiano, nel terzo trimestre, segna un -0,5%
Milano, 14 novembre 2008 - Nonostante la crisi economica sia definitivamente certificata, le borse europee chiudono la giornata in positivo. Milano chiude a +1,60%. I principali listini del Vecchio Continente hanno concluso la settimana col vento in poppa. A Londra, l’indice Ftse 100 ha chiuso in rialzo dell’1,53%. Segno positivo a Parigi, dove il Cac ha segnato il +0,67% e a Francoforte il +1,31%.Wall Street cede invece registra una giornata negativa, nonostante l’indice sulla fiducia dei consumatori si sia rivelato migliore delle attese. Il Dow Jones chiude a -4,03%. Il Nasdaq accusa una flessione del 5%.
LA CRISI ECONOMICA
Sulla crisi economica è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha sollecitato rigore e sacrifici. La situazione del debito è "insostenibile, e nessuno può ignorarlo, si impongono sacrifici". La questione del debito è "antica", ha spiegato Napolitano, ed insieme alla crisi finanziaria crea una situazione "difficile come da anni non l’abbiamo vista, con ricadute che sempre più appaiono evidenti e gravi".
Preoccupate le associazioni dei consumatori. "La grave situazione relativa agli andamenti industriali e produttivi del nostro Paese è profondamente legata al crollo dei consumi ed alla disastrosa caduta del potere di acquisto delle famiglie", hanno sottolineato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Secondo il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, "recessione tecnica, come la definisce l’Istat, o no il punto è che dobbiamo evitare che la crisi sia lunga e pesante e che si aggravi il tracollo dei consumi con conseguenze disastrose per le pmi e l’occupazione". Per Confersercenti "vanno detassate le tredicesime, decisi acconti fiscali più leggeri a novembre, rivisti gli studi di settore".
"È ormai inevitabile che il Governo prenda in tempi brevi misure anticicliche a sostegno dell’economia e, soprattutto, della domanda interna", ha sottolineato l’Ufficio Studi di Confcommercio aggiungendo che la recessione "non è certo solo frutto delle gravi conseguenze sull’economia reale del crollo dei mercati finanziari. La crisi, infatti, enfatizza le debolezze strutturali del sistema economico italiano".