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UNIVERSITA' IN RIVOLTA

La Gelmini: "Ragazzi, vi capisco ma non cedo"

Il ministro paragona la scuola italiana a un motore rotto: "E' inutile aggiungere benzina". E agli universitari: "occorre avere il coraggio di cambiare. Il mio impegno è per una scuola ed una università che promuovano i talenti dei giovani"

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Il ministro Gelmini all'Istituto Roma, 14 novembre 2008 - "La scuola in Italia è come un motore rotto. È inutile aggiungere benzina, cioè soldi, se il motore è guasto". Lo afferma il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini in una intervista al quotidiano la Repubblica, ribadendo con ciò la volontà di "rivedere i meccanismi di spesa pubblica nella scuola per eliminare le inefficienze e destinare soldi alla qualità".

 Quanto all’Università e all’Onda che oggi torna in piazza a Roma, Gelmini dice: "A questi ragazzi dico che capisco il loro disagio e che la loro preoccupazione è anche la mia. Io sto dalla loro parte anch’io sono stata studente e ho avuto preoccupazione per il futuro.".


Ma, aggiunge, "occorre avere il coraggio di cambiare. Il mio impegno è per una scuola ed una università che promuovano i talenti dei giovani creando veramente pari opportunità e garanzie di titoli di studio spendibili nel mondo del lavoro".


Sempre sull’Università la Gelmini
poi chiede se sono indispensabili 5500 corsi di laurea, 90 università e 320 sedi distaccate.«Io mi attiverò per garantire la sopravvivenza degli atenei - sostiene - ma se la mia azione è accompagnata da una autocritica dei sistemi universitari allora il confronto sarà più costruttivo". (Fonte: AGI)










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