SEI SENATORI del Partito democratico hanno firmato ieri sera una nota per dissociarsi dal loro capogruppo in commissione Sanità, Ignazio Marino, che l’altra sera a ‘Porta a porta’ si è dichiarato nettamente a favore della sentenza che porterà alla morte Eluana Englaro. I sei sono i capifila di un drappello ben più nutrito di contestatori. Ma è noto che anche all’interno del Popolo della Libertà ci sono diversi parlamentari laici contrari alla linea prevalente nel partito portata avanti dal sottosegretario Eugenia Roccella e totalmente contraria alla pronuncia della Cassazione.
Queste difficoltà hanno impedito finora al Parlamento di stilare una legge sul testamento biologico con il risultato che ancora una volta è stata la magistratura ad esercitare una delicatissima supplenza. La Cassazione, a sezioni unite, ha tracciato una strada che ogni giudice sarebbe di fatto costretto a seguire in assenza di una legge chiara. Senza contare gli avanguardisti: è noto il caso di Modena dove un giudice ha autorizzato il testamento biologico di un signore perfettamente sano che per timore di incappare in una vicenda come quella Englaro ha voluto cautelarsi facendo nominare la moglie amministratore di sostegno.
Ieri sei siti internet offrivano moduli per avviarsi sulla stessa strada. La legge sul testamento biologico, dunque, va fatta e presto. Un accordo generale è molto difficile. Tutti convengono sul fatto che un paziente abbia il diritto di farsi staccare dalle macchine che lo tengono artificialmente in vita senza alcuna prospettiva di guarigione. Il problema nasce quando una persona in stato vegetativo vive senza l’aiuto delle macchine. Il caso di Eluana è impressionante. Lei segue il ciclo del giorno e della notte svegliandosi al mattino e addormentandosi la sera, avrebbe incredibilmente ripreso anche funzioni organiche tipiche delle donne fertili eppure non ha mai dato alcun segnale di partecipazione a quanto le accade intorno.
IL SONDINO che le consente di alimentarsi e di idratarsi è una cura medica o l’equivalente di un piatto nel quale versare un passato di verdure? Il confine è questo. Per Marino e quanti la pensano come lui il sondino fa parte della terapia: una macchina come le altre. Per Roccella e l’altro fronte è un semplice veicolo di alimentazione: non si può far morire di fame nessuno.
Altri punti delicati e controversi sono i tempi del consenso e la irreversibilità dello stato vegetativo. Difficilmente una legge prenderebbe per buono un consenso non espresso per iscritto e in data certa come quello di Eluana che lo avrebbe manifestato in occasione della disgrazia accaduta a un amico. E per quanto riguarda le ipotesi di risveglio, per alcuni sono determinanti (perché interrompere una vita che può riprendersi?), per altri no (se la volontà del paziente decide diversamente, non conta il tempo di possibile sopravvivenza).
In ogni caso occorre far presto. Le due posizioni più dure e lontane hanno cambiato entrambe parere sulla legge. Il Vaticano, prima fermamente contrario alla legge, adesso la vuole perché teme che il caso Englaro costituisca un pericoloso precedente. I radicali, prima fermamente favorevoli alla legge, adesso non la vogliono perché in Parlamento c’è una maggioranza contraria alle loro tesi, mentre senza intervento parlamentare i magistrati potranno concedere quel che il legislatore proibirebbe. Ci saranno certamente lacerazioni al momento della discussione e del voto. Ma non è una ragione per rinviare ancora.
di Bruno Vespa