Giuseppe Petrone, presidente del collegio di Milano che lo scorso 9 luglio ha firmato il decreto che ha cambiato il diritto della persona in Italia, è intervenuto su Eluana: "Dopo che ha parlato la Cassazione, non esistono più possibilità diverse"
Roma, 17 novembre 2008 - Come per chiudere le polemiche di questi giorni, sulla decisione presa riguardo alla sorte di Eluana, il giudice Giuseppe Petrone spiega: "Sa come diceva il grande Francesco Carnelutti? Non basta avere ragione, è importante trovare chi te la dà. Nel nostro decreto non poteva esserci una potestà coercitiva nei confronti di altri destinatari, perchè il destinatario del nostro decreto è chi si è rivolto a noi, e cioè il padre e tutore. Lui può agire".
Il giudice, intervistato da 'Repubblica', presidente del collegio di Milano che lo scorso 9 luglio ha firmato il decreto che ha cambiato il diritto della persona in Italia, è intervenuto sul caso di Eluana Englaro: "Dopo che ha parlato la Cassazione, non esistono più possibilità diverse".
"Il signor Englaro -aggiunge- può decidere e gli altri possono solo prendere atto e, secondo me, lo faranno, sì eseguiranno". "Le Regioni devono fare in modo che la volontà di Eluana sia rispettata" è poi l’affermazione del giudice Amedeo Santosuosso, docente, magistrato ed esperto dei diritti della persona.