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CASO ENGLARO

Trentaquattro associazioni presentano ricorso a Strasburgo

          

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ELUANA ENGLARO (FOTO ANSA) Roma, 18 novembre 2008 - Trentaquattro associazioni italiane, rappresentate da 3 organizzazioni si sono rivolte alla Corte europea di Strasburgo sui diritti dell’uomo, chiedendo di applicare la procedura d’urgenza, un ricorso contro la sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro.

”Noi abbiamo presentato il ricorso perché siamo sicuri di rappresentare tutte quelle persone che non sono potute apparire sugli organi di stampa e dire come la pensavano”, spiega Paolo Fogar, presidente della Federazione nazionale associazioni trauma cranico, che conta 23 associazioni iscritte: sono “le persone che da anni accudiscono a casa i loro cari” e che “hanno bisogno di supporto psicologico, economico e assistenza domiciliare”.

In Italia, sottolinea, “mancano molti servizi” ed è su questo che bisogna concentrarsi. A queste persone, sottolinea Fogar, va data una risposta. Il timore, spiega, è che questa sentenza della Cassazione non faccia altro invece che mettere in pericolo i pazienti in stato vegetativo: “Basta che uno dica al magistrato che il paziente avrebbe voluto così, e ottiene il diritto a spegnere l’interruttore”. Questo è un problema che va regolato con una legge, sottolinea, a cui “devono contribuire tutti: associazioni laiche, cattoliche, genitori, medici”. E soprattutto bisogna puntare, conclude, a garantire i servizi per i pazienti e a finanziare la ricerca.










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