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UNITI CONTRO LA CRISI

Merkel e Sarkozy all'Europa:
"Rivedere i vincoli di Maastricht"

In un articolo congiunto, pubblicato su Le Figaro e sul Frankfurter Allgemeine Zeitung, il cancelliere tedesco e il presidente francese chiedono che i criteri di Maastricht siano applicati "con flessibilità"

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angela merkel e nicholas sarkozy Parigi, 25 novembre 2008 - Il cancelliere tedesco, Angela Merkel e il presidente francese, Nicolas Sarkozy chiedono all’Unione euopea un temporaneo allentamento dei criteri di Maastricht, a partire dal tetto del 3% del rapporto deficit/pil, per consentitire ai paesi membri di fronteggiare la crisi economica e finanziaria.

 

In un articolo congiunto, pubblicato su Le Figaro e sul Frankfurter Allgemeine Zeitung, la Merkel e Sarkozy chiedono che i criteri di Maastricht siano applicati "con flessibilità. Ci sarà tempo successivamente - scrivono la Merkel e Sarkozy - per avviare un piano di risanamento dei bilanci".

 

In base ai criteri sottoscritti a Maastricht nel 1992 i paesi dell’Unione europea si riconoscono nel Patto di Stabilità e di Crescita che prevede un tetto del 3% del pil per il deficit. Il trattato prevede un’applicazione più flessibile in caso di grave crisi economica. Questi "margini del patto - scrivono i due leader - devono essere usati". L’Ocse stima che il deficit della Francia sarà al 3,7% el pil nel 2009 e al 3,9% nel 2010. Sarkozy ha già detto che intende varare un piano di aiuti per l’economia per consentire alla Francia di reagire al rallentamento dell’economia e lunedì scorso si è incontrato con la Merkel per discutere la possibilità di avviare un più ampio piano di aiuti per l’economia a livello europeo.

 

IL PACCHETTO DELL'UE

 

La commissione europea intende presentare domani un pacchetto di misure nazionali da 130 miliardi di euro. Sarkozy e la Merkel scrivono che "l’1% del pil è un buon obiettivo", riferendosi alla quota che ciascun paese dovrà versare per contribuire al piano europeo. In base ad una bozza di proposta presentata oggi la commissione europea chederà ai paesi membri dell’Unione europea di partecipare a un piano biennale coordinato di stimoli per l’economia, in grado di dare una risposta alla recessione economica.

 

"Solo attraverso un pacchetto di stimoli - si legge nelle bozza - l’Europa potrà fronteggiare il trend negativo della domanda, degli investimenti e dell’occupazione. Per questo - prosegue la bozza - la commissione propone che gli stati membri concordino un pacchetto coordinato di stimoli che deve essere temporalmente limitato e che va applicato immediatamente".

 

Il testo della commissione dovrà essere discusso a un vertice dei leader europei che si terrà l’11 e il 12 dicembre. Nella bozza di documento si prevede che l’aumento dei deficit dovuti al piano di aiuti dovranno essere ripianati non appena inizierà la ripresa economica. "Gli stimoli - si legge nella bozza del documento - sono previsti per un massimo di due anni (2009-10), dopo i quali gli stati membri s’impegnano a ribaltare il peggioramento di bilancio e a ritornare ai previsti obiettivi di medio termine. Gli stati membri - prosegue la bozza - potrebbero essere obbligati a non rispettare il tetto del 3% nel 2009 e nel 2010 a causa di circostanze straordinarie. Tuttavia questi deficit eccessivi dovranno essere corretti non appena inizi la ripresa dell’economia".

 

Inoltre la commissione chiederà anche alla Bce di abbassare i tassi europei. "L’evidenza - si legge nella bozza - di pressioni al ribasso sull’inflazione, a fronte di un calo della domanda suggeriscono una riduzione dei tassi d’interesse".

Fonte Agi










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