Il ministro spiega come le donne siano discriminate due volte: negli stop di carriera dovuti alla gravidanza e nell'essere costrette ad andare in pensione prima. Calderoli: "E' un Brunetto-scherzetto"
Stresa (Verbania), 13 dicembre 2008 - Le donne dovrebbero andare in pensione alla stessa età degli uomini. Parola del ministro Brunetta, che sembra prendere molto sul serio il monito arrivato qualche settimana fa dalla Corte europea.
"L’invecchiamento attivo - argomenta il ministro anti-fannulloni - è un bene pubblico e come tale occorre farne rilevare la convenienza e sostenerlo con gli opportuni incentivi, anche fiscali, e disincentivare le uscite precoci dal lavoro". Ponendo come obiettivo l’incremento del 10% della redditività e dell’attività complessiva, soprattutto riguardo alla fascia dei 55-65 enni, il ministro ha dichiarato che per quanto riguarda il settore pubblico perseguirò la strada dell’equiparazione dell’età pensionabile tra maschi e femmine".
E non si pensi che voglia fare un dispetto alle signore: per il ministro oggi "le donne sono discriminate due volte: nell’interruzione di carriera durante la fase fertile della loro funzione riproduttiva, e nell’essere costrette ad andare in pensione prima, con pensioni più basse in ragione del sistema contributivo".
Conversando con i giornalisti al termine del Forum "Terza economia - Sempre più valore dalla terza età", organizzato a Stresa da The European House-Ambrosetti e dalla Fondazione Onlus Socialità e Ricerche, Brunetta ha spiegato il suo progetto: "La corte di giustizia - ha detto - ci chiede di non fare discriminazioni tra uomini e donne e di innalzare l’età pensionabile delle donne, che oggi invece di avere un vantaggio ne hanno uno svantaggio, perchè hanno progressioni di carriera e livelli di pensione più bassi, in quanto costrette ad andare in pensione prima".
Brunetta ha annunciato che al ministero sta costituendo un gruppo di studio "che avvierà una riflessione complessiva, per tutta la società italiana, sull’età di pensionamento, sulla flessibilità dell’età di pensionamento, sull’innalzamento flessibile e volontario dell’età di pensionamento, in ragione proprio della valorizzazione dell’invecchiamento attivo, che è economicamente conveniente".
CALDEROLI
"Brunetto-scherzetto! Prendiamo come una battuta quella detta sulle pensioni dal ministro Brunetta nel corso del suo odierno intervento al Forum della Terza Economia, su un argomento di questa importanza, che avrebbe dovuto essere oggetto di un’approfondita discussione politica all’interno della maggioranza. Discussione approfondita che vi è già stata proprio in occasione dell’ultima riforma previdenziale". È il commento del Il Ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli alla proposta di Brunetta di alzare l’età pensionabile delle donne equiparandola con gli uomini. "La valutazione che il ministro Brunetta fa con tale proposta - sottolinea Calderoli - è solo una valutazione finanziaria, la nostra, invece, è stata una valutazione che considera, oltre all’aspetto finanziario, anche il ruolo sociale che svolge la donna che, terminate le proprie ore lavorative sul proprio posto di lavoro, inizia il suo secondo lavoro di mamma e di factotum della casa e della famiglia. Per quello che ci riguarda l’età pensionabile attuale per le donne va bene così, perchè forse si sottovaluta cosa vuol dire per una donna farsi carico di una casa e di un famiglia, ancor di più dopo aver lavorato per un’intera giornata sul proprio posto di lavoro".