Guasto alla motrice sulla tratta Roma-Napoli. Adiconsum: "Passeggeri lasciati senza riscaldamento e senza elettricità anche nel servizio bar"
Milano, 15 dicembre 2008 - La partenza dell’Alta velocità sulla Milano-Bologna è tutt’altro che brillante. I nuovi orari, ieri alla prova dei fatti, hanno creato disagi e problemi nelle linee secondarie e nei convogli per i pendolari, soprattutto attorno al nodo milanese.
«Se Trenitalia ha deciso che Frecciarossa deve correre passando davanti a tutti gli altri treni, e sulle spalle dei pendolari, può darsi che saremo costretti a dimostrare a Trenitalia che il Frecciarossa può anche rimanere in stazione»: l’ha detto l’assessore alla mobilità e infrastrutture della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, parlando dei disagi subiti ieri dai pendolari lombardi, costretti a ritardi e soppressioni legati al cambio di orario dopo il varo dell’Alta velocità.
Una presa di posizione durissima, avallata dalla denuncia dello stesso presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. «I nostri tecnici hanno monitoratogli snodi considerati più delicati. Lecose non hanno funzionato come avrebbero dovuto,e come Rfi e Trenitalia avevano garantito.Sono stati registrati ritardi e la soppressione di alcuni treni — ha sottolineato Formigoni—mentre altri erano pieni quasi oltre il limite della loro capacità. Scriverò personalmente ai vertici di Trenitalia,per esigere il rispetto integrale degli accordi sottoscritti nei giorni scorsi».
Ora Trenitalia deve immediatamente rimediare alla situazione e dare piena attuazione agli impegni presi. «In caso contrario — ha ammonito l’assessore Cattaneo—la Regione è pronta ad azioni clamorose». Dal Pirellone è una pioggia di critiche circostanziate «È stato soppresso l’Eurostar delle 7.40 da Brescia — denuncia l’assessore —, un treno che i pendolari avrebbero potuto prendere. Ci sono state due soppressioni da Bergamo via Carnate e uno da Como». L’assessore ha poi aggiunto che «non è stato effettuato il treno da Piacenza, come invece avevamo concordato come Regione Lombardia e Regione Emilia».
Ma quella di oggi sul fronte dell’Alta velocità è stata una giornataccia anche al Sud. Il ritardo più grave si è registrato sulla tratta Roma-Napoli: il treno della linea ad Alta Velocità, partito da Roma Termini alle 7.25, doveva arrivare a Napoli Centrale alle 8.36. Invece è arrivato alle 10.40. Il treno è stato fermo due ore all’ingresso della stazione di Gricignano d’Aversa, a causa di un guasto (rottura del pantografo), lasciando i malcapitati passeggeri senza riscaldamento e senza elettricità. Proteste anche per alcuni bagni fuori uso. Molti viaggiatori, tra cui diversi professionisti con appuntamenti improrogabili, hanno chiesto al capotreno di scendere e percorrere a piedi il tratto sul selciato, per arrivare in stazione, prendere altri mezzi e così raggiungere Napoli. Richiesta respinta: sono seguiti momenti di tensione, il capotreno ha chiamato il 113. Nella direzione opposta, invece, il Napoli-Milano delle sei del mattino non è neppure partito.
Disagi sul treno alta velocità Freccia Rossa e scattano le prime richieste di risarcimenti. “Gli avvocati del Centro giuridico Adiconsum - si legge in una nota dell’associazione dei consumatori - in viaggio per Napoli questa mattina ci hanno segnalato che il treno ad alta velocità su cui viaggiavano è rimasto fermo per circa un’ora e mezza in aperta campagna all’altezza di Gricignano, lasciando i malcapitati passeggeri senza riscaldamento e senza elettricità anche nel servizio bar”.
”La causa - prosegue il comunicato Adiconsum - è un guasto alla locomotrice. Si precisa che il treno era partito già singhiozzando da Roma Termini. L’arrivo a Napoli, previsto per le ore 8.36, è invece avvenuto alle ore 10.40. Adiconsum chiede a Fs un adeguato risarcimento per i viaggiatori e che quanto accaduto oggi sia soltanto un imprevisto.
L’associazione Codici sottolinea i guasti nel primo giorno di servizio e racconta: "Molti viaggiatori, in particolare professionisti con appuntamenti improrogabili, hanno chiesto al capo treno di scendere e di percorrere a piedi il tratto sul selciato per arrivare fino alla stazione e prendere altri mezzi per raggiungere Napoli. La richiesta è stata respinta e sono seguiti momenti di tensione, con il capo treno che ha chiesto l’intervento del 113”.