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caso englaro, un INCREDIBILE CALVARIO

Sacconi: "Eluana non deve morire
Vietato interrompere la nutrizione"
La famiglia: "E' un atto di violenza"

Il ministro invia a tutte le Regioni l'atto di indirizzo generale. "Chi non si attende commette un'illegalità". La famiglia di Eluana, in stato vegetativo da 17 anni, e la clinica friulana Citta di Udine avrebbero trovato l'accordo

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ELUANA ENGLARO (FOTO ANSA) Udine, 16 dicembre 2008 - In qualsiasi struttura del Servizio sanitario pubblico, sia essa pubblica, convenzionata o privata abilitata, non è possibile interrompere idratazione e nutrizione ai pazienti che si trovano in stato vegetativo. Unica deroga, il fatto che questi trattamenti che non sono considerati “medicali ma di assistenza” vengano rifiutati dal fisico del malato. E’ quanto il senso dell’atto di indirizzo generale che il ministro del Lavoro e della Salute, Maurizio Sacconi, ha inviato a tutte le Regioni italiane e che tiene conto del parere del Comitato nazionale per la bioetica, della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità dell’Onu e dell’articolo 32 della Costituzione italiana.

 

Gli effetti di questo provvedimento sono evidenti sul caso di Eluana Englaro, anche se Sacconi ha ribadito più volte che “si tratta di un atto di ricognizione generale per fare chiarezza: era nostro dovere compierlo per non essere farisaici, non considerando l’incertezza che si sarebbe determinata nelle strutture del Servizio sanitario nazionale”.

 

Le strutture che non si attengono a questo provvedimento compiono “un’illegalità”, ha aggiunto Sacconi. In base a questo atto non sarà possibile interrompere l’alimentazione e l’idratazione per Eluana Englaro in strutture appartenenti al Servizio sanitario nazionale. “Nel decreto della Corte d’appello del resto - ha sottolineato il sottosegretario Eugenio Roccella, non si parla di strutture pubbliche. Si danno delle indicazioni su un singolo caso ma non c’è il riconoscimento di un diritto”.

 

Nell’atto di indirizzo sulla nutrizione e idratazione per le persone che si trovano in stato vegetativo, il ministro Sacconi scrive che “la negazione della nutrizione e dell’alimentazione può configurarsi come una discriminazione fondata su valutazioni circa la qualità della vita di una persona con grave disabilità e in situazione di totale dipendenza”.

 

Nel documento si cita sia il parere del Comitato nazionale per la bioetica nel quale si sostiene che per le persone in stato vegetativo persistente “la nutrizione e l’idratazione vanno considerati atti dovuti eticamente”, che la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Da queste premesse deriva la conseguenza che, scrive Sacconi, “è fatto divieto di discriminare la persona in stato vegetativo rispetto alla persona non in stato vegetativo”. A questi principi, secondo l’atto di indirizzo del ministro, “devono uniformarsi tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale”. “Era nostro dovere garantire un indirizzo quanto più certo possibile - ha continuato Sacconi - a queste strutture”.

 

L’unica distinzione di cui si tiene conto, senza mai accennare, però, nel documento al concetto di accanimento terapeutico è la differenza tra il paziente in stato vegetativo che assume senza problemi l’idratazione e la nutrizione e quello che mostra un “rigetto fisico” di questi trattamenti. Che cosa cambierà con questo provvedimento? Sacconi ha precisato che si tratta di “un atto ricognitivo di ciò che riteniamo vigente” e comunque chi non lo rispetta “opererà contro la legge”.

 

GLI UTLIMI GIORNI

 

Eluana Englaro trascorrerà gli ultimi giorni a Udine. Dopo voci e smentite un accordo fra la famiglia della donna in stato vegetativo da 17 anni e la casa di cura ‘Città di Udine' è stato trovato. Nessuna conferma ufficiale, ma forse già domani ci sarà il trasferimento dalla clinica Talamoni di Lecco, dove Eluana è ricoverata. Lo afferma oggi il Messaggero Veneto di Udine.

 

Ad accoglierla dovrebbe essere il primario udinese di rianimazione, il professor Amato De Monte, luminare di anestesia che - come anticipato dallo stesso giornale - da tempo era in contatto con il padre di Eluana, Beppino Englaro e aveva dato la propria disponibilità.

 

Famiglia e struttura sanitaria peraltro non confermano il trasferimento, anzi lo smentiscono spiegando che non vi è stato alcun tipo di contatto. Ma dietro il silenzio stampa di papà Beppino c’è un documento legale, curato fin nei minimi dettagli dai legali della famiglia Englaro - l’avvocato milanese Vittorio Angiolini e l’avvocato udinese Giuseppe Campeis - in cui è stato messo nero su bianco in relazione al percorso che consentirà l’attuazione della sentenza della Corte di Cassazione.

 

La procedura che non ha precedenti in Italia è stata concordata con la curatrice speciale di Eluana, l’avvocato Franca Alessi. Ora si tratta di attendere la decisione sui tempi del trasferimento verso il Friuli, terra d’origine di Beppino Englaro, dove Eluana riposerà, accanto al nonno Giobatta, nel piccolo cimitero di Paluzza.

agi










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