Al centro dell’inchiesta l’imprenditore Alfredo Romeo, ora in carcere; ai domiciliari due ex assessori, due assessori in carica, un colonnello della Finanza. Nelle indagini anche Bocchino (An) e Lusetti (Pd). Il sindaco ribadisce la sua estraneità: ‘’Queste - dice indicando le mani - sono pulitissime". Anna Finocchiaro: "Io, forse, mi sarei dimessa"
Napoli, 18 dicembre 2008 - Un ‘terremoto' giudiziario ha scosso il comune di Napoli: tredici ordinanze di custodia cautelare sono state notificate a imprenditori, assessori e a un colonnello della guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto per la manutenzione delle strade, il cosiddetto ‘global service', oggetto di una delibera, la numero 13 del 2007 di giunta e consiglio comunale per 400 milioni, mai appaltata per mancanza di fondi. Al centro dell’inchiesta l’imprenditore Alfredo Romeo, ora in carcere.
Arresti domiciliari per l’ex assessore Enrico Cardillo, dimessosi nelle scorse settimane; l’ex assessore Giuseppe Gambale; gli assessori Felice Laudadio e Ferdinando Di Mezza, e il provveditore Mautone; il colonnello della Guardia di Finanza Mazzucco, accusato dai magistrati di essere la ‘talpà che rivelava agli indagati lo stato dell’inchiesta. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere alla turbativa d’asta alla corruzione.
Indagati a piede libero i parlamentari Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (An). Alla base degli avvisi di garanzia per i due politici una serie di intercettazioni telefoniche con Romeo che per i per i pm rappresentano "l’unicità del complesso sistema illecito ideato e realizzato da Romeo", una "commistione impressionante tra politici di ogni colore e provenienza, organi istituzionali, pubblici funzionari, appartenenti alle forze di polizia".
Sempre secondo l’accusa il sistema creato dall’imprenditore partenopeo, "di estrema semplicità, anche se vasto e articolato in ragione degli enormi interessi economici coinvolti, vede anche, e soprattutto, pubblici funzionari che »si pongono letteralmente al servizio non già del pubblico interesse, bensì di quello privato del potente imprenditore garantendosi laute e sostanziose ricompense".
Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, non è toccata dall’inchiesta sulla delibera del Global Service del comune di Napoli. Il fatto che il sindaco non sia indagato lo esplicita il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, Franco Roberti, nel corso di un incontro informale con i giornalisti.
Allo stato, poi, non ci sono indagati neppure tra i consiglieri comunali, che entrano, alcuni, nell’indagine come persone informate sui fatti e che saranno ascoltati ancora.
Da parte sua il sindaco di Napoli a proposito delle dimissioni che hanno sollecitato alcuni esponenti del Pdl afferma: "Ancora non ho visto gli assessori, nè i partiti della coalizione. Il discorso va aperto con loro. Dopo, il sindaco serenamente deciderà"
fonte: Agi