Il messaggio degli Englaro indirizzato alla stampa e alla politica. Il medico che assisterà Eluana nel suo ultimo viaggio: "Rispetto i miei principi". Dieci sacerdoti: "Omicidio? No, dramma"
Udine, 19 dicembre 2008 - È necessario fermarsi a riflettere in un momento così delicato. Un pressante invito quello che arriva da Beppino Englaro e dalla moglie Saturnia, i genitori di Eluana Englaro, la giovane di Lecco in stato vegetativo da quasi 17 anni.
L’uomo ha deciso di rompere momentaneamente il silenzio stampa per invitare "tutti a fermarsi un attimo" per una "riflessione su quello che è una tragedia umana". Secondo Beppino Englaro "in questi giorni stiamo assistendo a troppo caos" e tutti sembrano "aver perso di vista la tragedia umana".
Per questo chiede una moratoria "soprattutto ai politici di qualsiasi schieramento" ma anche alla stampa.
Sulla presa di posizione di dieci religiosi friulani che hanno redatto una lettera rivolta a fedeli e atei con la quale, pur non citando il caso specifico, danno appoggio alla battaglia della famiglia Englaro, il padre di Eluana preferisce limitarsi a "prendere atto di una espressione di pensiero controcorrente in ambito cattolico ed ecclesiastico". Lo stesso genitore ringrazia la clinica Cittaà di Udine "per la confermata disponibilità ad accogliere Eluana nonostante gli ultimi sviluppi" e auspica "un chiarimento definitivo di qualsiasi altro elemento di dubbio".
Conclude, Beppino, ribadendo l’invito a stampa e a politici di "fermare i buoi, come si dice qui a Lecco" e chiede di "poter rimanere tranquillo in questa fase molto delicata" esortando a "tener sempre presente che per me, per mia moglie, è una tragedia non una festa di piazza".
IL MEDICO
"Il mio sostegno a Beppino Englaro non verrà mai meno". Rompe il silenzio Amato De Monte, il primario di rianimazione di Udine che assisterà Eluana nel suo ultimo viaggio. Lo fa con una intervista al Messaggero Veneto di Udine. In questo pandemonio che sta dividendo l’Italia e forse di più, papà Beppino ha una certezza: il luminare di anestesia che già da qualche mese gli aveva dato disponibilità di attuare la sospensione dell’alimentazione artificiale che tiene in vita la figlia in stato vegetativo permanente da diciassette anni, come autorizzato dalla Cassazione, non fa dietrofront.
E -dopo il viaggio a Monaco e l’incontro con Gian Domenico Borasio, il professore di medicina palliativa che pochi giorni fa in un’intervista a Repubblica spiegava che in Germania un caso Eluana sarebbe stato impossibile- conferma il suo sostegno al padre.
"Il mio sostegno a Beppino Englaro non verrà meno, come professionista sono tenuto al rispetto dei miei doveri istituzionali", prosegue riferendosi all’incarico di primario per il servizio sanitario. E continua: "Come medico del codice deontologico e come uomo sono tenuto al rispetto dei miei principi e della mia coscienza", e conferma che aiuterà Eluana, come aveva fatto qualche settimana fa all’indomani delle indiscrezioni sul suo sostegno al caso Englaro.
Una presa di posizione chiara dopo la firma del protocollo curato dai legali della famiglia, gli avvocati Vittorio Angiolini e Giuseppe Campeis. Accordo sottoscritto dalla clinica Città di Udine e da papà Beppino, assieme a De Monte e a tutti i volontari. Nel documento di dodici pagine, che indica la disponibilità del primario a operare in regime volontaristico, cioè al di fuori del sistema pubblico, si stabiliscono i parametri della procedura e le regole da seguire.
Resta pronta anche la clinica di viale Venezia, dopo avere incassato l’appoggio del governatore Renzo Tondo. La struttura ricovererà Eluana non appena il consiglio di amministrazione, che si dovrebbe riunire anche oggi, avrà valutato se le garanzie della Regione su eventuali ripercussioni dopo la direttiva del ministro Maurizio Sacconi saranno sufficienti a procedere. Forse oggi.
IL SOSTEGNO DI DIECI SACERDOTI
Non condividono ‘’la posizione di chi definisce omicidio una scelta drammatica vissuta nell’ambito di una relazione di amore’’. E in una lettera "ai fedeli e ai laici’’ preparata in occasione del prossimo Natale, dieci preti del Friuli Venezia Giulia - pur senza citare il caso Englaro - dicono di avvertire ‘’l’esigenza di porsi molto di piu’ in ascolto della vita e di tutte le sue situazioni, e per questo - aggiungono - di aprirci con rispetto a diverse possibilita’’’.
’’Come e’ vero - scrivono nella lettera anticipata oggi da alcuni quotidiani locali - che nessuno dovrebbe sollecitare, tantomeno obbligare qualcuno ad anticipare la propria morte biologica, ci chiediamo se altrettanto e’ possibile che nessuno sia obbligato a vivere anche in quelle condizioni estreme che inducono a desiderare la morte come una liberazione da una vita considerata impossibile’’.
’’O - concludono - ci sarebbero questioni morali che non sono di competenza della liberta’ di coscienza di ciascuna persona? E davvero ci si puo’ sostituire a Dio affermando di conoscere la sua volonta’ riguardo alla sofferenza e alla morte delle persone?’’
IL GOVERNATORE: MI ASTENGO
La Regione tiene una posizione cauta nei confronti dell'intera vicenda e ha deciso di astenersi dall’intervenire: lo ha detto stamani il Presidente della Regione, Renzo Tondo.
’’C’e’ stato un intervento del governo che io ho giudicato legittimo ma di fatto non efficace - precisa Tondo - Cosi’ come il governo, secondo me, doveva astenersi, cosi’ si asterra’ la Regione’’.’’Il Policlinico ‘Citta’ di Udine’ - ha aggiunto Tondo - deve fare una scelta all’interno delle sue prerogative: la faccia’’.
CASSAZIONE, LE PRECISAZIONI DI MATERA
Il sostituto procuratore generale della Cassazione Marcello Matera torna sulle sue affermazioni fatte ieri sul caso di Eluana Englaro. ‘’La mie sono state dichiarazioni esclusivamente a titolo personale e con valutazioni solamente tecniche’’. Ieri Matera aveva evocato la possibilita’ teorica che la famiglia possa far intervenire la forza pubblica per applicare la sentenza della Cassazione, nel caso in cui nessuna struttura voglia accogliere Eluana.
RADICALI IN PIAZZA
Anche a Torino i radicali scendono in piazza domani per una raccolta firme per l’autodeterminazione di ciascuna persona rispetto alle scelte di fine vita, per il riconoscimento legale del testamento biologico e per la legalizzazione o depenalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito.
Il tavolo di Torino si inserisce nella giornata di mobilitazione nazionale ‘in memoria di Piergiorgio Welby’, a due anni esatti dalla morte, lanciata dall’Associazione Luca Coscioni e da Radicali Italiani. "Il modo migliore per onorare la memoria di Piergiorgio Welby è lottare affinchè il suo ‘gettare il corpo nella lottà non sia stato vano" sottolineano in una nota Igor Boni, segretario dell’associazione Aglietta, e Giulio Manfredi del Comitato nazionale Radicali Italiani che rinnovano l’appello alla presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, e all’assessore regionale alla Salute, Eleonora Artesio "a ribadire la disponibilità ad accogliere Eluana in Piemonte se dovesse fallire la soluzione friulana".
FINI: "IL PARLAMENTO DEVE LEGIFERARE"
La vicenda di Eluana Englaro "è una questione di fronte alla quale ciasuno si confronta con la propria coscienza", ma il Parlamento "non può sfuggire al dovere di legiferare". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante lo scambio di auguri di fine anno con la stampa parlamentare. "Quando la scienza porta il proprio confine più avanti - ha aggiunto Fini - il legislatore deve rispondere, altrimenti si crea un vuoto legislativo. Mi auguro che il Parlamento non si sottragga".