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NOTTE SANTA

Tutto esaurito per la Messa in San Pietro
Le immagini gratis alle tv del mondo

Per il messaggio 'Urbi et Orbi', Benedetto XVI ha deciso di aggiungere una nuova lingua: finora erano 63.  Inaugurato il presepe e l'albero in piazza, il più alto degli ultimi anni

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Papa Benedetto XVI accende il lume della pace Città del Vaticano, 24 dicembre 2008 - Boom di presenze a San Pietro, per la tradizionale messa di Natale presieduta da Papa Benedetto XVI. Celebrazione che sarà trasmessa in mondovisione e, quest’anno, per la prima volta, il segnale alle tv di tutto il mondo verrà distribuito gratuitamente.


Le immagini della messa di mezzanotte
, il messaggio ‘Urbi et Orbi’ (‘Alla città e al mondo’), domani a mezzogiorno dalla Loggia delle Benedizioni, il ‘Te Deum’ di fine anno e la messa del primo gennaio, saranno infatti diffuse gratuitamente a qualsiasi televisione che potrà così acquisirle tramite satellite.
Tutti i costi - informa il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni sociali - saranno sostenuti dai Cavalieri di Colombo. L’anno scorso furono 88 i networks, provenienti da 60 Paesi del mondo, a seguire la messa di mezzanotte. “Quest’anno i contatti sono stati di più dell’anno scorso - riferiscono dal Vaticano - anche se ad ora è impossibile sapere il numero delle tv e dei paesi collegati”.


Da qualche giorno si è saputo che l’emittente pubblica francese ha cancellato dalla propria programmazione, per la prima volta, la messa notturna di Natale celebrata dal Papa, e il Vaticano ha fatto sentire la sua protesta. La celebrazione è stata sostituita da una trasmissione chiamata ‘Grand betisier de Noel’ (una sorta di ‘Blob’ natalizio) e dalla ritrasmissione di un concerto del 2005 del cantante popolare Michel Sardou.


Il Papa ha inoltre deciso di apportare alcuni cambiamenti nella liturgia della messa notturna. “Quest’anno la veglia sarà arricchita dal canto della Kalenda, non più prevista all’interno della celebrazione eucaristica”, ha spiegato recentemente il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Guido Marini, in una intervista all’’Osservatore Romano’. “Dopo l’intonazione del Santo Padre, saranno suonate le campane con l’accompagnamento dell’organo, ma non vi sarà il consueto rito dell’omaggio floreale dei bambini, in rappresentanza dei vari continenti.
Questo omaggio è stato spostato al termine della celebrazione eucaristica, quando il Pontefice si recherà davanti al presepio per la collocazione dell’immagine del Bambino Gesù”.


Cambiamenti anche per la benedizione ‘Urbi et orbi’: il Papa infatti non indosserà il piviale, e opterà per la mozzetta con la stola trattandosi di una benedizione solenne che non comporta un particolare rito. E saranno 64 le lingue del messaggio ‘A Roma e al mondo’ che il Papa pronuncerà domani, a mezzogiorno, dalla Loggia delle Benedizioni, per i tradizionali auguri di Natale. Una lingua in più rispetto allo scorso anno, quando furono 63 con l’aggiunta del ‘guaranì’. Quest’anno Benedetto XVI ha voluto aggiungerne un’altra, che dovrebbe essere una lingua europea.

IL LUME DELLA PACE
Il Papa ha acceso il lume della pace
sul davanzale della finestra del suo studio su piazza San Pietro, e ha salutato e benedetto i fedeli radunati in piazza.
Prima che il Papa si affacciasse c’e’ stata la inaugurazione del presepio allestito sulla piazza, presenti il cardinale Giovanni Lajolo presidente del Governatorato, il direttore dei Servizi tecnici Carlo Cuscianna e la banda della Gendarmeria vaticana, che con i suoi 105 elementi ha eseguito l’inno vaticano e vari inni natalizi. Successivamente il segretario di Stato Tarcisio Bertone ha guidato una veglia di preghiera per la pace. Nelle preghiere sono state ricordate sia le famiglie e le persone che patiscono la crisi economica che i cristiani perseguitati in varie parti del mondo, dall’Iraq all’Orissa, che la situazione dei cristiani in Terra santa.
Le statue della rappresentazione della Nativita’ sono quasi tutte del 1842, provenienti dal presepe di san Vincenzo Pallotti per la chiesa romana di Santa Andrea della Valle, sono rivestiste con abiti confezionati dalle suore della floreria vaticana.
Il presepio in piazza San Pietro viene allestito dal 1982, per scelta di Giovanni Paolo II, proseguita da Benedetto XVI.
Accanto al presepio svetta l’albero, donato quest’anno dalla Bassa Austria, un abete di 120 anni alto 33 metri, il piu’ alto degli ultimi anni. A mezzanotte papa Ratzinger celebrera’ nella basilica di San Pietro la messa della notte di Natale.


IL PRESEPE IN PIAZZA SAN PIETRO

Un umile rifugio coperto da assi di legno,
collocato a ridosso delle mura di Betlemme: questa l’ambientazione del presepe di quest’anno. Sullo sfondo si intravedono anche una torre e un grande portale, oltre a modeste case di contadini disposte lungo la cinta muraria. La rappresentazione è completata da una serie di personaggi dalle dimensioni statuarie che, sistemati con accorto gioco di prospettive, arricchiscono la scena. Parte delle statue provengono dal Presepio allestito nel 1842 da San Vincenzo Pallotti nella Basilica di Sant’Andrea della Valle, mentre altre sono state aggiunte successivamente.
Il Presepe e l’albero di piazza San Pietro è stato voluto da Giovanni Paolo II a partire dal 1982, e Benedetto XVI continua la tradizione. Accanto al presepio svetta l’albero, donato quest’anno dalla Bassa Austria, un abete di 120 anni alto 33 metri, il piu’ alto degli ultimi anni.










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