Le vittime: una 30enne romena e un bimbo di 3 anni. Rogo scaturito da una fiammata divampata mentre la donna cercava di riscaldare l'interno. Episodio simile a Trigoria: ustionati madre e due figli
Roma, 26 dicembre 2008 - Tragedia della povertà alle porte di Roma: una donna di circa 30 e suo figlio di 3 sono morti questa notte arsi vivi in una baracca all’interno della Pineta di Castel Fusano a Ostia. I vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno domato le fiamme con la sabbia. Le due vittime sono di origine romena. Le cause dell’incendio, secondo un primo sorpalluogo, sarebbero scaturite da una fiammata divampata da un fuoco acceso per riscaldare l’interno della baracca. Dorina, 32 anni, era arrivata dalla Romania, dove viveva col figlio, Kristinel, per trascorrere le feste di Natale col marito, in Italia da diverso tempo. Dorina e Krisitinel hanno fatto appena in tempo a festeggiare Natale con gli altri baraccati.
A dare l'allarme sono stati gli altri abitanti della baraccopoli, che hanno sentito le urla della donna e visto il rogo che inghiottiva la costruzione in legno. Gli altri disperati hanno chiamato i soccorsi, poi sono fuggiti temendo di essere rimandati in patria. E oggi con la morte della madre e del suo bambino si e’ scoperto che nella baraccopoli di Castelfusano ci vivono circa 400 disperati, accampati in giacigli fatiscenti e pericolosi.
In serata, si è sfiorata una nuova tragedia. Sempre nella zona di Roma, in via Alvaro del Portillo a Trigoria, due bambini di 11 e 13 anni e la loro madre di 40, tutti romeni, sono rimasti ustionati, sembra in modo non grave, nell’incendio della loro baracca. I vigili del fuoco, arrivati con due squadre di pronto intervento, dopo aver spento le fiamme, causate da una candela caduta sulle coperte, hanno notato che al di fuori della baracca c’erano la donna e i suoi figli feriti. La donna e i due ragazzini sono riusciti a fuggire appena è divampato l’incendio ma temevano di ricorrere alle cure dei medici perché sprovvisti di documenti. I piccoli sono stati ricoverati, a scopo precauzionale, al S.Eugenio.