Con l’ottimismo e mutando anche comportamenti si può uscire dal tunnel, come è stato nel dopoguerra. Ce l’ha ricordato il presidente Napolitano a Capodanno, ce lo ricorda il nostro lettore bolognese. Rimbocchiamoci le maniche, allora. Con l’ottimismo della volontà
LA CRISI mondiale (recessione) purtroppo c’è, non serve più sperare nello ‘stellone’ d’Italia per uscirne, le pezze non tengono più, bisogna rifare tutto di nuovo e subito, e stare attenti a non ripetere gli errori e non lasciare i soliti varchi per i furbetti e i furbacchioni sempre pronti a sfruttarli. Ci vuole un’Italia come quella del dopoguerra, pronta a rimboccarsi le maniche per il bene di tutti.
G. C., Bologna
SEGNALO anche la lettera di Sergio Bertuzzi di Minerbio (Bologna), che rimprovera a Berlusconi di fare «dichiarazioni avventate» invitando gli italiani a spendere, quando invece di soldi non ce ne sono. E’ vero che c’è una ampia parte della popolazione italiana che, da anni, fatica a tirare la fine del mese. E le politiche sociali dei governi di qualsiasi colore non sono riuscite a risolvere i problemi, in qualche caso appena ad attenuarli. Ci sono pensioni minime da fame, il precariato giovanile (e non solo) che aumenta, la soglia della povertà che cresce. Chi non ha soldi in tasca, dunque, difficilmente può spendere. Diverso il contesto nel quale si è inserito l’invito del premier: la nuova crisi economica e sociale che attraversa il mondo e l’Italia col mondo. Una crisi, come dimostrano i dati dei consumi di fine anno, che appare più di fiducia, di paura del futuro, che reale. Il governo ha l’obbligo di prendere misure di sostegno, ma anche di trasmettere ottimismo e non depressione. Con l’ottimismo e mutando anche comportamenti si può uscire dal tunnel, come è stato nel dopoguerra. Ce l’ha ricordato il presidente Napolitano a Capodanno, ce lo ricorda il nostro lettore bolognese. Rimbocchiamoci le maniche, allora. Con l’ottimismo della volontà.
di Pierluigi Visci