I due fratelli, ben vestiti e millantando l'illustre parentela, raccontavano d'essere stati derubati e convincevano i malcapitati a prestargli migliaia di euro. In manette dopo aver truffato almeno quindici persone
Napoli, 5 gennaio 2009 - Spacciandosi per i figli del presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, due fratelli napoletani sono riusciti a mettere a segno truffe in Usa, Australia e in mezza Europa. I guai per Luca e Danilo Rippa, di 22 e 28 anni, sono arrivati a Barcellona, dove, dopo essere riusciti a ‘gabbare' una quindicina di persone, i due fratelli sono stati arrestati dai Mossos d’Esquadra, la polizia catalana.
La vicenda, raccontata dal "Periodico di Catalunya", è poi finita bene per i due italiani, che sono stati rimessi in libertà dopo il processo per direttissima. Secondo El Periodico, sarebbero già riusciti a tornare nella loro Napoli. Su di loro sono pendenti una quindicina di denunce.
La tecnica usata per mettere a segno i colpi era sempre la stessa: i Rippa, aria da bravi ragazzi e comportamento da gran signori, si presentavano alle loro vittime con giacconi targati Ferrari e capi d’alta moda, poi risultati rigosoramente tarocchi, e raccontando di essere stati derubati e di trovarsi in difficoltà, li convincevano a prestare loro denaro per decine di migliaia di euro.
Secondo la ricostruzione della polizia catalana, riportata da El Periodico, i due fratelli avevano cominciato a tentare le loro truffe in giro per il mondo almeno dal novembre del 2004, tanto che, dopo una serie di denunce in New Haven, in Connecticut, e in California, erano finiti anche nel mirino dell’Fbi. A Barcellona i Rippa erano arrivati a ottobre e, preso in affitto un appartamento a Castelldefels, si erano dati da fare per scoprire le loro possibili vittime.
Ma è stata proprio una delle loro vittime a incastrarli: la donna ha aperto un forum in internet, raccogliendo altre segnalazioni di truffati. Partite le indagini, poi, i Mossos d’Esquadra sono riusciti a ottenere una foto in cui si vedeva Luca, il più piccolo dei due fratelli considerato però dagli investigatori il più abile come truffatore, scortare al bancomat uno dei suoi benefattori. Ed è stato proprio grazie a quella foto che i due fratelli sono finiti in manette.