Ad angosciare Joseph Ratzinger sono la violenza che non si ferma in Medio Oriente e le sofferenze dei bambini, soprattutto in Africa
Città del Vaticano, 6 gennaio 2009 - Si ripete nel mondo di oggi "il dramma" di Gesù, che "venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto". Affacciandosi su una piazza San Pietro gremita da 60 mila fedeli e animata dalla presenza di decine di figuranti in costume d’epoca, molti dei quali a cavallo, Benedetto XVI descrive questo "atteggiamento di ostilità, o ambiguità, o superficialità", che, spiega, "sta a rappresentare quello di ogni uomo e del mondo, in senso spirituale, quando si chiude al mistero del vero Dio, il quale ci viene incontro nella disarmante mitezza dell’amore".
Ma non è il progresso della scienza a preoccuparlo: nell’omelia indica in Galileo Galilei un modello per i cristiani di oggi, specialmente per i ricercatori, e rileva che il dialogo tra fede e scienza dà "segni interessanti di una nuova fioritura, grazie alla passione e alla fede di non pochi scienziati, i quali, sulle orme di Galileo, non rinunciano nè alla ragione nè alla fede, anzi, le valorizzano".
Ad angosciare Joseph Ratzinger sono la violenza che non si ferma in Medio Oriente (dopo l’Angelus ha ribadito che l’odio e il rifiuto del dialogo non portano che alla guerra" e ha voluto "incoraggiare le iniziative e gli sforzi di quanti, avendo a cuore la pace, stanno cercando di aiutare israeliani e palestinesi ad accettare di sedersi attorno ad un tavolo e di parlare") e le sofferenze dei bambini, soprattutto in Africa (ha condannato in particolare i rapimenti di minori nella Repubblica del Congo, lanciando un appello agli autori di tali disumane brutalità, affinchè restituiscano i ragazzi alle loro famiglie e al loro futuro di sicurezza e di sviluppo, a cui hanno diritto insieme a quelle care popolazioni") così come lo allarma l’avanzare "degli avvelenamenti e degli inquinamenti che potrebbero distruggere il presente e il futuro". Ma non sono toni apocalittici quelli che caratterizzano i discorsi di Papa Ratzinger nella giornata dell’Epifania.
Il Papa teologo esorta alla speranza: "lungo i sentieri della storia, non c’è ombra, per quanto tenebrosa, che possa oscurare la luce di Cristo", afferma esortando l’umanità a non disperarsi "dinanzi alla grande crisi sociale ed economica che travaglia l’umanità, davanti all’odio e alla violenza distruttrice che non cessano di insanguinare molte regioni della terra, dinanzi all’egoismo e alla pretesa dell’uomo di ergersi come dio di se stesso, che conduce talora a pericolosi stravolgimenti del disegno divino circa la vita e la dignità dell’essere umano, circa la famiglia e l’armonia del creato". Citando l’enciclica "Spe Salvi", il Pontefice chiede ai cristiani di non lasciarsi scoraggiare: "anche se apparentemente non abbiamo successo o sembriamo impotenti di fronte al sopravvento di forze ostili, la grande speranza poggiante sulle promesse di Dio che, nei momenti buoni come in quelli cattivi, ci dà coraggio e orienta il nostro agire".
"Cari fratelli e sorelle - aggiunge - pregate per noi, Pastori della Chiesa, affinchè, assimilando quotidianamente la Parola di Dio, possiamo trasmetterla fedelmente ai fratelli. Ma anche noi preghiamo per voi, fedeli tutti, perchè ogni cristiano è chiamato per il Battesimo e la Confermazione ad annunciare Cristo luce del mondo, con la parola e la testimonianza della vita".
E infine si concede un sorriso, davanti la manifestazione "Viva la Befana" che ha portato per la 23esima volta in piazza San Pietro il pittoresco corteo storico folcloristico. Da Assisi sono arrivati i membri di dodici confraternite accompagnati da due bande musicali, diciotto cavalli e una carrozza d’epoca. Tre originali auto d’epoca sono servite per il trasporto delle Befane. E due operatori ecologici erano al seguito dei cavalli. Il tutto, informa un comunicato, è stato promosso dall’associazione "Famiglie Libere Associate d’Europa", in collaborazione con il Comune di Assisi e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, della Provincia di Roma e del XVII Municipio della Capitale. Il Papa ha ringraziato anche i partecipanti ad un raduni del Movimento "Tra Noi", fondato dal sacerdote orionino don Sebastiano Plutino.
FONTE AGI