I casi di Napoli, Pescara e Sardegna agitano il coordinamento del partito, riunito da mezzogiorno. Il ministro ombra della funzione pubblica: "Rosetta fa qualcosa che non so come qualificare"
Roma, 7 gennaio 2009 - Napoli, Pescara, Sardegna. Sono le tre spinosissime questioni sulle quali si sta incentrando l’attenzione dello stato maggiore del Pd, riunito nel coordinamento dalle 12 di questa mattina nella sede del partito.
Le tre ‘pratiche' richiamano inevitabilmente al tema di sottofondo che sta agitando da tempo le acque della politica nazionale: la questione morale.
Ma sono le vicende che stanno investendo la giunta partenopea a cui si aggiunge il ‘giallo' del registratore che stanno dettando la tabella di marcia. Tant’è che "Veltroni andrà a Napoli con Morando per dare il segno dell’interesse e della forza con cui il Pd segue la vicenda" ha annunciato Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato.
Ma i distinguo sulle possibili strade da intraprendere non si fanno attendere. Questa mattina il ministro ombra della funzione pubblica Linda Lanzillotta senza tanti giri di parole si augura che "dal coordinamento arrivi un segno molto forte perchè siamo di fronte ad una vicenda sconcertante per tutti coloro che credono nel Pd. Rosetta Jervolino ha una storia importante, però sta facendo qualcosa che non so come qualificare".
Poi arriva l’affondo: "I sindaci - aggiunge la Lanzillotta - legittimamente si assumono la responsabilità di fare le giunte come credono però poi sta ai partiti giudicare in consiglio comunale se sostenere o no la giunta. Da tempo il Pd dovrebbe assumersi la responsabilità politica nel comune di Napoli e nel consiglio regionale della Campania di dire se gli sta bene o no quel governo e se non gli sta bene di togliere la fiducia e assumersi anche la responsabilità di quello che ciò implica. Se si è in grado di produrre un nuovo governo con un nuovo progetto politico, cosa della quale soprattutto per la regione Campania ho qualche dubbio, bene, altrimenti si vada alle elezioni. Non si può avere questo accanimento di far sopravvivere le maggioranze e i governi quando hanno chiaramente dimostrato la loro inadeguatezza sul piano della soluzione dei problemi.Ognuno - conclude - si assuma le sue responsabilità".
fonte: Agi