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SANGUE IN MEDIO ORIENTE

Razzi dal Libano su Israele
Papa: "Si scelgano leader pacifisti"

L’area al confine tra i due Paesi è la stessa che fu teatro della guerra-lampo dell’agosto 2006. Il pontefice: "Israeliani e Palestinesi scelgano leader capaci di portare all'indispensabile riconciliazione”

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Striscia di Gaza Roma, 8 gennaio 2009 -  Rischia di ampliarsi sempre di più il conflitto in Medio Oriente, dove per il tredicesimo giorno consecutivo è proseguita l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, mentre dal Libano meridionale riprendevano i lanci di razzi contro il nord dello Stato ebraico: un attacco che ha provocato solo cinque feriti lievi, ma che ha fatto subito temere l’apertura di un nuovo fronte bellico regionale, nella stessa area teatro nell’agosto 2006 della guerra-lampo tra le truppe israeliane e le milizie sciite libanesi di Hezbollah, e dove sono schierati anche i soldati italiani dell’Unifil II, la Forza Interinale delle Nazioni Unite.


La situazione è così grave da aver indotto papa Benedetto XVI
non soltanto a sollecitare una tregua umanitaria a Gaza, ma addirittura a caldeggiare un ricambio di leadership tanto in Israele quanto tra i palestinesi affinchè i due popoli siano guidati «verso la difficile ma indispensabile riconciliazione"


Il Pontefice ha sottolineato la necessità di un «approccio globale» e di un «sostegno convinto» al dialogo tra Israele e la Siria nonchè, in Libano, «al consolidamento delle istituzioni». Benedetto XVI ha quindi denunciato come in ambito mediorientale «la pace sia ancora lontana, nonostante tanti sforzi» in atto.


In effetti la diplomazia continua a muoversi per porre fine alla gravissima crisi nell’enclave palestinese, dove peraltro le forze israeliane oggi non hanno concesso null’altro che la partenza di trecento civili muniti di passaporti stranieri, e una sospensione delle ostilità di appena tre ore, la seconda da ieri, per consentire alla popolazione stremata di ricevere aiuti, e di approvvigionarsi di generi di prima necessità.


Il presidente egiziano Hosni Mubarak nel frattempo ha illustrato il proprio piano, che prevede un cessate-il-fuoco nella Striscia da raggiungersi entro le prossime 48-72 ore: un’iniziativa che sarà illustrata a una delegazione israeliana in visita al Cairo, e che ha subito riscosso l’avallo dell’inviato speciale del Quartetto di Madrid, l’ex premier britannico Tony Blair. In seno al governo dello Stato ebraico si starebbero però accentuando le divisioni tra chi è favorevole a una tregua e chi invece punta per l’offensiva a oltranza, fino all’eliminazione totale del pericolo rappresentato da Hamas.


In giornata tra l’altro il sud d’Israele è stato raggiunto da altri razzi, che hanno colpito quattro persone, due delle quali ferite in modo grave; e a Gaza è morto un militare israeliano, l’ottavo dall’inizio dell’Operazione ‘Piombo Fusò.
Da Praga, ove partecipa alla riunione informale dei pari grado dell’Unione Europea, si è attivato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha subito contattato il premier libanese Fouad Siniora e il generale Claudio Graziano, l’ufficiale italiano che comanda i ‘caschi blù dell’Onu.

fonte: Agi










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