Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico aggiungendo che l'Italia ha imparato dall’esperienza dell’inverno 2005-2006. "Tra Adriatico, Basilicata e altre regioni abbiamo sotto i piedi riserve energetiche per 100 miliardi"
Roma, 8 gennaio 2009 - «E' una crisi difficile, ma rassicuro: passeremo l’inverno e riusciremo a garantire il gas e l’energia alle famiglie e alle imprese». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, intervistato a Panorama del Giorno, su Canale 5.
«Abbiamo l’esperienza dell’inverno 2005-2006 - ha proseguito il ministro -, allora la situazione era più difficile perchè mancavano gli approvvigionamenti da altre parti. Ora stiamo meglio abbiamo riserve significative che dureranno ancora due mesi». Scajola ritiene che il problema si risolverà presto, «nelle prossime giornate, in quanto noi siamo titolari di un contratto con la Russia. Quindi, al di là dei problemi di carattere politico tra Ucraina e Russia, riusciremo a far valere le nostre ragioni e il gas dalla Russia ritornerà» Rispetto ad altri paesi, ha proseguito Scajola, «siamo meno esposti perchè abbiamo lavorato di più, siamo più tranquilli. Vigiliamo e controlliamo minuto per minuto la situazione».
Il ministro ha ribadito che l’italia ha bisogno di «rinnovare le politiche energetiche e di diversificare le fonti di approvvigionamento». Al riguardo Scajola ha ricordato che nel provvedimento sullo sviluppo «già approvato alla camera e ora in discussione al senato è prevista la revisione della clausola che, d’accordo con la regione Veneto, permetterà di riprendere le estrazione in Adriatico. Mi auguro che la condivisione con il territorio ci possa aiutare a risolvere in tempi brevi questo problema». Per il ministro, tra Adriatico, Basilicata e altre regioni «abbiamo sotto i piedi riserve energetiche per 100 miliardi». A bloccare lo sfruttamento di queste risorse, secondo Scajola, ha contribuito anche l’assegnazione alle regioni della competenza concorrente in materia energetica.
Questa e altre scelte, con quelle relative al blocco del nucleare e dell’idroelettrico «ci costringono a fare pagare l’energia ai cittadini e alle imprese il 30% in più rispetto ad altri paesi europei». In questi anni, ha concluso Scajola, «abbiamo fatto le cicale rinunciando all’idroelettrico e al nucleare. Il rilancio di queste fonti energetiche è uno dei principali obiettivi del governo Berlusconi. Entro la fine della legislatura poseremo la prima pietra di una centrale nucleare in Italia».