MILANO, 16 ottobre 2008 - A SALIRE VERSO i 7mila metri dell’Aconcagua, sulle Ande al confine fra Argentina e Cile, cominceranno soltanto tra Natale e Capodanno. Ma sono due anni che Elena, Antonella e Marina lo conquistano passo passo, correndo all’alba per le vie di Milano o scarpinando per interi week end fra le cime alpine. La loro impresa sarà comunque una "prima": la prima spedizione tutta femminile sulla montagna più alta dell’America Latina e anche la più alta del pianeta, Asia esclusa. L’Aconcagua, per la verità, non presenta grandi difficioltà alpinistiche. Fu conquistato nel 1897 da una guida alpina svizzera, ma solo nel 1940 una donna, una francese, riuscì ad arrivare fino in vetta. «Per farcela - spiega Elena - non serve essere grandi arrampicatori; quel che ci vuole è resistenza, fiato, gambe e una volontà di ferro».
SONO GIORNI DI CAMMINO, infatti, e lunghi bivacchi notturni a -25. Lei, all’anagrafe Elena Senin (nella foto), alta e magra bionda trentenne, va in montagna da oltre 10 anni, anche se solo da tre, dopo una scuola di roccia sul monte Civetta, ha cominciato ad arrampicare serimente. E’ milanese d’adozione (lei è nata ad Ivrea) e qui fa la consulente sul mercato della telefonia. Insomma è una di quelle rarissime persone che riesce a districarsi nella jungla delle tariffe telefoniche.
MARINA ATTANASIO, invece, è milanesissima e fa la responsabile del personale della sede italiana di una società tedesca. Fra le tre rappresenta decisamente la «new entry», almeno nella passione per la montagna. Mora, apparentemente fragile, quasi timida, ha conosciuto l’alta montagna quasi di botto, anni fa, iscrivendosi al trekking himalaiano di un’agenzia specializzata verso i 6.150 metri dello Stock Kangri. E’ lì che le due amiche milanesi hanno incontrato Antonella Targa arrivata alla montagna dai viaggi d’avventura in Africa. «Cominciai arrivando di fronte al Kilimangiaro - racconta -. Quel giorno dissi a mio marito: ti lascio alle tue traversate sahariane, io voglio vedere il mondo dall’alto. Da quel giorno ha inanellato una mezza dozzina di imprese in Africa, Nepal e Butan». Antonella è di origine veneta, ma risiede a Sant’Agata Bolognese, la terra del Toro Lamborghini, dove è direttore di stabilimento di una piccola azienda di stampaggio plastico.
ORA IL TERZETTO è pronto all’impresa. Si è preparato con scrupolo secondo una tabella d’allenamento che prevedeva corsa, bicicletta, nuoto, palestra e tante, tante camminate in quota. Insomma, una fatica ogni giorno. L’ultima è stata trovare sponsor, ma ci sono riuscite: un’associazione culturale e un’azienda di calzature.
di Massimo Degli Esposti