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DOPO LA SENTENZA DEL PROCESSO GEA

Cobolli Gigli: "Se Moggi viene assolto
Allora gli scudetti della Juve sono 29"

Il presidente bianconero, che oggi compie 64 anni,  rivendica i due titoli tolti alla Signora: "Purtroppo la giustizia sportiva è una cosa, quella penale un’altra. Ritengo che anche quando sarà terminato il processo penale, sarà molto difficile tornare indietro ma avremo tutto il diritto di dire ad alta voce come la pensiamo"

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Cobolli Gigli (Ap/Lapresse) Torino, 9 gennaio 2009 - Primo appuntamento del 2009 per Filo Diretto, la trasmissione che mette a confronto i protagonisti della Juve e i suoi tifosi attraverso il canale tv Juventus Channel, e non poteva che essere il presidente Giovanni Cobolli Gigli ad inaugurare il nuovo anno con un desiderio: "La cosa che vorrei di più è andare a Roma".

"Lo voglio fortemente e lo vogliono anche i giocatori - continua il numero uno bianconero -. Io sento moltissimo questa Champions. Sarebbe un sogno incredibile andare avanti il più possibile e, perchè no, arrivare fino a Roma".

E commenta la sentenza di primo grado nel processo penale che coinvolge Moggi e la Gea. Una sentenza che non ha nulla a che vedere con Calciopoli e con la giustizia sportiva ma che ha suscitato le attenzioni di tifosi e presidente.

"Purtroppo la giustizia sportiva è una cosa, quella penale un’altra ha sottolineato -. Nel 2006 la giustizia sportiva prese decisioni in un tempo brevissimo. Ritengo che anche quando sarà terminato il processo penale, sarà molto difficile tornare indietro ma avremo tutto il diritto di dire ad alta voce come la pensiamo. Ma lasciatemi dire che il passato è passato. Il passato deve servire solo a fare meglio il futuro".

"Sia Luciano Moggi che suo figlio Alessandro hanno avuto condanne molto più miti di quelle che avevano proposto i pubblici ministeri . Se in futuro constateremo che ci saranno altre assoluzioni o sentenze miti, allora dovremo avere la coscienza che gli scudetti della Juventus sono 29 e non due di meno, che ci sono stati tolti".

Il presidente ha ricordato alcuni dei momenti più intensi vissuti al timone della Juve. "Ricordo il primo giorno in cui sono entrato nel Cda, era il 29 giugno 2006 - racconta Cobolli Gigli - Il 10 luglio dello stesso anno quando Capello mi comunicò che non era più intenzionato a guidare la Juve, passando poi a tutte le sentenze di quell’estate, per arrivare al ritorno in A, alla Champions e poi alla vittoria in casa con il Real Madrid. Ma il momento più indimenticabile, purtroppo, è la scomparsa di Alessio e Riccardo".

Intanto ha riaperto il mercato e il presidente ha dato la sua opinione su quello che farà la Juve. "Credo che non acquisteremo nessuno" - spiega -. L’ha già detto Blanc e l’ha ribadito anche in un’intervista a Hurrà Juventus che uscirà domani nelle edicole. E a una tifosa che gli chiedeva di mettere fine alle voci su Aquilani perchè la Juve possiede già un grande talento come Marchisio, Cobolli Gigli ha risposto: "Condivido. Marchisio ci sta dando grandi soddisfazioni, sta facendo bene e ha un potenziale di crescita fantastico. Un giorno, e adesso esagero un pochino, sarà il nuovo Boniperti della Juventus".

A proposito di giovani, uno degli obiettivi del club resta quello di valorizzare il vivaio. "Noi crediamo moltissimo nel nostro vivaio che è nelle mani di un grande juventino come Ciro Ferrara - evidenzia il presidente bianconero - Andremo avanti così e sono orgoglioso, come italiano e come tifoso, che la Juventus giochi con 5-6-7 italiani in campo". Ed è proprio un giovane uno dei giocatori preferiti da Cobolli Gigli, esclusi i grandi campioni. "Andando a guardare tra i giovani, tra quelli che stanno facendo bene e che dimostrano una grande personalità, al punto tale da farmi pensare che un giorno potrebbe prendere in mano il timone da capitano, dico Giorgio Chiellini".

Tornando al mercato, a giugno scadrà anche il suo di contratto, ma Cobolli al momento non ci vuole pensare. "Il mio modo di vedere la vita è quello di non sapere quello che succederà domani. Io vivo il presente. Il sogno sarebbe gestire le cose con autorevolezza. Cercherò di vivere al meglio questi ultimi tre mesi del primo triennio alla guida della Juve e cercherò di arrivare a giugno con i migliori risultati sportivi".

A bocce ferme sarà giudicato anche l’operato di Ranieri, per il presidente assolutamente positivo nonostante il pensiero di alcuni tifosi che lo ritengono inadeguato per la Juve. "Io ho negli occhi Juventus-Milan, una partita giocata contro una squadra piena di fuoriclasse - le parole di Cobolli Gigli - Abbiamo dimostrato di essere una squadra che gioca bene a calcio. Io sono soddisfatto e ringrazio Ranieri". A precisa domanda se "a distanza di tempo riscriverebbe la lettera ai presidenti di Figc e Aia dopo Reggina-Juventus arbitrata da Dondarini", Cobolli Gigli ha poi risposto: "Sì, la riscriverei. Abbiamo ritenuto di esternare il nostro pensiero in una maniera atipica. Crediamo di non essere stati eccessivi ma chiari. Se risuccedesse lo rifaremmo perchè ‘verba volant, scripta manent’".

A proposito di arbitri, il 64enne presidente bianconero è per la moviola in campo: "Sono convinto che nel mondo ci sia bisogno di innovare e avere fiducia del futuro. In questo senso, personalmente, sono convinto che la moviola potrebbe essere utile. Dovrebbe essere messa a disposizione dell’arbitro che solo in caso di gol potrebbe rivolgersi ad essa".

Infine Cobolli Gigli ha sottolineato quale sia la squadra più simpatica, esclusa ovviamente la Juve: "In questo momento provo simpatia per il Cagliari e per il suo presidente. E anche in prospettiva del prossimo incontro (sabato ci sarà Inter-Cagliari, ndr) dico ‘Forza Cagliari'".










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