Ultime notizie
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
SANGUE IN MEDIO ORIENTE

Il 'Venerdì di rabbia' in migliaia in piazza in tutto il mondo

     

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Proteste in Francia (Ansa) Roma, 10 gennaio 2009 - Non si ferma la protesta contro l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza, dove si contano già 835 palestinesi uccisi. Dopo le imponenti manifestazioni del secondo ‘Venerdì della rabbia', la giornata di protesta convocata ieri dagli Ulema islamici, anche oggi, da Parigi a Duisburg, da Londra a Nabatiyeh, in Libano, migliaia di persone sono scese in piazza contro il massacro di Gaza.

In Europa, è la Francia il centro della protesta. Più di 80 cortei hanno attraversato città come Lione, Marsiglia, Rennes, Tolosa e Bordeaux. A Parigi invece, più di centomila persone stanno sfilando in queste ore sotto gli occhi di 3800 poliziotti schierati in assetto anti-sommossa.

"Vogliamo denunciare l’ipocrisia della comunità internazionale che vota tonnellate di risoluzioni che non applica mai", ha detto Olivier Besancenot, portavoce del partito della sinistra francese LCR.
Si è conclusa invece con una tempesta di palle di neve che ha colpito due bandiere israeliane, la manifestazione convocata per oggi a Duisburg, in Germania. Diecimila persone hanno sfilato oggi per le strade della città tedesca per chiedere l’immediata fine delle violenze nella Striscia. Uno degli organizzatori della mobilitazione, Engin Karahan, leader della sezione locale dell’organizzazione turca Milli Gorus, ha detto che "questa gente vuole dimostrare la propria solidarietà alle vittime nella Striscia e dimostrare la propria opposizione alle violenze e alle pressioni di Israele".

Ben più note personalità, come l’ex sindaco di Londra Ken Livingstone, il musicista Brian Eno o la cognata dell’ex primo ministro Tony Blair, erano invece presenti al corteo nella capitale britannica, dove 100mila persone secondo gli organizzatori, 12mila secondo Scotland Yard, hanno sfilato da Hyde Park fino all’ambasciata israeliana. "Il governo britannico e l’Unione Europea hanno il peso economico per fermare questo massacro", ha detto ‘Ken il rossò, "è ora che facciano seriamente qualcosa per obbligare Israele a interrompere questo massacro". Poco prima della manifestazione, un gruppo di manifestanti ha occupato la filiale londinese della nota azienda cosmetica israeliana Ahava.

Ma non è solo l’Europa ad essere oggi teatro di manifestazioni a sostegno delle vittime del massacro di Gaza. Questa mattina 20mila persone hanno sfilato a Nababatiyeh, nel sud del Libano, mentre a Beirut, per i manifestanti l’appuntamento era per oggi pomeriggio sotto la sede dell’ambasciata egiziana. Anche a Ramallah, in Cisgiordania, sotto i mitra spianati dei soldati israeliani, centinaia di palestinesi hanno protestato contro il massacro in atto a Gaza.


A MILANO

Circa cinquemila persone si sono radunate in piazza Duca d’Aosta, davanti la stazione centrale di Milano, al termine del corteo organizzato per manifestare solidarietà alla popolazione di Gaza. Il corteo si è svolto senza problemi a parte l’episodio che ha visto dato alle fiamme un lenzuolo con su disegnata una stella di Davide. Altri gruppi isolati hanno provato a bruciare delle bandiere di Israele ma sono stati fermati dagli altri componenti della manifestazione.

Alcuni dei gruppi che hanno sfilato hanno innalzato accanto alla bandiere della Palestina quelle di Hamas e di Hezbollah e hanno gridato: "Bush, Barak assassini". Gli slogan spesso venivano scanditi in arabo. Alcuni passanti sbigottiti hanno commentato: "sembra di essere a Bagdad". Una volta in piazza i manifestanti si sono inginocchiati in direzione della Mecca e hanno pregato. Dal palco uno degli organizzatori ha tenuto a precisare che: "la preghiera dei musulmani non inneggia al terrorismo ma alla pace".


A TORINO

Circa 1500 persone sono scese in corteo a Torino per protestare contro i bombardamenti israeliani su Gaza, nella manifestazione organizzata dall’Assemblea Free Palestine. Il corteo, al quale partecipano centinaia di immigrati extracomunitari, partito dall’area multietnica di Porta Palazzo, ha registrato attimi di tensione davanti al Municipio di Torino, con il lancio di alcuni petardi e fumogeni, e soprattutto davanti alla sede dell’associazione "Italia Israele", in via Pietro Micca, dove è stata bruciata una bandiera di Israele e sono state lanciate uova di vernice contro il portone.

 

FIRENZE

È terminata sotto l’edificio del Consolato Usa con una "preghiera della Pace", recitata secondo il rito islamico e secondo quello cattolico (molto applaudito dagli islamici presenti), la manifestazione di sostegno a Gaza tenuta oggi pomeriggio a Firenze. All’iniziativa, organizzata dalla comunità palestinese in Toscana ed alla quale avevano aderito numerosi gruppi della sinistra, hanno partecipato alcune migliaia di persone (2 mila secondo la Questura, 5 mila secondo gli organizzatori). Molti gli slogan contro Israele e contro gli Usa, ma nessuna violenza e nessuna bandiera bruciata, grazie anche all’accorta regia degli uomini Forze dell’Ordine, presenti numerosi ma discreti.

La manifestazione era partita da piazza San Marco con in testa un gruppo di bambini palestinesi con in braccio due "salme" di bambini di Gaza uccisi dalle bombe. Ha toccato alcuni dei punti più rilevanti del centro storico (fra cui piazza del Duomo e della Signoria) e, quindi, si è diretta sotto le finestre del Consolato Usa. Qui il Presidente della Comunità palestinese in Toscana, Aben, ha tenuto a ringraziare "Firenze città di pace e di La Pira".


AOSTA


“Diversi e uniti, contro la guerra e gli impuniti”. Questo il principale slogan che scandito oggi dai circa 150 aderenti alla manifestazione organizzata ad Aosta dalla “Lega islamica valdostana” contro la guerra a Gaza. Partito dalla zona dell’antico “Foro boario” il corteo ha raggiunto piazza Arco d’Augusto e da li’, lungo il centro storico, fino a piazza Chanoux, salotto di Aosta, pieno di residenti e turisti curiosi anche per la prima giornata di saldi. Raimondo Donzel, segretario regionale del Partito democratico conferma che “oggi piu’ che mai c’e’ la necessità impellente che il dialogo inizi anche in Europa. In una piccola realta’ come la Valle d’Aosta dobbiamo essere tutti assieme, tant’e’ che il nostro appello e’ diretto a tutte le associazioni ed a tutte le forze politiche”. Mohamed Chaib, presidente della “Lega islamica autonoma della Valle d’Aosta” parla di pace: “per tutto il mondo, sperando che queste tragedie finiscano al piu’ presto, per il bene di tutti, palestinesi e israeliani”.

Una pace pero’ che si cerca da sessant’anni: “appunto, oggi siamo qui proprio per rafforzare il discorso del dialogo perche’ finche’ non ci sara’ dialogo non ci sara’ neppure la pace”.
Nel volantino diffuso durante la manifestazione ci sono pero’ accuse anche contro il Governo italiano “per il suo vergognoso silenzio” e “vergognosa e’ l’inazione dei Governi europei che devono impedire l’escalation della guerra”. E ancora: “inaccettabile e’ il lancio dei missili di Hamas contro Israele ed inaccettabile e’ la guerra scatenata da Israele contro Gaza”.
Per tutto il pomeriggio gli slogan si sono ripetuti monotoni: “zitti zitti non ci stiamo, e’ la pace che vogliamo”, mentre in piazza Chanoux si e’ pregato in arabo “per i nostri fratelli palestinesi morti”, sotto lo sguardo attento delle Forze dell’ordine.










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca su Quotidiano.Net nel Web

video in primo piano