Rischia la paralisi: è stato colpito alla testa mentre era già esanime a terra. Arrestati due aggressori di 18 anni grazie alle telecamere del fast food
TORINO, 11 gennaio 2008 - C’È UNA COSA più avvilente del neon di un fast food a mezzanotte: uscire dal locale e non trovare più il portafoglio in tasca. E c’è una cosa più insondabile degli ingredienti che rendono irresistibili i pezzi di pollo fritti serviti nel cartone: la ragione per cui due diciottenni diventano bestie, impugnano il primo pezzo di ferro a portata di mano e spaccano la testa a un ragazzo poco più grande, presente la fidanzata.
La questione del portafoglio non regge, non può. Se ti rubano i soldi ti arrabbi e cerchi di recuperarli. Se sei il ladro neghi e non fai niente per peggiorare la situazione. Ma nei fast food di periferia, quando è buio, quando hai mangiato e lotti con la sensazione di avere dentro un pollo intero e vivo, la ragione slitta.
CI SONO i filmati a confermare che è tutto vero. Quelle terribili riprese live che i narcisisti vanno a cercare facendo le facce, e a volte servono alla polizia per ricostruire il filo di una storia. La storia finisce così: due ragazzi nati ai tempi di Italia ’90, che sembra ieri ed è il tempo di diventare maggiorenni e rintanarsi in un McDonald’s fino a tardi, vengono arrestati per rapina e tentato omicidio. Un altro ragazzo, che nei giorni dei Mondiali di anni ne aveva sei, è in coma farmacologico e rischia la paralisi, perché un paletto di metallo gli ha fratturato la scatola cranica. Sull’aggressività indotta da una dieta regolare a base di cheeseburger Michael Moore ci ha fatto un film.
I CARABINIERI del comando provinciale sorvolano sulle conseguenze del cibo veloce. Per loro con ieri la questione è chiusa: i picchiatori sono stati presi tutti e due, la storia è pronta per essere raccontata.
LA SERA del 3 gennaio nel McDonald’s di corso Giulio Cesare le telecamere a circuito chiuso filmano appetiti tardivi e facce verdastre. Dalle cucine al bancone passano le pozioni magiche che hanno sedotto il pianeta. Uno studente di 25 anni aspetta la sua razione con la fidanzata, la cui mise riceve l’approvazione di due paia di occhi esterni al raggio d’azione dell’amore. «Che cos’hai da guardare?», è la frase, detta però in maniera più cruda. Piccolo diverbio, annotano le forze dell’ordine. La cosa finisce lì, tra una carezza e una patatina la coppia mangia la sua dose di grassi saturi, esce nel parcheggio, sale in macchina.
Lui si tocca la tasca posteriore nel gesto tipico dei maschi che ogni volta temono di trovarla vuota: «Ho perso il portafoglio». Torna dentro e lo vede sul tavolo dei due con gli occhi lunghi: «Ridatemelo, è mio». Quelli non fanno una piega, riconsegnano.
DI NUOVO potrebbe finire lì, invece no. I due seguono lo studente e uno inciampa in un’occasione unica: un palo di metallo lungo un metro, con tanto di base, di quelli che servono a comprimere la carta straccia nei cesti dell’immondizia. E alla prima occasione (il ragazzo che torna dentro forse per andare in bagno) comincia a colpirlo alle spalle, una volta, poi altre due quando cade a terra. Futili motivi, violenza rapida e ripetuta, scrivono in caserma. Gli altri clienti se ne accorgono tardi e chiamano aiuto. Il giovane viene portato al Giovanni Bosco, ha la scatola cranica fratturata, la prognosi si aggrava con il passare delle ore. I medici lo tengono in coma farmacologico per evitare altri danni.
GRAZIE alle telecamere i carabinieri della Compagnia Oltre Dora, coordinati dal pm Andrea Padalino, rintracciano l’aggressore, poi tocca al complice. Piccoli precedenti per rissa. Piano dietetico non pervenuto.
di VIVIANA PONCHIA