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NEL COMASCO

Molesta una ragazza per anni
E spara al padre di lei che lo denuncia

Si è costituito il giovane muratore che ha esploso due colpi di pistola riducendo in fin di vita il padre della ragazza di cui si era invaghito. Era in fuga da 24 ore e avrebbe ammesso le proprie responsabilità

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Scientifica la lavoro a Mariano Comense (foto Cusa) Como, 11 gennaio 2009 - Si è costituito dopo aver vagato tutta la notte Emanuele Enrique Perino, il ventiduenne muratore di Cabiate (Como) che ha sparato riducendolo in fin di vita l'ex carabiniere Vincenzo Di Maso, 44 anni. Il giovane avrebbe anche fatto le prime ammissioni di responsabilità. Secondo quanto si apprende, il giovane avrebbe fornito indicazioni utili per ritrovare la piccola pistola a tamburo che avrebbe gettato in un cantiere non lontano da via Puglie di Mariano Comense mentre fuggiva a piedi.

 

Assistito dal suo avvocato, che pare abbia convinto il ragazzo a costituirsi dopo quasi 24 ore di latitanza, non ha spiegato i motivi del suo gesto che sembrano riconducibili agli screzi insorti con la vittima, padre della ragazza che lui inseguiva da tre anni. Inseguiva con molestie, insistenze, iniziate quando entrambi erano minorenni, e che gli sono costate anche un paio di denunce della famiglia.

 

L’ultimo episodio pochi giorni or sono. Emanuele ora è in stato di fermo, come disposto dal sostituto Antonio Nalesso della Procura di Como che nelle prossime ore formalizzerà anche le accuse: sicuramente quella di tentato omicidio, sempre che le condizioni di Di Maso, ricoverato al San Gerardo di Monza, non si aggravino ulteriormente portando l’accusa a omicidio volontario.

 

Il ragazzo è nel carcere di Como, in infermeria, in stato di fermo, in quella condizione che consulenti e psichiatri hanno definito "inindonea" a lui, al suo stato psichico. Anche quando era stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione per una violenza sessuale, due anni fa, della quale ha scontato in pratica soltanto poche settimane.

 

L’azione del giovane ha tutta l’aria di essere stata premeditata. Sabato pomeriggio, infatti, non è passato per caso da via Puglie, dalla casa di Vincenzo Di Maso: è arrivato a piedi, ha chiesto ai passanti dove si trovasse quel numero civico, e quando ha capito che Di Maso intendeva chiamare i militari, ha sparato. Ha anche puntato l’arma contro la moglie, prima di scappare a piedi.

 

Il legale che lo assiste è Enzo Pacia, lo stesso che ha difeso Rosa Bazzi e Olindo Romano al processo per la strage di Erba, e che già aveva seguito Perino dopo la condanna per violenza sessuale di due anni fa.










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