Il ministro della Giustizia di Brasilia ha deciso di accordare lo status di rifugiato politico all'ex terrorista in fuga. I familiari delle vittime: "Questa è l'ultima vergogna". Convocato l'ambasciatore brasiliano
Rio de Janeiro, 14 gennaio 2009 - "Se torno mi uccidono", aveva detto non più tardi di qualche giorno fa. E il Brasile ha creduto all'appello dell'ex militante del Proletari Armati per il Comunismo (Pac) Cesare Battisti, tanto che il ministro della giustizia, Tarso Genro, ha deciso di accordare lo status di rifugiato politico all'italiano in fuga, la cui estradizione era richiesta dall’Italia dove è stato condannato per quattro omicidi. Lo ha annunciato il ministero brasiliano.
"Il ministro della giustizia Tarso Genro ha deciso a favore della concessione dello status di rifugiato all’italiano Cesare Battisti a causa dell’esistenza fondata di un timore di persecuzione” a causa delle sue opinioni politiche, ha riferito il ministero brasiliano in un comunicato pubblicato stanotte.
Cesare Battisti, 52 anni, dopo essere fuggito dalla Francia nel 2004, si è rifugiato in Brasile dove è stato arrestato nel 2007 e carcerato in attesa di una eventuale estradizione verso l’Italia. In un’intervista pubblicata giorni fa nel settimanale brasiliano Epoca, Battisti aveva affermato di temere per la sua vita se fosse estradato. “Sono certo che se vado in Italia sarei oggetto di vendetta. Io sarei assassinato” ha assicurato.
Battisti ha invitato il ministro della Giustizia brasiliano, “che anche lui ha personalmente sofferto dalla repressione politica quando era militante” sotto la dittatura militare (1964-1985), a rifiutare la sua estradizione.
Il ministro della giustizia è andato contro la decisione del Comitato nazionale per i rifugiati del Brasile, dove siedono in particolare rappresentanti dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, che aveva respinto il 28 novembre la sua richiesta di asilo politico, ciò che avrebbe aperto la strada alla sua estradizione.
Fino ad allora, il Brasile aveva sempre respinto le richieste di estradizione verso l’Italia di ex-attivisti italiani, in particolare delle Brigate Rosse, considerando che erano perseguiti per delitti di natura politica.
Ma in aprile, il procuratore generale della repubblica, Antonio Fernando Souza, aveva espresso un parere favorevole alla richiesta di estradizione di Battisti, rifiutando di considerare i suoi crimini come “politici”.
Condannato all’ergastolo in contumacia in Italia per l’assassinio di quattro persone tra il 1977 e il 1979, Battisti era stato arrestato a Rio de Janeiro nel 2007 e incarcerato a Brasilia.
Battisti, che nega di aver partecipato ai quattro omicidi per i quali è stato condannato aveva lasciato clandestinamente la Francia, dove aveva trovato rifugio nel 1981 sotto la presidenza del socialista Francois Mitterand, poco prima che la giustizia francese desse il via libera alla sua estradizione verso l’Italia nell’ottobre del 2004.
LA FARNESINA
La Farnesina esprime “Viva sorpresa e forte rammarico” per la concessione dell’asilo politico a Cesare Battisti; ne dà notizia una nota. Da parte italiana spiega la nota, si esprime “viva sorpresa e forte rammarico per la decisione assunta dal Ministro della Giustizia brasiliano che, ribaltando quanto stabilito dal Comitato nazionale per i rifugiati, ha accolto il ricorso di Cesare Battisti, un terrorista responsabile di gravissimi delitti che nulla hanno a che fare con lo status di rifugiato politico”.
"Nell’esprimere apprezzamento per la decisione adottata a fine novembre scorso dal Comitato che aveva negato, nell’ambito delle sue competenze, il riconoscimento dello status di rifugiato al terrorista Battisti - prosegue la nota - l’Italia rivolge un appello al Presidente Lula da Silva perché vengano esperite tutte le iniziative che possano promuovere, nel quadro della cooperazione giudiziaria internazionale nella lotta contro il terrorismo, una revisione della decisione giudiziaria adottata”.
"Ciò vale a maggior ragione - conclude la nota - in un momento in cui i Paesi del G8 e quanti con essi hanno un rapporto di intensa collaborazione, come il Brasile, saranno chiamati a confermare un impegno solenne e a promuovere azioni sempre più efficaci per sconfiggere il terrorismo internazionale”.
LO SDEGNO DI GASPARRI
"Sconcerta e addolora che le autorità brasiliane considerino il terrorista assassino Battisti un rifugiato politico da non estradare in Italia - è il duro commento di Maurizio Gasparri - sottraendolo cosi ad una giusta condanna dalla quale fugge da un tempo immemorabile. Il governo italiano deve assumere immediate iniziative per esprimere alle autorità brasiliane lo sdegno e la condanna del popolo italiano per una decisione vergognosa e inaccettabile che dovrà essere modificata per non pesare in modo grave sulle relazioni tra i nostri paesi. Assumeremo urgenti iniziative parlamentari per sostenere e sollecitare i passi che il nostro governo vorrà muovere".
CONVOCATO L'AMBASCIATORE BRASILIANO
L’ambasciatore del Brasile in Italia, Adhemar Gabriel Bahadian, e’ stato convocato alla Farnesina dal segretario generale del ministero degli Esteri, ambasciatore Giampiero Massolo su istruzioni del ministro Franco Frattini.
Al diplomatico brasiliano Massolo - informa una nota della Farnesina - ha ‘’in particolare evidenziato lo sdegno unanime di tutte le forze politiche parlamentari nonchè dell’opinione pubblica e dei familiari delle vittime, esprimendo forti perplessita’ sulle motivazioni alla base del provvedimento’’.