Blitz delle forze dell'ordine ai confini fra le province di Caserta e di Frosinone. Il boss era sfuggito due giorni fa alla retata scappando attraverso le fogne. Maroni: "Grandissima soddisfazione"
Napoli, 14 gennaio 2009 - Le forze dell’ordine hanno arrestato il boss Giuseppe Setola a Mignano Monte Lungo, ai confini tra la provincia di Caserta e di Frosinone. Il camorrista era sfuggito due giorni fa, scappando attraverso le fogne, a un blitz dei carabinieri.
"Avete vinto voi", ha detto ai carabinieri una volta catturato il super latitante. Con sè aveva circa 200mila euro in contanti, due pistole e un fucile a pompa. L’esponente di spicco del gruppo criminale ha tentato la fuga sui tetti di una casa diroccata costruita accanto alla casa di cura ‘Villa Flora’: era scalzo, ma non ha fatto in tempo a impugnare le armi che aveva in tasca, dal momento che si è ritrovato subito nel mirino delle forze dell’ordine.
Con Giuseppe Setola sono state arrestati anche i due probabili guardaspalle (un 23enne di Aversa e un italo-americano) e due insospettabili. Questi ultimi sono un medico e un'infermiera della clinica Villa Floria, contigua all'abitazione di Mignano Mote Lungo. La donna è proprietaria della casa in cui il boss si nascondeva.
Da quanto accertato nel corso della fuga di due giorni fa attraverso una botola a Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, il super latitante si era lussato un polso e aveva riportato delle ferite alle gambe. Forse proprio per farsi medicare aveva trovato rifugio presso la casa di cura privata. Il dottore, inoltre, è cugino di primo grado di Antonio Iovine, boss dei Casalesi latitante da anni detto ‘o Ninno'.
Proprio questa mattina, beni per 10 milioni sono stati sequestrati al clan Setola, attivo nel casertano. I militari della Guardia di Finanza di Marcianise, su disposizione della Direzione distrettuale Antimafia di Napoli, hanno sequestrato alla cosca capeggiata dal latitante arrestato a Mignano Montelungo appartamenti, conti correnti bancari e auto.
Il boss Giuseppe Setola, dopo due giorni di fuga, è caduto nella trappola tesa dalle forze dell’ordine che gli avevano fatto letteralmente terra bruciata. Una volta individuato a Mignano Montelungo, luogo di una storica battaglia della seconda guerra mondiale, il boss è stato arrestato in un’operazione congiunta dai militari dell’operazione ‘Strade sicure', polizia e carabinieri.
MARONI
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, esprime "grandissima soddisfazione" per l’arresto del latitante Giuseppe Setola e afferma: "Si tratta di un colpo durissimo inferto alla camorra. Desidero ringraziare di cuore la magistratura e tutte le forze dell’ordine che hanno lavorato per il conseguimento di questo importantissimo risultato".