Roma, 20 gen. - Dall’Unione europea ai paesi arabi, il mondo esulta per il giuramento di Barack Obama a 44mo presidente degli Stati Uniti. Con Obama presidente, l’Ue si impegna a rafforzare le relazioni transatlantiche con gli Stati Uniti. Così la presidenza ceca ha salutato il neo presidente americano: «Agire insieme rappresenta uno dei modi migliori per rispondere ai bisogni e alle speranze delle persone delle due sponde dell’Oceano».
L’Ue invita quindi a «cooperare ancora di più con la nuova amministrazione Usa per rafforzare le relazioni transatlantiche e per affrontare insieme le tremende sfide di un mondo che cambia». Il presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso, ha affermato: «Viviamo tempi di sfide difficili che non conoscono frontiere». «Ritengo che Obama ha determinato un momento di svolta per l’America e ora può diventare un momento di svolta per il resto del mondo».
«Obama si metta presto al lavoro in modo che insieme a lui possiamo cambiare il mondo», ha commentato il presidente francese, Nicolas Sarkozy. Sarkozy ha anche annunciato che manderà un messaggio di congratulazioni a Obama.
Per il primo ministro britannico, Gordon Brown, con Obama presidente si apre un nuovo capitolo nella storia d’America e nella storia del mondo«Il mondo intero - ha affermato Brown in un intervento a Downing Street - ha assistito all’insediamento di Obama, testimone di un nuovo capitolo nella storia americana e nella storia del mondo". Parlando del nuovo presidente che Brown ha già incontrato a Londra e a New York, ha aggiunto: "È un uomo di grande profondità di vedute, di grande determinazione ed energia. Un uomo di grandi obiettivi morali". Ora, ha aggiunto, dovrà affrontare "»sfide senza precedenti".
Anche il primo ministro spagnolo, Josè Luis Zapatero, ha espresso »grande speranza e fiducia« nel neopresidente americano.
Il premio Nobel per la pace, Nelson Mandela ha salutato Barack Obama, primo presidente afroamericano alla Casa Bianca come «una nuova voce di speranza per rendere il mondo un posto migliore» e ha paragonato la sua investitura allo storico passaggio alla democrazia in Sudafrica. In una lettera consegnata al nuovo presidente Usa prima della cerimonia di insediamento, l’eroe anti-apartheid si è congratulato con Obama per il momento «davvero storico» per gli Stati Uniti e per il mondo. «In qualche modo oggi ricordiamo l’emozione e l’entusiasmo che ci fu nel nostro paese al tempo del passaggio alla democrazia», ha detto Mandela. «La gente, non solo nella nostra nazione ma in tutto il mondo, crede che attraverso gli sforzi comuni l’ingiustizia può essere sconfitta e che possiamo raggiungere una vita migliore».
Anche l’Iran si è unito al coro, ribadendo l’auspicio che il nuovo presidente americano abbandoni la strada del suo predecessore e apra un nuovo capitolo nelle relazioni con Teheran. «Obama ha due opzioni: seguire la stessa politica di Bush sebbene cambiando il modo di parlare, o dedicarsi agli interessi nazionali del popolo statunitense e agire con onestà», ha detto il ministro degli Esteri, Manucher Mottaki alla tv pubblica iraniana, aggiungendo che «nel primo caso riceverà dal Medio Oriente la stessa risposta che ottenne Bush».
«Ho ascoltato il discorso con grande emozione», ha commentato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «per chi come me, appartenendo ad una generazione molto diversa da quella di Barack Obama, ha vissuto più di cinquant’anni nella politica e nelle istituzioni, il discorso di oggi è stato un segno di straordinario e incoraggiamento e fiducia nell’avvenire della politica», ha proseguito Napolitano. «C’è un mutamento straordinario e anche rispetto a crisi tuttora così drammatiche come quella del Medio Oriente l’America può guadagnare nuova credibilità per esercitare il suo ruolo».
Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, ha inviato oggi una lettera al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per rinnovargli le sue congratulazioni e i più sinceri auguri di buon lavoro, sottolineando che l’audacia della speranza è un sentimento che unisce il popolo italiano e quello americano. Nella lettera Berlusconi ha indicato, anche nella sua veste di Presidente del G8, l’importanza di lavorare da subito insieme per affrontare le sfide del momento: la crisi finanziaria ed il suo impatto sull’economia reale, la situazione in Medio Oriente e quella in Afghanistan. Il Presidente del Consiglio ha anche ribadito la necessità di mantenere un dialogo costante con la Federazione russa e di favorirne la piena partecipazione al sistema di sicurezza e di «governance» mondiale. Sul presidente eletto degli Stati Uniti Barak Obama secondo Berlusconi «grandi speranze e tante attese». Per questo, Berlusconi ha detto che «quello che bisogna fare è mandare gli auguri più affettuosi e cordiali affinchè possa essere all’altezza delle aspettative non solo degli americani ma di tutto il mondo».
fonte Agi