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Siamo un Paese per vecchi

Economisti e sociologi: "Dominano gli ultrasessantenni". Boeri: "Chi governa non pensa ai giovani". Napolitano: "Ricambio urgente"

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I leader politici e la loro età Bologna, 22 gennaio 2009 - "UN PAESE che mi definisce giovane banchiere, a 51 anni, ha problemi". Va diritta al cuore la stoccata di Alessandro Profumo, sorridente di fronte alla platea di studenti del Collegio di Milano che lo seguiva per l’inaugurazione dell’anno accademico. L’ad di Unicredit mostrava una ferita molto italiana: la struttura della popolazione assomiglia a un fungo instabile dove la maggior parte ha più di 35 anni, con una classe dirigente a dir poco attempata. "Giovani fatevi avanti, in politica serve un ricambio generazionale" ha ammesso la settimana scorsa l’ultraottantenne Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. E i dati ne confermano l’urgenza.

TRA I PAESI della Ue lo Stivale vanta il primato della più bassa percentuale (14,1) nella fascia d’età compresa fra zero e 14 anni, e la più alta dall’altra parte della struttura, da 65 anni in su (19,5%). Il corrispettivo, dal punto di vista delle classi dirigenti, è altrettanto evidente: capelli grigi. Secondo una ricerca di Merrill Lynch gli imprenditori italiani che hanno superato i cinquant’anni sfiorano l’80%, un esercito ben più numeroso di quello inglese che solo per il 12% ha raggiunto la mezza età, e il 63% non ha superato i quaranta.

 

Dietro le cattedre non funziona diversamente: quasi la metà (45%) dei professori ordinari delle nostre università è senior, con più di 60 anni, e il 24% ne ha più di 65. Abbiamo i docenti più vecchi d’Europa e soltanto il 5% di loro è sotto i 35 anni. Nelle professioni domina il sessantenne, la storia si ripete in politica: a Montecitorio 83 deputati su 630 hanno meno di quarant’anni (13,2%), ma 354 (56,2%) ne hanno più di cinquanta. Com’è ovvio al Senato l’età media è più alta: sale fino a poco meno di 57 anni. Non che gli Usa si segnalino per un Congresso più giovane (dai 51 anni del 1951 l’età media è cresciuta ai 57 odierni). Ma Obama è presidente a 47 anni, come lo fu Clinton quando venne eletto nel ‘93: in Italia per cercare un leader di governo di giovane età bisogna risalire al caso, per nulla esaltante, di Mussolini. Negli anni Ottanta si distinsero Bettino Craxi, premier a 49 anni, e Giovanni Goria: ne aveva 44.

 

Le conseguenze di una classe politica avanti con gli anni? Perlopiù gravi e pericolose per la crescita, stando a sociologi ed economisti. "Chi governa pensa ad orizzonti sempre più brevi" spiegava in una intervista Tito Boeri, cinquantenne economista, professore alla Bocconi. "La logica che prevale è la sopravvivenza, senza affrontare i problemi di lungo periodo che saranno la sfida di chi ha oggi 30 anni".

 

Una valutazione condivisa dal Censis nel suo rapporto annuale 2008. Insomma l’orizzonte è quello di un sistema bloccato, con classi di comando più avanti negli anni rispetto agli altri paesi occidentali; una penisola dove i giovani si trasformano in "bamboccioni", secondo l’ex ministro Padoa-Schioppa, rimanendo troppo a lungo in famiglia. Ma anche la permanenza a lungo tra le mura di casa potrebbe essere una conseguenza della flessione dei salari di ingresso per le nuove generazioni. Diplomati e laureati entrano tardi nel mercato del lavoro mentre aumenta il grado di precarietà e di incertezza. Il risultato — spiegano — è anche l’affievolirsi del desiderio di costruire famiglia, di programmare il futuro.

SU CIASCUN ragazzo pesano 80mila euro di debito pubblico — secondo quanto stima Boeri — e 250mila di debito pensionistico: una voragine creata negli ultimi decenni, da governi di centrosinistra e centrodestra. "per pagare pensioni di invalidità, creare posti pubblici spesso inefficienti e baby pensioni". La ricetta degli economisti indica l’imperativo di riscrivere il patto generazionale per ribilanciarlo verso il basso. Cinico Giuseppe De Rita, sociologo settantaseienne tra i fondatori del Censis e suo segretario generale dal ‘74. "Le classi dirigenti — dichiarava nelle scorse settimane ad un quotidiano — sono quelle che conquistano la punta della piramide con soldi, media, corruzione, parentela, sesso, mentre le vere classi dirigenti si fanno in periferia". Come dire: il futuro sta in uno strappo, nelle autorità policentriche, nelle "minoranze vitali" delle province dell’impero che spezzeranno l’inerzia. "Non se ne esce — ammonisce — se non si cambia l’architettura del potere, che invece di classi dirigenti produce classi monarchiche". Avanti con gli anni.

 

di MARIO FORNASARI

  • 22/01/2009 09:15
    riccardo
    Salve, siccome l'argomento è stato trattato volevo esprimere il mio malessere e la mia rassegnazione. Sono un Ing civile di 26 anni e dopo tanti sacrifici e dopo aver lavorato per mantenermi gli studi ed essermi laureato in 5 anni sono entrato nel mondo del lavoro da 1anno. Ingegneria è stata la mia vocazione sin da piccolo,incentivata da tutti quelli che dicevano fai ing e non avrai mai problemi a trovare lavoro.Il mondo del lavoro è un paese per vecchi! non ho la pretesa e la sfrontatezza di credermi un genio e pretendere chissà quale stipendio ma, confrontandomi con altri colleghi, quelli che non sono scappati all'estero che lavorano per studi di settantenni in molti lavorano gratis ed altri arrivano per miraggio a 1000 euro al mese! Una persona che voglia costruirsi una famiglia è praticamente impossibilitato se non ha genitori che possano aiutarlo. Per fortuna che ing è una delle facoltà più indicate! gli studi sono in mano a persone di oltre settantanni che non vogliono aiutare i giovani ma sfruttarli!
  • 22/01/2009 09:15
    elena
    Certo che ha un bel coraggio, il presidente napolitano a parlare di ricambio... Ed evito ogni commento che potrebbe essere "vilipendio"...
  • 22/01/2009 09:23
    riccardo
    Volevo terminare il mio sfogo. Non vorrei essere frainteso e pensaste che non abbia rispetto per le persone più vecchie e per l'esperienza, ma sfruttare i giovani per i propri interessi è assolutamente improduttivo per il sistema Italia. Non parlando poi del fatto che siamo "assunti" con contratti di collaborazione a partita iva e permette ai datori di lavoro di lasciarci a casa senza problemi e non pagare tasse!! Sono arrivato alla conclusione di aver sbagliato tutto ad assecondare le mie passioni!!! Cordiali saluti da un giovane rassegnato.
  • 22/01/2009 10:05
    SAM
    le donne italiane non desiderano fare figli..I giovani sono per lo più,stati educati poco e male-si drogano, sono vagabondi pieni di diritti;quando la chiesa predicava no all'aborto,dov'erano gli illustri soloni di oggi, se non schierati contro la DC e ad osannare il 'progresso e la libertà della donna'?I giovani di oggi hanno troppo e non sanno fare che poco(scuola, teatro. tv. ballo, telefonini,internet..quanti saprebbero pulirsi le scarpe da soli e non nvoglio dire cose 'marziane' come piantare una cipolla nell'orto!Ma tanto siamo destinati a farci colonizzare dai musulmani, con la benedizione di tutti quegli antieuropei che snobbano sui valori cristiani!Condoglianze, italiani!
  • 22/01/2009 10:09
    silvio
    tra qualche anno vedremo silvio con il girello
  • 22/01/2009 10:33
    renzo
    Non sono daccordo, secondo il mio punto di vista contano le idee e l'intelligenza di capire e non l'età, abbiamo molti esempi di persone con più di 70 anni e attualmente bravissime (chirurghi, premi nobel, dirigenti di aziende etc.., mentre molte persone giovani nel nostro paese non sono mature per cariche importanti. Napolitano vuole cambiare,bene, sarebbe il primo allora che si dovrebbe dimettere.
  • 22/01/2009 10:40
    Sacripante
    Obama 47 anni, Merkel 54, Brown 56, Sarkozy 53, Zapatero 52, Berusconi 72, Prodi 72, Napolitano 81: rispetto all'europa e al mondo intero abbiamo una classe politica e dirigenziale decrepita che non vedrà mai il non futuro che sta preparando alle nuove generazioni! God save the poor Italy
  • 22/01/2009 11:53
    alchimista
    Ma come mai allora l'ineffabile on. casini e il suo allegro compare bonanni vogliono ulteriormente allungare l'età pensionabile?. Anche noi "vecchi" , lavorando o in pensione dobbiamo pur vivere!. Colgo comunque l'occasione per segnalare come l'on casini non sappia proprio dov'è la coerenza: insiste sull'allungamento dell'età pensionabile per gli altri, ma appartiene ad una categoria che in fatto di privilegi pensionistici non ha nulla da invidiare a nessuno.
  • 22/01/2009 11:59
    Massimo Dei Massimi
    Che Napolitano dica che serve un ricambio e allo stasso tempo sia ancorato alla poltrona e' una barzelletta... Avanti cosi' Italia, che si stanno vedendo i risultati.
  • 22/01/2009 12:34
    roberto
    Non solo vecchi,ma anche poca mobilità sociale.
  • 22/01/2009 12:58
    paolo
    con tutto il rispetto per il Presidente Napolitano, ma cominci lui a lasciare il passo !!
  • 22/01/2009 13:20
    lella75
    c'è poco da commentare: si innalza continuamente l'età per la pensione e si lasciano a casa i giovani precari........ così è dura ringiovanire il paese!!!
  • 22/01/2009 14:12
    franco
    un paese che usa gli "STUDI DI SETTORE per cercare di arginare l'evasione è un paese vecchio . La stessa cosa veniva fatta nella russia degli anni 30, ma quella si chiamava dittatura comunista ed è la stessa cosa che sta avvenendo nella nostra italia.
  • 22/01/2009 14:22
    renny
    il presidente napolitano per primo dovrebbe lasciare la sua poltrona, e con lui tutti quelli che anche se sono anziani sono ancora li a comandare! prendiamo esempio dai paesi che hanno presidenti giovani (es. la spagna), possibile che da noi vi siano ai posti di comando gente con età minima di 70 anni? e poi il presidente della repubblica lo dovrebbe eleggere il popolo e non il parlamento, è così che fanno tutti i paesi democratici, francia, spagna, germania ecc.
  • 22/01/2009 14:23
    Squarepusher
    L'italia è sicuramente un paese solo per vecchi, che a parole dicono sempre che bisogna incentivare i giovani a prendere il comando ma nei fatti ci sfruttano con stipendi da fame, non ci interpellano mai sui vari problemi sociali e non e si lamentano pure che i giovani non hanno progetti per il futuro. Basta prenderci in giro. Oltre ad essere vecchi molti sono anche ignoranti. Fanno bene i cervelli a scappare.
  • 22/01/2009 15:29
    elena
    gli studi di settore sono un metodo di controllo ingiusto, basato sulla curva di Gauss, che mette tutti in un calderone,mio vergogno a presentare il risultato dei calcoli quando arrivo alle dichiarazioni dei redditi. Gli studi legalizzano letteralmente l'evasione di alcune attività e condannano come evasori altri che non hanno fatto un centesimo di nero. A parte questo... A parte questa digressione su un argomento che mi fa imbestialire, vi assicuro che sarebbero tante le ditte che assumerebbero giovani. Ma un dipendente, tra stipendio e contributi, costa una cifra allucinante. e non lo si detrae dall'irap. Costa... e specialmente se è un giovane inesperto, gli devi insegnare tutto e pagarlo quasi quanto uno che ha 20 anni di esperienza alle spalle. Se non c'è lavoro lo devi pagare ugualmente... se ha mal di pancia e resta a casa due giorni pure. E questi sono i motivi che tanti clienti, che pure vorrebbero bisogno un aiuto, mi adducono per le non assunzioni...
  • 22/01/2009 16:28
    Alex
    Purtroppo non c'è niente da fare, il sistema si è incancrenito sulla "gerontocrazia" e secondo me è impossibile tornare indietro se non con uno scontro generazionale inevitabile. In tutti i posti di comando siedono "anziani", vedi banche, industrie, comuni, parlamenti ecc.. che avranno sì dalla loro parte l'"esperienza" ma ormai non sono più adeguati alle dinamiche di questo nostro mondo, preferendo scelte nel breve e a loro totale beneficio, invece che lavorare per le generazioni a seguire.... A tutto questo si somma il nepotismo, la raccomandazione e con questo è spiegato come mai il nostro paese è il fanalino di coda del mondo idustrializzato. Posso assicurarvi che nella mia azienda, fin da quando sono entrato, ho trovato scarsissima collaborazione di "anziani" che invece che passare conoscenze se le sono tenute per loro perchè in questo modo risultavano "indispensabili".
  • 22/01/2009 16:29
    alex
    SECONDA PARTE: Concordo anche con i giovani laureati che finiscono, se non hanno la fortuna di avere un padre proprietario di uno studio professionale, per essere totalmente sfruttati con vergognosi contratti di "praticantato". Sinceramente mi viene da ridere quando sento parlare personalità che sono preoccupati per "l'avvenire dei nostri figli"; ma lo sapete che, praticamente in tutti i contratti di lavoro, i giovani sono discriminati con trattamenti molto al di sotto dei pari grado "anziani"?? Che ora chi entra in Banca guadagna quasi quanto un commesso in negozio? E chi devono ringraziare? I Sindacati? No cari signori, devono ringraziare l'attuale classe dirigente che ha pensato solo a se stessa, tanto i propri figli, con una bella raccomandazione vengono sistemati... Grazie di tutto.
  • 22/01/2009 17:58
    Daniele
    Non credo si tratti di un paese per vecchi, infatti chi è pensionato e monoreddito lo sa bene, lo sa benissimo il perdente lavoro che si trova disoccupato a 54 anni (già troppo vecchio per accedere ad un nuovo lavoro) con magari qualche figlio laureato precario, è un paese per un certo tipo di vecchi: quelli ricchi, di successo. Gli altri vecchi hanno difficoltà per avere assistenza sanitaria, per la stessa sussistenza, i veri vecchi In Italia stanno male: crepano nella solitudine e inutilità a cui la società "dei vecchi di successo" li ha relegati. Non si tratta della necessità di un "patto generazionale" ma di un nuovo "patto sociale" che sia a favore dei più deboli giovani e vecchi.
  • 22/01/2009 18:03
    Carla
    E come possiamo lasciar posto ai giovani se siamo obbligati a lavorare finchè abbiamo un filo di fiato. Ho 53 anni,lavoro da quando ne avevo 16 e chissà quando potrò andare in pensione visto che si cambiano continuamente le regole. Vorrei smentire comunque il signor SAM. I ragazzi di oggi non sono tutti buoni a nulla e bambaccioni come sostiene lui e amici suoi. Molti ragazzi sono bravi, intelligenti, seri e capaci ma nonostane siano laureati brillantamente trovano (se lo trovano) lavori precari e con stipendi da fame. Sarebbe ora che le cose cambiassero, che i governanti governassero senza rubare tutte le risorse che i cittadini onesti versano con le loro tasse, fare in modo che chi non paga le tasse le paghi fino all'ultimo centesimo; mandare in pensione la gente nei limiti ragionevoli (60 anni) e dare l'opportunità ai giovani di lavorare con stipendi che permettano loro di mantenersi e fare progetti per il futuro. E i politici vadano in pensione pure loro a 60 anni perchè nessuno di loro è indispensabile!
  • 22/01/2009 18:19
    Pippo100
    L'Italia non è solo un paese per vecchi, è un paese di vecchi. Denatalità spaventosa, e lo stato non fa' nulla per cercare di agevolare chi mette al mondo figli. in questa condizione è ovvio che chi ha qualche potere pensi più alle persone di una certa età, ossia a se stesso, che ai giovani. e purtroppo non si può non constatare che i giovani di adesso sono la prima generazione da molto tempo in qua per la quale non si prospetta un miglioramento di livello di vita rispetto alla generazione precedente bensì un peggioramento
  • 22/01/2009 18:22
    inqbo
    per rendersi conto di come è l'italia basta andare in un supermercato alle 8 della mattina...napolitano dovrebbe alzarsi dalle panchine per fare posto agli anziani..comunque è vero come ha scritto qualcuno che è una barzelletta, detta da un'edera avviinghiata come lui. ma l'altra barzeleltta è che i tra 'giovani' citati si dica che mussolini sia stato un caso per nulla esaltante ( è vero..) mentre invece craxi da hammamet lo fu, visto che come alì babà trovo i soldi nella caverna ? e goria, padre dell'esproprio bancario invece si ? (e le cui guardie del corpo ci menavano all'ingresso in discoteca per fare entrare i suoi figli ). a questo punto seppur con disgusto spero nel prossimo governo andreotti..
  • 22/01/2009 19:40
    giorho
    ricambio urgente ma nei fatti e non solo a parole.è una vera vergogna che con la crisi e la disoccupazione che c'è ci siano persone che già in età pensionabile continuano a lavorare e non pensano di lasciare anche agli altri la possibilità di un lavoro e di uno stipendio.ci troviamo dunque con una marea di persone e politicanti incalliti che continuano a percepire superstipendi alla faccia dei giovani che faticano a trovare una occupazione.
  • 22/01/2009 20:58
    frog73
    Concordo,siamo un paese per vecchi che non fa nulla per i giovani(cioe' il futuro) ma vorrei dire una cosa a SAM:ci sono coppie che figli li vorrebbero,ma purtroppo a volte 2 stipendi (di cui uno magari precario e l'altro sui 1300 euro quando va bene)permettono a malapena di pagare il mutuo e vivere.E purtroppo la ns societa' non fa niente per aiutare le mamme(guardiamo un po' ai paesi del nord:li' fanno molti piu' figli che da noi eppure sempre in Europa stanno).Ormai anche avere figli e' diventato un lusso. Secondo me e' anche una vergogna che una persona adulta di 35 anni con un lavoro a tempo pieno(e non precario per fortuna)non possa permettersi un appartamentino da sola,ma e' costretta a dividerlo con un coinquilino/a solo perche' magari non e' sposata o non ha i genitori che gli hanno comprato la casina.Solo 20 anni fa era inconcepibile,se avevi un lavoro riuscivi a vivere decentemente(e non sto parlando di lussi,ma di non avere l'ansia se un mese arriva una bolletta)
  • 22/01/2009 22:16
    elisa
    il fatto è che quando lo stipendio è abbondante, la posizione professionale è di rilievo nei vari settori di lavoro, vari i benefici di cui usufruiscono, ma chi glielo fa fare di andare in pensione, sono tutti dei piccoli cuccia, disposti a lavorare fino a novant'anni, l'Italia è un paese di vecchi che dirigono, insegnano, comandano in politica, e i nostri ragazzi, seppur meritevoli, dovranno aspettare aspettare e aspettare ancora i comodi di queste persone che non si schiodano dal loro scranno è uno scandalo che non venga preparato il futuro dei giovani in modo professionale, e sono solo sfuttati per due lire al mese.
  • 23/01/2009 09:44
    Squarepusher
    Pensandoci bene, questo non è un paese nè per giovani nè per vecchi. Questo è un paese per ladri, furbettini del quartiere, delinquenti, immigrati irregolari, rom.... tutto tranne le persone oneste che vengono sempre tartassate e prese in giro.
  • 23/01/2009 11:14
    Mario
    Ma dove vuole andare avanti il sitema Italia ?!?!??! Nella ditta dove lavoro ci sono molti consulenti....... altro che sessantenni ,come i politici il sitema permette cio' ( stare attaccati alla sedia )e non esiste il modo di trasemttere l'esperienza per far crescere i giovani. L'impegno lo metti magari anche per anni ,ma quando vedi che non cambia niente é ovvio che è difficile vedere propositivi i giovani!!!!!!!!!!
  • 24/01/2009 01:47
    gab ex di silvio
    un paese di vecchi,si e' cosi siete un paese di vecchi ma la cosa preoccupante e che molti sono vecchi nella brain,questo e' il grosso problema.a 30 anni siete vecchi per trovare lavoro,le ditte preferiscono i ragazzotti da 16 a 25 perche' costano meno,quelli da 30 anni in su'sono paragonati a 70 anni,anche avendo esperienze,e capacita'rispetto ai ragazotti,ma la cosa stupenda e che a 70 -80 anni qualcuno si ritiene capace fisicamente e sopratutto mentalmente,di poter decidere per 56 milioni di pecore il loro futuro nonostante a questa eta' la demenza galoppa velocemente,senza guardare in faccia poveri,ricchi,naturali,o plastici,per fortuna come la morte anche la demenza non si compra,almeno in questo siamo tutti uguali..best regard
  • 24/01/2009 10:27
    gab ex di silvio
    anche se' saro' a volte ripetitivo,mi piace scriverla(E forza italia insieme per crescere) anno 1994 tradotto s'e' un ci fossero i bischeri un ci sarebbero i furbi.non cambiera' mai nulla popolo sveglia sarete sempre schiavi di voi stessi,perche' siete cresciuti nell sistema italia,l'europa che conta visto che qualcuno l'ha menzionata non l'avete mai vista manco alla tv,chi ha preso l'aereo puo' dire in punto di morte sempre il piu' tardi possinile,sono alla fine ma la mia vita non e' stata totalmente insufficiente,e sopratutto l'ho vissuta in piedi,invece che a 90,facendo beeeeeeee..right kia orana
  • 25/01/2009 09:28
    benito russo
    Un recente decreto del governo,ha escluso anche i primari ospedalieri dal ricambio generazionale ,prima lo aveva fatto con magistrati,docenti universitari,dirigenti dello stato .per tutti gli altri 65 o 40 anni di contrbuti tutti a casa. un governo che si rispetti comincia dall'alto e non dal basso ,o se volete in accordo con l'eguaglianza non solo dal sesso ,ma dal fatto di essere cittadini di questa repubblica ed uguali di fronte alle leggi . questo vale anche per chi fa le leggi in nome del popolo italiano.
  • 26/01/2009 10:10
    skandalo
    Il Presidente Napolitano, ultimanente ha detto di fare largo ai giovani, in quanto la nostra classe politica è la piu' vecchia d'Europa. Perchè lo viene a dire solo oggi? Abbiamo gente in parlamento, da una vita, come lui, è che fà ci vuol prendere in giro. Il Presidente lo sa ce quando scade il mandato ce lo ritroveremo tra i senatori a vita, vita natural durante. L'abolizione dell'istituto sarebbe un segnale, ma dubito che cio' accada. Vero Presidente?
  • 26/01/2009 21:08
    Madrid
    Italia paese di vecchi agli alti livelli, si. Che l'italia sia un paese sclerotizzato da una classe dirigente (non solo politica) vecchia non ci sono dubbi. Che per un giovane con una idea nuova sia praticamente impossibile creare una azienda e fare fortuna è senz'altro vero. Però c'è anche l'altra faccia della medaglia. Provate a chiederlo a chi a cinquant'anni si trova senza lavoro e ne cerca uno. Impossibile: le ditte assumono solo giovani al di sotto dei trent'anni, possibilmente scapoli. Insomma, essere vecchi va bene se si è arrivati in alto, se no uno è fregato tanto e più di un giovane. Almeno negli stati uniti è illegale per una ditta chiedere età e stato civile, ma in italia...
  • 27/01/2009 11:46
    Ennio
    saranno di più i vecchi o gli ignoranti? E' una bella lotta.
  • 27/01/2009 12:05
    gab ex di silvio
    hang on a second,riflettendo un attimo su' quello che la veronica lario ha detto(mio marito governera per 10 anni)se' non espatria per cause maggiori stile bettino per intenderci,e leggendo questo articolo si puo' capire benissimo che l'italia non cambiera' mai.con il silvio a mandare avanti a modo suo il paese fino a 82 anni,solo il pensiero fa' venire i brividi fino al tallone d'achille insomma solo roboanti chiacchere per rienpire the newspapar..l'unico paese in europa dove a 80 anni,decidono l'avvenire di generazioni,stile mugabe o fidel per essere chiari.salve
  • 28/01/2009 00:07
    EROS
    POLITICI, MANAGER, I.S.T.A.T. ECC.ECC.ECC. PER SVECCHIARE E DARE RESPIRO ANCHE ALL'INPS COMINCINO A DARE IL BUON ESEMPIO E SCHIATTARE IN SANTA PACE.
  • 28/01/2009 00:31
    Franco
    Laurea, master, ottima esperienza di lavoro per l'Europa, sono riuscito a diventare solo assessore provinciale a 59 anni. E ci sono arrivato dopo 10 anni di lotta per scalzare un settantenne del mio partito che non voleva staccare il culo dalla poltrona. Magari adesso mi dicono che sono vecchio. Ma ci sono generazioni che non devono arrivare mai?
  • 28/01/2009 19:46
    adriano
    L'età è importante, più dell'esperienza.A trent'anni vedi e avverti il mondo e la vita in divenire, mentre a settanta cerchi di conservare. Ma quello che più conta è il proprio percorso di vita , se è limpido oppure opaco....il nostro paese gradisce l'opaco ed il leggero, il semplice rispetto alla complessa realtà ed è per questo che aldilà dell'età qui vincono i cialtroni ed i furbi.
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